FILONI BOCCIATO A SETTEMBRE

Il Sindaco ha ritenuto, alla scadenza dei due anni di amministrazione, di rimandare l’incontro con i cittadini a settembre.
Aveva la speranza che attraverso le numerose feste e festicciole con relative passerelle di accompagnamento, previste nel nutrito palinsesto dell’Estate Galatea, i cittadini avessero meglio digerito l’apatica e inconsistente azione amministrativa. Peccato che neanche i tre mesi di recupero siano stati sufficienti a superare gli esami e pertanto il governo cittadino in questa prima metà di mandato risulta BOCCIATO.
Tutti siamo convinti che la rivoluzione annunciata è fallita: male le consulte, la cooperativa di comunità, l’ambiente, le politiche giovanili e sociali.
Il centro storico non decolla, le tasse a carico dei cittadini sono al massimo storico.
Bene le feste, i carnevali, le tante passerelle del Sindaco e …. “cotillons”.
Anche i forestieri e i turisti, attirati dai vari appuntamenti dell’Estate Galatea, hanno BOCCIATO il Sindaco nell’assistere giornalmente ed ininterrottamente ad una comunità sporca (vedi foto), disordinata e priva di una sua vera caratterizzazione.
L’altra BOCCIATURA è venuta dalla Regione Puglia rimandando a chissà quando anche il Piano Coste, per il quale l’amministrazione si vantava di aver profuso tanto impegno e di aver fatto un buon lavoro. Peccato che dopo più di due anni siano ancora al nastro di partenza; intanto il parco della Reggia e Montagna Spaccata brucia.
Speriamo che il PUG, anche questo ai nastri di partenza, scopiazzato nei nuovi indirizzi, possa avere maggior fortuna.
Ulteriore bocciatura l’uscita dalla maggioranza del consigliere De Monte, che prende le distanze dalla politica e dall’azione di questa amministrazione.
Intanto siamo al giro di boa, ma nessuno dei galatonesi ha notato niente della rivoluzione annunciata, anzi molti dei loro sostenitori sono ormai ex.
Non resta che augurare buon terzo anno, ma attenzione: il tempo passa e GALATONE OSSERVA.

ViviAmo Galatone

 

CHI NON HA RISPOSTE SI AGGRAPPA ALL’INSULTO

Conoscendo il tenore e il bagaglio argomentativo del nostro Sindaco e sodali, era facile presagire i contenuti (si fa per dire) delle loro reazioni a quanto da noi veicolato su stampa e social circa la sonora Determina regionale che, piaccia o meno, conferma ciò che sempre, inascoltati, abbiamo sostenuto: IL PROGETTO PIANO COSTE  E’ INADEGUATO. Incontrovertibile, non c’è    propaganda che tenga.

Non avendo elementi per sostenere la bontà del progetto  (lo hanno dimostrato fuggendo dal confronto pubblico organizzato sul tema in data 17 maggio), ora insultano e si concentrano sul termine “bocciatura”. Che bravi!

Fingono di non capire che la “bocciatura” (giusta titolazione del giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno)   non ha per noi alcuna accezione burocratica e procedurale. Sappiamo benissimo che l’iter è in corso e ne conosciamo altrettanto bene le normative, che abbiamo puntualmente richiamato nelle osservazioni pubbliche a cui l’Amministrazione non ha creduto o saputo rispondere e a cui dovrà comunque, per legge, controdedurre.

Ci riferiamo all’approccio, allo sviluppo e alle conclusioni del progetto, che risultano di segno diametralmente opposto al testo della Determina regionale.

Il progetto mira infatti a sostenere, con passaggi a dir poco imbarazzanti, l’inopportunità di ulteriori approfondimenti, e quindi di valutazione appropriata.

Invece la Regione certifica la fondatezza delle nostre obiezioni con una dura censura che inchioda l’Amministrazione  su ciò che ha tentato di eludere. È  il risultato che NOI speravamo per il bene del nostro Patrimonio.

Non occorre aggiungere altro. È  tutto scritto nelle carte. È  lì che restano scolpite le “competenze”. Il Sig. Sindaco (con l’aiuto dei sodali) si informi e soprattutto si adegui (in senso progettuale).

Per far capire anche ai non addetti ai lavori come stanno i fatti e dove alberga l’incompetenza, basta accostare le conclusioni del progetto con quelle della Determina regionale.

