“LA SALUTE PRIMA DI TUTTO” – MONITORAGGIO DEL NICHEL PRESENTE NEI POZZI DI CONTRADA VIGNALI-CASTELLINO

Livio Nisi - foto di Vanessa Chirivì

Livio Nisi – foto di Vanessa Chirivì 

“LA SALUTE PRIMA DI TUTTO”
MONITORAGGIO DEL NICHEL PRESENTE NEI POZZI DI CONTRADA VIGNALI-CASTELLINO

Avendo appreso dalla stampa locale del superamento del valore soglia del nichel, secondo quanto previsto dal D. Lgs. 152/2006, nei pozzi all’interno della Discarica di Castellino sottoposti a monitoraggio, abbiamo ritenuto necessario presentare richiesta alla Provincia di Lecce, non essendo stati inizialmente convocati, di poter presenziare al tavolo tecnico tenutosi il 22 Ottobre scorso al quale hanno partecipato per il Comune di Galatone l’Assessore Valerio Chirivì e il tecnico dell’ufficio ambiente Michele Caputo.
Nella stessa riunione, oltre a concordare insieme ai rappresentanti delle altre istituzioni presenti la necessità di avviare con urgenza le procedure ex art 244 a carico del gestore della discarica di Castellino e diffidare lo stesso gestore a provvedere per quanto di competenza secondo quanto previsto dal D. Lgs 152/2006, abbiamo sostenuto la necessità di estendere i controlli anche su altri pozzi insistenti sul territorio di Galatone, avendone acquisito la disponibilità da parte di cittadini proprietari.
Inoltre, sono stati controllati, dai dati in nostro possesso, i valori di nichel rilevati nelle analisi effettuate nell’ultimo periodo sui pozzi della discarica REI e, sincerandoci della concentrazione di nichel rilevata al di sotto del valore soglia, abbiamo anche acquisito dalla stessa ditta la disponibilità ad eseguire ulteriori controlli sugli stessi pozzi e su ulteriori pozzi insistenti nell’area di pertinenza di tale discarica.
Considerato che, tale aumento della concentrazione di nichel, non riguarda l’acqua potabile che viene distribuita a tutti i cittadini attraverso l’Acquedotto Pugliese, ma trattasi di eventuale inquinamento di falda nella zona intorno alla Discarica di Castellino, non si è ritenuto opportuno informare tutta la cittadinanza per evitare allarmismi, almeno fino a quando non saranno resi noti i risultati del campionamento effettuato il 5 Ottobre u.s. e di quelli da noi richiesti e ad oggi in atto, che consentiranno un’opportuna valutazione in merito all’origine e alla responsabilità di tale fenomeno e degli interventi da attuare per ripristinare  un valore di nichel entro la soglia consentita ed eliminare le situazioni di inquinamento riscontrate.
Intanto, continuano incessantemente le comunicazioni tra la nostra Amministrazione Comunale e i referenti del Comune di Nardò e della Provincia di Lecce, per sostenere con determinazione l’intervento della Regione Puglia al fine di mettere a disposizione i fondi economici necessari per la messa in sicurezza della Discarica di Castellino.
Vogliamo pertanto rassicurare la cittadinanza tutta che l’Amministrazione Comunale è attenta e allerta su tale questione, non solo per le responsabilità che ci competono per legge ma soprattutto nel rispetto della salute pubblica che, in quanto “pubblica”, ci coinvolge personalmente insieme a tutti i cittadini di Galatone.
Infine, essendo pienamente a conoscenza della tossicità del nichel e dei danni che lo stesso può provocare alla salute umana, l’Amministrazione Comunale, come si evince da quanto sopra esposto, sta seguendo e monitorando costantemente la situazione in difesa della salubrità del nostro territorio perché la concentrazione rilevata, se pur leggermente più elevata di quella consentita, è comunque da considerarsi un campanello d’allarme e necessita di interventi idonei alla sua risoluzione.

