Nasce il format “iorestoacasa.tv”

Il Comune di Galatone ed eLabora – Cooperativa di Comunità di Galatone lanciano l’iniziativa “Io resto a casa”. Il format, sostenuto dal Progetto GeneraWELFARE – cofinanziato dalla Regione Puglia, nasce per allietare in maniera creativa e condivisa questi giorni complessi in cui ai cittadini, ai bambini e ai ragazzi tocca restare a casa per la tutela della salute di tutti. “Io resto a casa”, raggiungibile all’indirizzo http://www.iorestoacasa.tv, offre la possibilità di rimanere in contatto con la tua Comunità attraverso storie, immagini, audio, video, e tanto altro ancora. Saranno disponibili quiz, sondaggi, giochi e interazioni con gli altri utenti. L’iniziativa è aperta anche a tutte le associazioni, imprese, enti e cittadini ed ognuno potrà contribuire con idee da poter realizzare senza costi, tutto per il benessere della nostra Comunità. “Io resto a casa” sarà un modo nuovo per stare insieme, occupare il tempo ed essere parte della comunità”. Buon Divertimento!

http://www.iorestoacasa.tv

Galatone al tempo del Coronavirus – On Board Camera – (11 marzo 2020 – ore 19:15)

Galatone (Le) – 11 marzo 2020 – ore 19:15 – Emergenza Coronavirus – Galatone semideserta per via dell’Emergenza COVID-19 – Un giro per le principali vie della cittadina salentina e l’appello del Sindaco Flavio Filoni – Camera: NILOX MINI F wi-fi – Video di Mauro Longo

La Lezione di Don Milani 50 anni dopo

Nardò (Le) – 6 dicembre 2017 – Sala Roma – “La Lezione di Don Milani 50 anni dopo” incontro/dibattito – Interventi di S.E. Mons Fernando Filograna (Vescovo della Diocesi Nardò/Gallipoli), Don Raffaele Bruno (Associazione “Libera”), Tonio Tondo (giornalista) – Relazione di Giuliano Ligabue (già Dirigente Scolastico Liceo Scientifico Avogadro – Roma) dal titolo “L’in-attualità di Lorenzo Milan” – Relazione di Enrico Longo (già Dirigente Scolastico – Direttore de “La Postilla”) dal titolo “L’etica dell’autenticità” – Video di Mauro Longo

OCCUPAZIONE E DISOCCUPAZIONE : LA VERITA’ SUI DATI , L’IMBARAZZO E LA DISONESTA’ DEI COMMENTATORI . LE DUE ITALIE .

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OCCUPAZIONE E DISOCCUPAZIONE : LA VERITA’ SUI DATI , L’IMBARAZZO E LA DISONESTA’ DEI COMMENTATORI . LE DUE ITALIE .

OCCUPAZIONE E DISOCCUPAZIONE : LA VERITA’ SUI DATI , L’IMBARAZZO E LA DISONESTA’ DEI COMMENTATORI . LE DUE ITALIE .