Dal progetto:

gli impatti negativi del Piano sull’ambiente naturale esistente sono minimi se non addirittura nulli… La possibilità che si verifichino impatti negativi sulla costa interessata è, come anzidetto, remota… L’impatto totale di tutti gli impatti negativi in contemporanea non porterebbe, comunque, ad una situazione critica e/o irreversibile…..La sommatoria degli impatti positivi, d’altro canto, porterebbe ad un miglioramento sensibile della costa galatonese… Per quanto detto finora, NON SI RITIENE OPPORTUNO PROSEGUIRE CON LE SUCCESSIVE FASI DELLE VALUTAZIONE DI INCIDENZA”.

Dalle conclusioni regionali:

“…sulla base degli elementi contenuti nella documentazione presentata e a conclusione della procedura di screening di incidenza, si ritiene che le previsioni del Piano in esame, non direttamente connesso con la gestione e conservazione della ZSC “Montagna Spaccata e Rupi di San Mauro” possano determinare incidenze significative ovvero pregiudicare il mantenimento dell’integrità del Sito con riferimento agli specifici obiettivi di conservazione definiti per la ZSC e alle Misure di conservazione relative agli habitat e alle specie ivi presenti e che pertanto sia necessario richiedere l’attivazione della procedura di valutazione appropriata…”

Serve altro? Per non parlare delle incongruenze e contraddizioni riportate nel progetto! Le abbiamo evidenziate nelle nostre osservazioni senza che alcun “competente” ne abbia smentita una sola. Attendiamo fiduciosi.

Ah, dimenticavamo.

Caro Sindaco (e sodali), avete approvato con procedura paesaggistica semplificata, nonchè realizzato e allegramente utilizzato le cosiddette piattaforme “sperimentali” e connessi manufatti. Ora una domanda: Voi che conoscete a menadito le normative, avete acquisito la V.Inc.A, prima di cantierizzare le opere?  I Vostri Avvocati di fiducia Vi hanno spiegato che tale valutazione è necessaria e inderogabile, a prescindere dalla precarietà dei manufatti previsti e dalla significatività dei relativi effetti?

Infatti il Consiglio di Stato, con sentenza Sez. IV, 13 settembre 2017, n. 4327, ha ribadito che la procedura di V.Inc.A. deve essere applicata PER TUTTI I PIANI E PROGETTI che ricadano all’interno delle aree naturali protette di cui alla Rete Natura 2000 (S.I.C., Z.P.S., Z.S.C.) ovvero ricadano all’esterno, ma possano avere effetti significativi su di esse.

L’art. 6, par. 3, della direttiva n. 92/43/CEE indica chiaramente che, nella considerazione della sussistenza della probabilità o rischio di effetti negativi sugli ecosistemi protetti, dev’essere applicato il principio di precauzione (art. 191 T.F.U.E. versione consolidata, art. 3 ter del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.): “le autorità nazionali competenti danno il loro accordo su tale piano o progetto soltanto dopo aver avuto la certezza che esso non pregiudicherà l’integrità del sito in causa”. Si tratta di giurisprudenza europea e nazionale ormai costante.

Ora, Sig. Sindaco, se l’intervento“sperimentale” non fosse corredato e legittimato dalla Valutazione di Incidenza Ambientale, saremmo in presenza di una grave violazione urbanistica, ambientale e procedurale, perpetrata dall’Organo Comunale all’interno di un ecosistema protetto di patrimonio comunitario. Lo sa, vero? Ci può tranquillizzare su questo?

Scusi ancora: Domenica 8 c.m. sui nostri scogli avremo la Crazy Roll Band e Djset soul funk disco mambo, nell’evento “musica al tramonto”. Ci dica: con il sole tramonterà anche la Del. G.M. n. 95 del 20/03/2019? Quella in cui VOI avete stabilito “che nelle aree oggetto di autorizzazione provvisoria non venga svolta alcuna attività di pubblico spettacolo ”?

Grazie.

                                                                              Arch.  Antonio Zuccalà

                                                                                                                     

                                                                              Arch.  Mariateresa Funtò

                                                                              Ing.    Antonio De Giorgi

Nessuna Bocciatura!

