Intervista ad Amedeo Minghi

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Mauro Longo intervista Amedeo Minghi

Nardò (Le) – 2 settembre 2016 – Piazza Castello – 18° edizione del “Premio Battisti” – Audio intervista di Mauro Longo ad Amedeo Minghi, ospite dell’evento.

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Amedeo Minghi alla 18° edizione del “Premio Battisti”

 

Premio Battisti 2016

Nardò (Le) – 2 settembre 2016 – Piazza Castello – “La Postilla” con Mauro Longo e “TuttoRelativoSale” di Radio Salentuosi con Mauro Maglio e Claudio Pellegrino e con la partecipazione straordinaria di Vincenzo Bianco ci accompagnano nel dietro le quinte della 18° edizione del “Premio Battisti” – Interventi di Mario Lavezzi, Maurizio Leuzzi (Presidente “Premio Battisti”), Carlo Longo (Presidente Pro Loco), Bruno Conte (giornalista e presentatore), Giulio Rocca (batterista), Fulvio Palese (speaker “Radio Salentuosi” e sassofonista), Alessandro Zuccaro (musicista), Sarah Perrucci, Miriana Minonne, Marika Mazzotta e Alessia Macaro (cantanti), Giuseppe Pica (chitarrista), Tommaso Zuccaro (Direttore Artistico “Premio Battisti”), Alessandro Gazza (fisarmonica) ed Enrico Tricarico (pianoforte) – Video di Mauro Longo

La Palude del Capitano

Nardò (Le) – La “Palude del Capitano” alle prime luci dell’alba – Foto copertina di Luciano Greco – Video di Mauro Longo

“Acqua proveniente dal mare ed acqua di falda freatica. Lo specchio de La Palude del Capitano, nella marina Sant’Isidoro di Nardò, accoglie correnti calde e fredde di linfa dolce e salata. Identificata all’interno del Parco Naturale Regionale Porto Selvaggio, nel territorio denominato Terra d’Arneo, la Palude del Capitano sgorga dallo sfrondamento superiore della volta di un’antica caverna, ovvero da una “spunnulata” (sprofondata): una realtà geologica endemica di questo tratto di costa jonica, tipica dei terreni carsici e nota con il nome di doline. 
Con i suoi 516 ha d’estensione ed i ca 268 ha di superficie rimboschita, il Bosco della Palude del Capitano presenta un aspetto paesaggistico molto variegato. Elevata è la sua valenza ambientale. Insolite le sue emergenze vegetali e geomorfologiche. Fiabesca e surreale la sua denominazione. Leggenda narra che un marinaio, stanco della vita di mare, costruì una casetta diroccata lungo le sponde del lago, conosciuta oggi come la Casa del Capitano. Il dondolio dei flutti continui di quella piccola conca d’acqua, facevano da culla al “buon vecchio capitano” donandogli una vita sana e rilassante. La pace e la natura, oggi come allora, qui regnano sovrane, alleggeriscono lo spirito e ritemprano il corpo; mentre radure dal sottobosco vario e rigoglioso, infoltite da essenze come il pino d’aleppo, il pino marittimo, il pino domestico, i cipressi e le tamerici rivelano un climax stabile e mite. Graminacee e piante annuali danno vita a percorsi substeppici e habitat di scogliere pseudo-steppici; il raro vilucchio lineato germoglia pratelli tipici della macchia mediterranea con la presenza di fitti popolamenti di salicornia e limonio endemico salentino. Compaiono anche formazioni di gariga e microfille come le phrygane endemiche, la campanula pugliese, il lentisco, il mirto, l’ofride fior di vespa. Qualche presenza anche del rarissimo spinaporci, specie della lista rossa nazionale. Alcontempo diverse orchidacee protette dalla convenzione CITES come l’ophrys bombyliflora, l’apulica danesch, l’orchis papiloniacea e la serapias lingua e parviflora. L’incontaminato panorama continua a catturare lo sguardo con specie di flora insolita ed inconsueta nel resto d’Italia, nonchè con saltuarie varietà vegetali come la sarcopoterium spinosum.”

