Corso Certificato di Primo Soccorso BLSD/PBLSD

Galatone (Le) – 24 marzo 2018 – Palazzo Marchesale – La Sezione A.N.S.I. “G. Caputo” di Galatone e il Centro Regionale Alta Formazione Puglia RE – Heart Misericordia – Racale hanno organizzato il “Corso Certificato di Primo Soccorso BLSD/PBLSD” con rilascio di autorizzazione all’utilizzo del Defibrillatore – Interventi di Antonio Marzo (Presidente Sezione A.N.S.I. “G. Caputo” di Galatone) e Sergio Manni (Operatore BLSD/PBLSD) – Video di Mauro Longo

Noterelle dai giorni di festa – “La Postilla” n.190

Video

LA POSTILLA N. 190

Noterelle dai giorni di festa.

Salento terra di contrasti, di allettanti utopie e duri risvegli, di ansie di crescita e di frustrazioni, di coraggiosi progetti e di inspiegabili ritardi. Una terra che orgogliosamente mostra le bellezze dei territori, del suo mare e delle campagne, le vestigia di civiltà antiche e un patrimonio di arte e di cultura sui quali vorrebbe scommettere per un futuro di sviluppo e di prosperità. Una terra offesa e umiliata dall’inciviltà e dall’incuria, e dalla storica negligenza, spesso colpevole, di chi sarebbe dovuto alla vigilanza e a far rispettare le leggi. Una terra tradita da una politica distratta e lontana e dai suoi attori protagonisti, piccoli uomini, capaci soltanto d’inseguire poltrone e (vana)gloria, insensibili alle tangibili difficoltà della gente e incapaci di pensare un progetto che ne possa in un certo qual modo cambiare il destino.
Da tempo ho perduto qualunque residuo di fiducia nei loro confronti che del Paese e dei nostri problemi non sanno che farsene. Continuo a guardare con interesse, invece, al proliferare di movimenti e comitati, rimasti soli a guardare ai problemi reali, animati dalla passione per i territori e dalla ferma volontà di tutelare gli interessi delle popolazioni. Ambiente, cultura, salute, agricoltura, turismo e sviluppo compatibile, questi i temi ricorrenti; non le schermaglie senza fine e senza senso, dettate da una classe politica inetta o corrotta, capace comunque di dettare l’agenda ai politonzoli delle periferie, che attendono l’imbeccata perché incapaci di esercitare senso critico e autonomo pensiero.
Muove i primi passi la campagna elettorale. Assenti, come sempre, i problemi reali. Quale nuova Europa? Quali le linee di uno sviluppo plausibile e reale? Ma, soprattutto, quali le azioni concrete perché non vengano reiterati gli assalti ai territori e le devastazioni che continuano nonostante la montante protesta della parte più consapevole della popolazione? La cronaca è ripetitiva. L’ennesima scoperta di una discarica clandestina di rifiuti pericolosi tra Scorrano e Supersano. Dalla discarica di Tricase, un tempo comunale, continuano a venir fuori tracce di rifiuti ospedalieri, pellame e residui industriali di calzaturifici. A Patù i carabinieri del Noe scoprono sacchi contenenti materiale plastico, pellame, colle e altri materiali di calzaturifici e pelletterie. E pellame e altri materiali da calzaturificio ad Alessano e rifiuti industriali, eternit, canne fumarie, asfalto, plastica, pneumatici e scarti dell’edilizia in un’area di 20 mila metri quadrati tra Alezio, Parabita e Seclì. Il tutto mentre dietro l’angolo di casa nostra si stagliano, maestose, le mega discariche di Castellino e Vignali, la prima non ancora messa in sicurezza, la seconda, sempre più vasta e generosa nell’accogliere l’amianto da ogni dove.
Ma per fortuna arriva la festa, al momento opportuno, a segnare una tregua con le ansie e le preoccupazioni quotidiane, a far dimenticare, nei limiti del possibile, quanto ci attende nei giorni feriali. Una festa che segue di una settimana l’Anniversario della Liberazione, quest’anno apparso in una felice edizione, animata soprattutto dai giovani, dagli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, che si sono succeduti sul palco di piazza Pertini. Musica, canti e allegria, e, tra questi, letture, componimenti e pensieri che dell’importante ricorrenza rappresentavano la più significativa testimonianza.
Grandi festeggiamenti anche quest’anno per il SS. Crocifisso e tanta gente, come sempre, nonostante l’inclemenza del tempo. Piazze straboccanti e quasi inaccessibili ai ritardatari. In numero ridotto, però, baracche e bancarelle e ridotta la folla intorno ad esse. E bambini stranamente non più capricciosi e insistenti, anch’essi probabilmente consapevoli che i tempi sono grami.
Lodevole l’impegno del Comitato e soddisfacente l’organizzazione dell’amministrazione cittadina, che ha saputo assicurare ordine e decoro, anche dovendo affrontare qualche situazione di emergenza, dovuta alla resistenza di frange d’inciviltà difficili da sradicare.
Tante le attrattive, su alcune delle quali mi fermo un po’a riflettere.