ARRIVANO LE CONDANNE PER LA CENTRALE A BIOGAS DI GALATONE

Il piano comunale delle coste del comune di Galatone non è stato affatto bocciato dalla Regione Puglia.
L’iter per l’approvazione del PCC è una procedura complessa che si articola in fasi.
Infatti, la L. R. 17 del 10/04/2015 “disciplina della tutela e dell’uso della costa”, tra l’altro all’art. 4, spiega chiaramente, a chi sa e vuol leggere, qual è l’iter di formazione del Piano Comunale delle Coste.
In particolare il comma 5 del predetto articolo recita “ai fini della verifica di compatibilità al PRC (piano regionale coste), il PCC (piano comunale delle coste) approvato viene inviato alla Giunta Regionale, che si pronuncia entro il termine di 60 giorni dalla data di ricezione, decorso il quale l’esito si intende favorevole”.
Il PCC viene approvato dal Consiglio Comunale (come prescritto dal comma 4 dell’art. 4 della medesima legge regionale).
Pertanto come fa la Regione a bocciare un piano che non è stato ancora approvato dal Consiglio Comunale?
Per chiarezza il PCC arriverà in Consiglio Comunale dopo aver completato l’iter di verifica di assoggettabilita a Vas e dopo aver concluso l’iter previsto per le aree ricadenti all’interno delle zone SIC (Verifica livello di approfondimento Vinca).
Per chi conosce ed applica tutti i giorni la normativa di cui trattasi, è noto che la procedura Vinca consta di alcuni step procedurali inderogabili, che partono con invio alla regione dello screening (1.ma fase abbligatoria) e si concludono con la VINCA vera e propria.
Nel nostro caso, dopo il primo step la regione ha chiesto un approfondimento di livello superiore, il tutto come previsto dalla normativa e dalle procedure.
Detto ciò viene da chiedere a chi insegna letteratura, storia e forse pure filosofia … insomma a chi è “un ottimato” della lingua italiana, in cosa consiste e dove sta “la bocciatura” del PCC visto che l’iter è ancora in corso e siamo ancora alle prime fasi procedurali?
Visto che il Consiglio comunale non ha ancora approvato il piano e che l’unico organo deputato alla bocciatura è la Giunta Regionale?
La Regione con il provvedimento, che da alcuni viene considerato una bocciatura, dopo aver ricevuto lo screening Vinca, ha semplicemente ritenuto di sottoporre il piano ad un approfondimento di livello superiore. Noi siamo già a lavoro per questo, certi che il Nostro territorio avrà presto il suo Piano Comunale delle Coste.

Il Sindaco e l’Amministrazione

PIANO COSTE DI GALATONE: LA REGIONE PUGLIA CONFERMA LE PERPLESSITÀ GIÀ ESPRESSE DALL’ASSOCIAZIONE “GALATONE BENE COMUNE”

Sul Piano Coste del Comune di Galatone interviene la Regione Puglia con una nota ufficiale, che ricalca in pieno le dettagliate argomentazioni critiche dell’Associazione Galatone Bene Comune, ed anzi le implementa.
A seguito dell’adozione del Piano, che riguarda la zona SIC (Sito di Interesse Comunitario) ricadente in località “La Reggia – Montagna Spaccata”, l’ Associazione, come da procedura, ha elaborato e ufficializzato le proprie osservazioni, che ha presentato in un incontro pubblico il 17 maggio 2019 in cui non ha ritenuto di intervenire l’Amministrazione, che ora però dovrà comunque notificare all’Associazione le proprie controdeduzioni.
Galatone Bene Comune ha evidenziato le numerose e gravi lacune del progetto in tutte le
sue parti (documentazione dello stato di fatto, previsione e motivazioni degli interventi,
considerazioni procedurali), sottolineando l’arbitrarietà e la superficialità con cui il Piano banalizza gli impatti ambientali delle opere previste sulla zona protetta SIC, allo scopo di eludere la cosiddetta “Valutazione Appropriata”.
Tale valutazione costituisce la seconda fase dello “screening”, volta a verificare nel dettaglio le ricadute degli interventi previsti sull’integrità e sui destini dell’area protetta, e la coerenza del progetto con la disciplina SIC che prescrive bonifica, protezione, rinaturalizzazione, fruizione naturalistica.
Al contrario, il progetto trascura dette priorità ed anzi esplicita di voler promuovere
l’incremento delle presenze turistico-balneari, ignorando tra l’altro l’Ordinanza della
Capitaneria di Porto che classifica “pericoloso” e “molto pericoloso” il tratto di scogliera de La Reggia.
Ora è intervenuta la Regione, come prevede l’iter procedurale.
Con Determinazione n.194 dello 06.08.2019, immediatamente esecutiva, pubblicata sul
Bollettino Ufficiale n.93 del 14.08.2019, la Regione afferma testualmente:
“sulla base degli elementi contenuti nella documentazione presentata e a conclusione della procedura di screening di incidenza, si ritiene che le previsioni del Piano in esame, non direttamente connesso con la gestione e conservazione della ZSC “Montagna Spaccata e Rupi di San Mauro” possano determinare incidenze significative ovvero pregiudicare il mantenimento dell’integrità del Sito con riferimento agli specifici obiettivi di conservazione definiti per la ZSC e alle Misure di conservazione relative agli habitat e alle specie ivi presenti e che pertanto sia necessario richiedere l’attivazione della procedura di valutazione appropriata”.
L’Associazione accoglie con soddisfazione questa importante decisione della Regione e al
contempo prende atto, con amarezza, che gli stessi amministratori comunali sembrano
ignorare le preziose valenze naturalistiche e paesaggistiche del sito, tutelate invece da
norme a livello europeo.