(Fonte: http://www.salentomonamour.com)

LIBERAMENTE – Mostra Collettiva (arte – pittura – fotografia)

Nardò (Le) – 26 giugno 2016 – via Carlo Rosselli – LIBERAMENTE – Mostra Collettiva (arte – pittura – fotografia) – Artisti: Michele Mariano, Paola Cazza, Enza Pagnanelli, Luciana Rucco “Ana Nur”, Giancarlo Pero “Gero”, Francesco Proia e Fabrizio Caringi “Mamas” – Ospiti: Chiara Rucco (flauto traverso) e Daniele Zazzaro (chitarra classica) – Video di Mauro Longo

Catozzella fa il bis al Liceo Classico di Nardò

Catozzella fa il bis al Liceo Classico di Nardò - Foto di Roberta D'Andria

Catozzella fa il bis al Liceo Classico di Nardò – Foto di Roberta D’Andria

Catozzella fa il bis al Liceo Classico di Nardò

 

Per il secondo anno consecutivo gli studenti del Liceo Classico “Galileo Galilei” di Nardò hanno avuto il piacere di incontrare l’autore Giuseppe Catozzella

Dopo l’entusiasmante esperienza della lettura del romanzo  “Non dirmi che hai paura” (vincitore del Premio Strega giovani 2014 e finalista premio Strega 2014; vincitore del premio Carlo Levi 2015),  i ragazzi hanno voluto ricreare l’opportunità di dialogo e confronto con lo scrittore, intorno alla nuova storia narrata nella sua ultima creazione letteraria, “Il grande futuro” (Feltrinelli editore).

L’incontro è stato interamente organizzato e gestito dagli studenti, affascinati dalla vicenda attualissima di Amal, un giovane che, alla ricerca di se stesso attraverso la disciplina della religione islamica,  a un certo punto si lascia arruolare tra i fondamentalisti “Neri”.  Dimostrando piena disinvoltura e padronanza del messaggio espresso dalla coinvolgente scrittura di Catozzella, i giovani lettori hanno saputo condividere con l’autore spunti di riflessione puntuali e profondi,  sia sul piano dei contenuti sia su quello della trascrizione letteraria.

Si è confermato, così,  l’enorme valore di opportunità come queste ai fini dell’arricchimento culturale e umano degli studenti.

Matteo Muci del Liceo Classico di Nardò secondo alla XXV Borsa di Studio “P. Pignatelli”

Matteo Muci del Liceo Classico di Nardò secondo alla XXV Borsa di Studio “P. Pignatelli”

Matteo Muci del Liceo Classico di Nardò secondo alla XXV Borsa di Studio “P. Pignatelli”

Matteo Muci del Liceo Classico di Nardò secondo alla XXV Borsa di Studio “P. Pignatelli”

 

Il 7 giugno alle 18,30 si è svolta a Lecce nella sala convegni del laboratorio “Pignatelli” la cerimonia di premiazione della XXV borsa di studio “P. Pignatelli”.

Matteo Muci della classe 4^A del Liceo Classico “G. Galilei” di Nardò si è classificato secondo al concorso giunto al  XXV anno consecutivo, aperto agli studenti di quarto anno delle scuole medie superiori delle province di Lecce, Brindisi e Taranto. Matteo ha partecipato con un elaborato sul tema della maternità surrogata, cimentandosi in un campo nuovo che crea inedite questioni etiche, mediche e legali.

Sono intervenuti come relatori il Dr. Sergio Carlucci, responsabile di Genetica umana del laboratorio “Pignatelli”, Claudio Scamardella, direttore del Nuovo Quotidiano di Puglia, Ughetta Vergari, docente aggregato di Bioetica e Biopolitica dell’Università del Salento, Annamaria Donno, referente per l’educazione alla salute dell’Ufficio scolastico provinciale.

Il tema affrontato quest’anno, il cosiddetto “utero in affitto” ha stimolato relatori e partecipanti a riflessioni sulle nuove frontiere della maternità. “Quando parti del corpo diventano merce di scambio del mercato è evidente che il valore della corporeità e la sua inviolabilità viene soppiantata dalla legge della domanda e dell’offerta” afferma la Prof.ssa Vergari e continua “ si può verificare il caso che una coppia, pur di vedere realizzato il proprio desiderio, debba fare ricorso non solo alla maternità surrogata, ma anche alla donazione di gameti. Perchè non ricorrere all’adozione? Perchè non investire risorse per semplificare le pratiche di adozione?”

Chi mette a disposizione parti del loro corpo spesso è un soggetto debole culturalmente e economicamente; quelle che sono scelte libere sono dettate dalla necessità, come evidenziato da un crudo filmato girato in India nella clinica della Dr.ssa Nayna Patel. In conclusione la Prof.ssa Donno ricorda che la scuola è il primo nucleo di una società civile e i giovani rappresentano il presente e il futuro. Devono confrontarsi con le sfide che la società ci pone. La spregiudicatezza non porta al bene comune, bisogna avere fiducia nei progressi e fidarci di qualcuno che con il suo studio garantisce determinate realtà.

Matteo è stato premiato da Emma Pignatelli, figlia del fondatore dell’omonimo laboratorio di analisi clinche presente a Lecce da 70 anni.

Matteo Muci e il prof. Marcello Spedicato

Matteo Muci e il prof. Marcello Spedicato