Tra l’allegria dei piccoli per uno spettacolo inusitato e la nostalgia dei più grandi si è snodata tra le vie cittadine la lunga teoria di carri e carrozzelle, di cavalieri e amazzoni. Protagonista il cavallo, animale nobile e intelligente, un tempo compagno di lavoro, oggi sempre più ai margini della vita dell’uomo. Segno dei tempi, certamente, di un progresso che sembra fatalmente portare ai margini persino la mano e la mente dell’uomo.
Un’ulteriore conferma alla generosità della gente salentina che non arretra d’un passo neppure dinanzi alle ben note difficoltà. “La partita del cuore” è stata una festa soprattutto per i giovani, che hanno avuto modo di guardare da vicino i personaggi delle fiction, ai quali strappare un autografo o un’immagine da veicolare attraverso i network. Ma anche gli adulti ne hanno tratto interesse. E non sono stati da meno gli stessi amministratori che li hanno affidati a guide esperte alla scoperta delle bellezze e delle peculiarità cittadine, prima di requisirli per le foto di rito alle quali nessuno ha inteso rinunciare. A sera poi tutti allo stadio a dare il proprio contributo a “Cuore Amico” e alle sue iniziative benefiche.
La mostra degli allievi delle terze medie del primo polo presentava più di un motivo d’interesse. Il tema, innanzitutto, “La cultura orientale e occidentale”. Finalmente qualcosa che unisce, mi son detto, prima di restare ammirato per la bellezza dei lavori, tecnicamente perfetti. Nell’ascoltare poi le parole dell’intervista rilasciata a Mauro dal prof. Baldassarre, che raccontava la storia di un percorso di studio e di ricerca propedeutico alla realizzazione artistica, non ho potuto che complimentarmi con lui e i suoi allievi, sottolineando la sicura formatività dell’esperienza vissuta. “Studio-ricerca-espressione artistica: un percorso didattico dai sicuri esiti formativi” – ho commentato su facebook – volendo ribadire la decisiva importanza di un corretto approccio metodologico per fare dell’apprendimento la condizione dello sviluppo intellettuale e sociale dell’allievo.