Galatone, 31 agosto 2019

PARADOSSALE IL COMPORTAMENTO DEL SINDACO FILONI

ROBERTO BOVE- STERILE PIAGNISTEO O ABILE CORTINA DI FUMO

Appare quanto meno paradossale l’ultima presa di posizione del Sindaco di Galatone sulla questione rifiuti (COMUNICAZIONE DA PARTE DI CAVE MARRA DELLA SOSPENSIONE DELLA TRASFERENZA PER IL RAGGIUNGIMENTO DEI LIMITI DI QUANTITATIVO MASSIMI), paradossale tanto quanto l’ormai “famoso” annuncio dello sciopero della fame quando si diffuse la notizia che altre ARO avrebbero conferito presso Cave Marra.

Questa volta si limita a salvaguardare la tutela del territorio chiedendo ad AGER di far conferire i nostri rifiuti organici nell’impianto del Comune di Poggiardo. E’ paradossale se si pensa che al Presidente della Provincia, suo amico e che a suo dire non riesce a sbloccare l’autorizzazione per l’impianto di Nardò, è stato concesso di conferire insieme a Taviano, Racale, Alliste, Melissano l’umido presso l’impianto di Galatone assorbendo di fatto in poco tempo l’intera capienza che probabilmente sarebbe stata sufficiente per i Comuni della nostra ARO sino alla fine dell’anno.

Dal danno alla beffa, tanto che oggi il Responsabile dell’AGER, nominato dal suo amico presidente Emiliano, ci obbliga a conferire direttamente agli impianti di compostaggio di Rende in Calabria con notevole aggravio dei costi di trasferenza. Non solo, ma la colpa è sempre degli altri, infatti si trascura che oltre a non aver vigilato e consentito lo scarico di altra ARO a Galatone in deroga a ogni “MORATORIA”, il nostro Sindaco di fatto rifiuta l’incarico a suo tempo propostogli di Vice Presidente dell’ARO 6 (incarico ora ricoperto dal Sindaco di Sannicola) e scarica le colpe di una errata programmazione a tutti i suoi amici (Minerva, Emiliano, ecc.) meno che a sé stesso che da Sindaco, e ancor di più da possibile Vice Presidente dell’ARO avrebbe dovuto vigilare e sollecitare la realizzazione del secondo impianto di trasferenza .

Prendiamo atto invece che finalmente il Sindaco prende coscienza che i Comuni purtroppo sono “soggetti espropriati di ogni potere di gestione”. Peccato, meglio tardi che mai e i cittadini PAGANO.

Galatone, 01/08/2019

I CONSIGLIERI DI OPPOSIZIONE

Nisi, Campa, Alemanno, Roseto, Tundo

Aldo Moro nella Storia d’Italia, attualità di uno statista ‘senza eredi’

Nardò (Le) – OASI TABOR (Località Cenate) – 26 luglio 2019 – La Pro Loco Nardò e Terra d’Arneo ha organizzato il convegno dal titolo “Aldo Moro nella Storia d’Italia, attualità di uno statista ‘senza eredi’ “ – saluti di Daniele Parisi (OASI TABOR Nardò), relatore Mario Nanni (giornalista parlamentare), dialoga con il relatore Enrico Longo (Dirigente Scolastico e Direttore de “La Postilla”) e modera Carlo Longo (Dirigente Scolastico e Presidente Pro Loco Nardò e Terra d’Arneo) – Video di Mauro Longo