di Crocifisso Aloisi

 
In queste ore tutti i commentatori nazionali ( politici e giornalisti ) si stanno concentrando su un dato : il tasso di disoccupazione nazionale che ,dalle rilevazioni ISTAT ,ha superato quota 13 % . La media europea è dell’ 11,9% . Qualcuno potrebbe essere indotto a pensare che si tratta insomma ,di uno spostamento ‘solo’ dell’1,1% dal dato europeo e quindi potrebbe non essere poi così devastante . A leggere gli articoli dei grandi ( grandi solo per diffusione di copie!) giornali, i numeri della disoccupazione in Italia vengono snocciolati in modo asettico . Cito un articolo della Repubblica “ .. La disoccupazione non lascia tregua all’Italia e chiama alla prova il governo Renzi. A febbraio il tasso rilevato dall’Istat è volato al 13% (+1,1 punti percentuali sul 2013): il livello più alto sia dall’inizio delle serie mensili, nel gennaio 2004, sia delle trimestrali, a inizio del 1977. Basti pensare che su base annua l’incremento è inferiore solo a quelli di Cipro (dal 14,7% al 16,7%) e della Grecia (dal 26,3% al 27,5%). D’altra le stime sulla disoccupazione in Italia per l’intero 2014 sono nell’intorno del 12,5%. A preoccupare, in particolare, è il numero dei disoccupati cresciuti del 9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno a quota 3,3 milioni (+0,2% su gennaio). Tra i giovani, invece, sono in cerca di occupazione 678mila ragazzi, con un tasso di disoccupazione pari al 42,3%, sostanzialmente immutato rispetto a gennaio (-0,1%), ma in aumento del 4,2% sul 2013: secondo Eurostat l’Italia è il Paese più in difficoltà dell’Ue dopo la Spagna, dove gli under 25 senza lavoro sono passati dal 54,2 al 53,6%..”
Nessuno dei maggiori opinionisti , né tantomeno i politici , hanno analizzato un po’ più approfonditamente i dati . Perché se lo avessero fatto ( e se fossero anche più seri ed onesti intellettualmente ) avrebbero visto questa distribuzione dei dati sul territorio italiano :
SUD 19,7 %
CENTRO 10,9 %
NORD 8,4%
Questo è il frutto di tutte le politiche economiche dei governi italiani dal post Unità ad oggi : basti pensare alle ingenti risorse pubbliche di tutti gli italiani , anche dei meridionali , utilizzate per industrializzare il Nord e dotarlo di infrastrutture adatte per l’approvvigionamento e l’esportazione delle merci ( e non sono invenzioni , ci sono atti parlamentari e una sterminata documentazione relativa alle politiche economiche dei primi 50 anni di governi italiani , che sono state opportunamente occultate sui libri di storia e non compaiono adeguatamente sui media nazionali ) . Il sud , relegato al ruol odi colonia interna, avrebbe dovuto fornire soltanto la manodopera . Così anche una buoan parte dello stipendio dell’operaio meridionale , al lavoro in qualche fabbrica del nord , sarebbe rimasto sullo stesso territorio in termini di vitto e alloggio .
Su come lo stato ha creato ad arte questo squilibrio economico del corso dei decenni , basta leggere qualche libro dei Prof. Daniele Vittorio e Paolo Malanima o del Prof. Gianfranco Viesti .
Quindi ricapitoliamo, al Sud Italia il tasso di disoccupazione generale ( non scendo nei dettagli sulla disoccupazione giovanile e femminile che sono ancora più drammatici ) è del 19,7 % , mentre la media europea è dell’11,9% . Riprendendo l’articolo precedente di Repubblica “.. secondo Eurostat l’Italia è il Paese più in difficoltà dell’UE dopo la Spagna ..” dovremmo energicamente affermare che IL SUD ITALIA è la regione più in difficoltà dell’Ue dopo la Spagna !
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi propone delle ricette che non temngono conto di questi dati: si parla genericamente di riforma del lavoro senza analizzare a fondo la disparità dei dati sulla disoccupazione , si propone ancora lo schema della precarietà ( un po’ più soft , tanto per distinguersi dalle precedenti misure di balcanizzazione del mercato del lavoro ) per attirare investimenti dall’estero e, ancora più grave , sembra riproporre la guerra tra poveri . Da una parte i giovani contro i vecchi, i precari scagliati contro i lavoratori a tempo indeterminato, non disdegnando la tecnica, sempre in voga e bipartisan , di contrapporre i dipendenti privati contro i dipendenti pubblici ,quest’ultimi sempre più bistrattati ed umiliati .
Matteo Renzi si è detto sconvolto dai dati ed ha promesso di far scendere il tasso al 10 % . Bene , poiché dai dati Istat emerge che il Nord non ha bisogno di alcuna misura per il rilancio dell’occupazione , al centro ci siamo quasi , noi al Sud vorremmo tantissimo che il tasso fosse ‘sconvolgente’ . Paradossalmente ( ed ironicamente ) noi non chiediamo la normalità , cioè un tasso in linea con il dato europeo o nazionale , per adesso ci basta un tasso sconvolgente , quello del 13% .