La Mostra del Libro promossa dalla Libreria Antiqua giunge alla sesta edizione diventando ormai un appuntamento atteso. Il pezzo grosso è stato quest’anno Pino Aprile e il suo ultimo libro, “Il Sud puzza”, che fa giustizia di tanti negativi stereotipi che si sono costruiti intorno al Sud, nell’acquiescenza complice degli stessi intellettuali meridionali. Nella ricostruzione sincronico-diacronica del brillante giornalista-scrittore viene fuori un’immagine diametralmente opposta delle nostre vicende, sorprendente solo per chi della storia conosce solo le notiziole pasticciate dei testi ufficiali, ancora sordi ai dettami di una scuola della ricerca e della formazione di menti critiche. La stimolante presentazione di Mauro e le sue significative domande hanno scatenato la cultura, la passione e la particolare facondia dell’autore, che ha letteralmente conquistato gli spettatori. Me compreso. Una serata di vera cultura; nel genere, sicuramente l’evento più significativo. Non apprezzato soltanto dai nostri amministratori, tutti assenti, quasi si fossero dati parola. Nessuno della pletora di responsabili della cultura, pronti sempre a sgomitare per guadagnare il proscenio. Questa volta, invece, hanno fatto un passo indietro, spaventati forse dalle puzze delle quali sarà sfuggito il significato metaforico, o più probabilmente urtati dal dichiarato ateismo dell’ospite o dalla “sinistra” sua appartenenza politica.
L’Infiorata è ormai una delle principali attrattive. In occasione della festa si viene per visitare la Chiesa, per partecipare alla processione, per ammirare le luminarie e…. per l’infiorata. Uno spettacolo stupendo, che si apprezza ancor di più se lo si segue nelle varie fasi, nel suo prendere forma progressivamente dietro le mani sapienti di persone costrette spesso in posizioni innaturali e di grande sacrificio. Non c’è spazio per le lagnanze, però, e nessuno avverte la sofferenza. Il tempo è breve e il lavoro va ultimato. A qualunque costo. Il tema unico, “Le beatitudini”, è stato sviluppato in sei diverse versioni, tutte mirabili. Sono stato colpito particolarmente, nel lavoro di Caledda, dal viso di Gesù, e dagli occhi di un azzurro trasparente. Mi sono complimentato con l’autrice che avevo, di nascosto, seguito durante il lavoro. Inaugurata, come ormai accade da qualche anno, dalle autorità cittadine e provinciali, l’Infiorata sembra avere tanti padri e nessun sostenitore. Quasi surrettizia, vive soltanto dell’entusiasmo, della fatica e delle risorse di quei pochi volontari, quasi sempre insegnanti, disposti, oltre che al sacrificio fisico, anche di farsi carico delle spese necessarie per acquistare i fiori e quant’altro. Le autorità si caricano soltanto dell’onere della regale presenza e della fatica di tagliare il nastro, nonché di condizionare gli orari e le forme dell’inaugurazione. Per il resto, lasciano fare. Un’edizione magnifica, comunque, e un appuntamento che non può mancare nel palinsesto. Personalmente mi auguro che non sia destinata a finire come accade per tutte le cose belle condannate a breve vita per la superficialità e l’incuria che sembrano dalle nostre parti profondamente radicate.
Una bella festa, dunque, anche quest’anno. Nonostante il maltempo e nonostante tutto. Tanti eventi ancora oltre quelli sui quali mi sono fermato: l’accensione delle luminarie al suono del “Bohemian Rhapsody-The Queen”, la gara di solidarietà per guadagnarsi l’onore di portare a spalla la statua del Crocifisso, l’esibizione dei “Gemelli diversi”, la tradizionale presentazione del Bolero di Ravel…Tanti eventi suggestivi che Mauro e Vanessa hanno catturato, con la telecamera o la macchina fotografica, correndo di qua e di là perché nulla potesse sfuggire di importante da offrire ai cittadini di Galatone e dell’intero Salento e soprattutto a quanti non hanno potuto essere presenti, perché lontani dalla loro cittadina per motivi di lavoro o di studio. Le 25 mila visite alla pagina Fan e al Blog sono state, per entrambi, la migliore gratificazione e il motivo del ringraziamento che hanno voluto loro indirizzare. Ma un grazie convinto va anche a loro, che hanno saputo dimostrare come tutto sia possibile, pur nella ristrettezza dei tempi e nella povertà dei mezzi, quando si è animati da autentica passione sociale e da profondo attaccamento alle tradizioni della propria terra.

Enrico Longo