DUE ANNI DI AMMINISTRAZIONE FILONI: NIENTE DI NUOVO MA PEGGIO DI PRIMA

Tra giochetti e bugie il Sindaco che Galatone non merita

È trascorso un nuovo anno e la situazione politico-amministrativa della nostra città dopo due anni di governo del Sindaco Filoni è in totale stallo e sensibile declino.
Non sono mancati in tutto questo tempo, da parte nostra, interventi e comunicati su vari temi al fine di informare la cittadinanza sulle situazioni poste in essere dall’Amministrazione Filoni, sulle decisioni e provvedimenti che abbiamo ritenuto ingiusti o non adeguati, e delle mezze verità abilmente messe in campo dalla compagine Filoni allo scopo di giustificare le mancanze, l’inconcludenza, l’inadeguatezza a gestire la cosa pubblica.
Vanno avanti recitando continuamente lo stesso copione che abbiamo già denunciato più volte: viene costruita ad arte sui social l’immagine inesistente di un governo locale modello, con la complicità delle foto di rito e degli interventi comandati per i sostenitori e censurati e bloccati per gli oppositori, in netto contrasto con una realtà che dimostra pienamente l’inefficienza e l’inefficacia amministrativa. Poi, nei momenti di difficoltà, di mancanza di azioni e di argomenti, si parte invece all’attacco dell’avversario, si alzano i toni come già avvenuto nella vergognosa campagna elettorale del 2017, si distribuiscono ad altri le responsabilità, si limita “democraticamente” la voce delle opposizioni.
Questa la pietosa verità, inacettabile per la mancanza di senso di responsabilità, per la presunzione e l’arroganza, per il confronto che degenera volutamente in scontro.
L’idea, poi, di democrazia e partecipazione si sostanzia di protagonismo, di ruoli, concorsi e visibilità a favore degli amici, sostenitori e candidati della campagna elettorale: basti pensare ai vincitori di concorso, ai presidenti delle consulte cittadine, ai volontari della segreteria del Sindaco, ai messi notificatori, alle manifestazioni che ricevono i maggiori contributi e così via.
La partecipazione, poi, delle consulte alla vita amministrativa, o l’attività della cooperativa di comunità sembrano esistenti solo sulla carta, senza nessun contributo reale alla vita della città, se non per iniziative sporadiche che non sono inserite in un progetto organico e di largo respiro e non hanno portato ad oggi novità, benefici tangibili, né hanno accresciuto condivisione o coesione sociale.
La partecipazione “democratica”, del resto, è sensibilmente limitata anche in consiglio comunale, condotto senza criterio di imparzialità, limitando nel tempo e nei contenuti gli interventi degli consiglieri di opposizione, notificando le sedute consiliari spesso e volentieri di venerdì riducendo oggettivamente i tempi utili all’approfondimento da parte dell’opposizione vista la chiusura degli uffici nei week-end, per non parlare delle tante interrogazioni e richieste che non hanno mai ricevuto risposta, prima e più eclatante fra tutte quella di un locale nella sede municipale protocollata in data 23 Agosto 2017 e alla quale non è stato dato ancora alcun riscontro.
E quale partecipazione e valorizzazione è stata garantita ai dipendenti comunali, estranei per la maggioranza dei casi all’attività amministrativa, soggetti a smembramento di uffici e funzioni, altalene di ruoli alle dirigenze, come, ad esempio la Ragioneria che rimane a lungo scoperta, poi esternalizzata, ora assegnata in seguito a concorso ma con impegno di spesa a supporto della stessa con l’agenzia Parsec, che ci risulta un inutile e discutibile spreco di risorse, o ancora, l’ufficio di polizia municipale che muta tre volte il responsabile di settore in due anni e proprio nei giorni scorsi viene affidata a uno dei dirigenti dell’ufficio tecnico.
La partecipazione, quindi, è riservata a pochi eletti e al Sindaco che, in quanto a passerelle e organizzazione di feste ha di gran lunga superato le precedenti amministrazioni, soprattutto in termini di spese che si affrontano serenamente per questo tipo di eventi: un esempio fra tutti, 7500 euro per Colorriamo, propinata come giornata dello sport, in cui lo sport non si percepisce in quanto coperto dal colore diffuso e da deejay e vocalist per una festa da discoteca.
Ci chiediamo, a fronte di tali impegni di spesa, che spesso e volentieri vengono generosamente elargiti ai meritevoli e alle feste dell’amministrazione, dove siano i fantomatici buchi di bilancio così a lungo ricercati e propinati alla cittadinanza allo scopo di gettare fango sull’operato dell’amministrazione Nisi, e come si giustifica l’aumento di tutti i tributi Tari, IRPEF, mensa, trasporto, pubblicità, diritti di segreteria, rispetto a un bilancio che registra una maggiorazione di entrate per circa 1 milione di euro?
Ci chiediamo dove sia finita l’anima ambientalista di questa amministrazione comunale, che ha fatto della lotta all’amianto la base della campagna elettorale e ora lo lascia a sgretolarsi nelle campagne, libero di raggiungere mortalmente chiunque, immerso in decine e decine di discariche a cielo aperto di inerti e ingombranti, in campi di erba raramente sfalciati, in un quadro poetico di sporcizia e degrado?
Ma soprattutto, questa Amministrazione, che si è elogiata per una moratoria ambientale che non ha nessun valore e nessun potere, come spiega il proseguire del conferimento della frazione organica di Gallipoli nel sito di Galatone e da pochi giorni autorizzati anche quelli di Taviano Alliste Racale e Melissano?
Ancora, ci chiediamo chi risarcirà il Real Galatone per non aver potuto usufruire del campo sportivo di via lecce, a causa dei lavori effettuati in corso di campionato ed oggi nuovamente abbandonato dopo 22mila euro spesi, e chi darà conto della fine dell’US Galatone dopo 60 anni di onorata storia? Chi ci spiegherà, come già chiesto da tempo, quale futuro si prospetta per il Centro Sportivo Polivalente, dopo la privatizzazione della pista di atletica, e con quale strumento o convenzione sarà gestita la piscina e se è stato versato il contributo annuale previsto visto che non era iscritto a bilancio.
Intanto, il primo Piano Triennale delle opere pubbliche prevede gli stessi interventi già programmati e approvati dall’Amministrazione Nisi, come documentabile non solo dal precedente piano ma anche dalle delibere di avvio delle procedure per la realizzazione degli stessi, oltre a tutte le opere pubbliche realizzate in 5 anni di amministrazione.
Nulla di innovativo, dunque, nulla di generato dalla mente e dal cuore dell’Amministrazione Filoni, nemmeno efficiente visto che ad oggi nessuna opera pubblica è stata realizzata, ma anche peggiorato visto che il progetto delle piste ciclabili è stato escluso perché presentato in ritardo e il progetto di messa in sicurezza della discarica in contrada Vorelle scartato per errata progettazione.
Inoltre il PUG e il Piano Coste vengono adottati dalla Giunta senza un preliminare momento di confronto né in consiglio comunale o conferenza dei capigruppo e nemmeno con i tecnici, decidendo di cambiare il PUG elaborato dalla precedente amministrazione anche se non ancora adottato ma che era costato 200mila euro al comune, salvo poi, in seguito alle critiche, ad organizzare un evento di formazione in cui propinano un documento chiaramente copiato da un altro comune di cui erano rimasti trascritti i paesi confinanti ben lontani dai nostri!!!! Impegno ed attenzione encomiabili!!!
Dei beni a disposizione, invece, si denota, mancanza di attenzione, di gestione, di programmazione e di manutenzione. Basti pensare al Palazzo Marchesale che era diventato il cuore della Città, con annesso l’ufficio cultura, ospitando numerosissime manifestazioni culturali, con la ristrutturazione del frantoio semiipogeo, l’ente di formazione ISPA, il museo della radio, il museo delle macchine di Leonardo del maestro Manisco. Ora non è altro che l’ombra di ciò che era due anni fa, spesso chiuso e senza ufficio cultura, smembrato e dislocato, con ISPA che probabilmente non rinnoverà la collaborazione, e il museo della Radio praticamente chiuso nonostante le rimostranze dello stesso Chiantera.
E poi il Castello di Fulcignano in stato di abbandono, la costa con la situazione delicata della Reggia completamente in stallo da tre stagioni estive ormai, l’agricoltura per la quale, oltre alle ingloriose figure della nostra amministrazione in consiglio Provinciale sul tema xylella, si parla di uffici e sportelli e non si parla di progetti di rilancio, di interessamento dei giovani, di sviluppo, del ruolo possibile dell’Agricola Galatea o dell’agricoltura biologica, e, infine, il piano traffico già predisposto dalla precedente amministrazione e che doveva concludersi entro il 2017 non ha ancora visto la luce, intanto sono stati pagati, e si pagano ancora, 50mila euro per una navetta non utilizzata e il traffico va spesso in tilt sulle vie principali dove è quasi impossibile trovare parcheggio.
Niente di nuovo e peggio di prima; ma loro festeggiano con il sorriso!

L’OPPOSIZIONE