Il Sindaco
Livio Nisi

Assessore delegato alle Politiche Ambientali
Annamaria Campa

Una proposta decente – La Postilla n. 199

LA POSTILLA N. 199

Una proposta decente

Si è concluso il percorso “Quattro passi nella Città del Galateo”. Un viaggio nella vita politica e sociale della Città, a raccogliere umori e propositi, critiche e progetti, in una realtà mai così travagliata e problematica. I partiti, non più monadi leibniziane, hanno porte e finestre spalancate; vivi e vegeti, si mostrano finalmente disposti alla concretezza e a discutere di problemi reali; la maggioranza consiliare, secondo copione, è sotto il costante fuoco concentrico degli oppositori che nella diuturna opera di demolizione trovano le ragioni di una sorprendente, e per tanti versi, positiva convergenza. Il sindaco, naturalmente, è il bersaglio privilegiato: festaiolo, presentista, poco attento ai problemi sociali e alla solidarietà. Il problema ambientale, poi, per le note questioni della Centrale a biomasse, per la nave transoceanica carica di rifiuti, per la discarica sempre più mega e per le balle, reali e non supposte, si è coperto dell’effetto alone, oscurando o mettendo in secondo o terzo piano ogni altro capo d’accusa. Giunta festaiola? Diciamo che le feste non sono semplice edonismo o svago, ma anche bancarelle, mercatini, negozi illuminati e dunque gente, visitatori, lavoro, turismo. La tanto bersagliata “Notte glamour”, promossa e coordinata magistralmente dall’assessore Antico, ci ha portato sulle pagine del celebre fashion magazine francese “Rendez Vous de la Mode” e quindi sulle piazze di New York, Londra, Milano, Parigi. Ha portato alla ribalta una pletora di amanti della fotografia che nella nostra città sembrano quasi costituire una classe di artisti, ma soprattutto ha esaltato, sull’ampia e prestigiosa platea, l’arte sublime e originale di Tommaso Filieri e Nadia Musco che ormai travalica i confini dei nostri territori. Oggi abbiamo ulteriore conferma del “genio galateo” sempre più radicato e diffuso, sul quale probabilmente poter contare nell’auspicato riscatto economico e sociale. Presentismo? Meglio che assenteismo direi: un sindaco visibile, vicino, col quale poter liberamente parlare è senza dubbio preferibile a chi, ostentando potenza e arroganza, se ne resti chiuso nel palazzo, irraggiungibile. E per quanto riguarda la solidarietà sociale, debbo dire che mi sono imbattuto, nel corso delle interviste, in un assessorato dove essa è perseguita con particolare sensibilità e significative aperture alla collaborazione. Certo, è sempre possibile fare di più e fare meglio, ma non è facile far fronte alle tante necessità della popolazione in un periodo così difficile come quello che stiamo vivendo. Il protagonismo delle associazioni, la rete sociale, la giusta ribalta che viene concessa a personaggi capaci di cambiare la stessa immagine della città, sono cose che non possono sfuggire all’occhio di chi guardi a fondo e con obiettività. Sulla questione ambientale, invece, le cose stanno diversamente e forse il sindaco ha qualcosa da rimproverarsi. La centrale l’ha solo ereditata, è vero, ma ciò non lo assolve del tutto; la discarica se l’è vista crescere sotto gli occhi quasi per magia; le balle sono arrivate per decisioni che non l’avrebbero visto coinvolto. Grave, inoltre, aver sottovalutato il problema delle acque, inquinate nei comuni limitrofi e stranamente pure e cristalline da noi, almeno secondo quanto risulta dalle velocissime rassicurazioni dell’AQP, intervenute dopo solo due giorni dalla richiesta. Un cambio di passo, dunque, s’impone per la questione dell’ambiente, che lo faccia uscire dalle secche di una polemica defatigante e sterile, che si esaurisce in accuse e difese d’ufficio, in un contesto di netta contrapposizione, quasi che il problema ambientale abbia una qualche coloritura politica. E a giudicare dalle presenze e dalle assenze alle manifestazioni e ai convegni si ha il sospetto che una parte del paese si senta immune dai pericoli di un ambiente inquinato. Sarebbero certamente utili i confronti pubblici, più volte richiesti dai partiti d’opposizione e dal Comitato per l’ambiente e la salute, quanto meno per verificare le opposte tesi e cercare possibili punti d’incontro. E a tal proposito non capisco perché si è così restii ad accogliere gli inviti e si cerchino tutti i pretesti per potersene sottrarre. Ma forse si dovrebbe andare anche oltre ai confronti dialettici, pensare a organismi stabili di confronto e approfondimento, sdoppiare l’assessorato come oggi strutturato, magari assegnando all’attuale titolare “spettacolo e turismo” e l’assessorato “ambiente e territorio” a persona particolarmente competente e vocata per le questioni ambientali, un assessore tecnico da ricercare anche al di fuori della maggioranza o dell’appartenenza a un partito politico. E mentre dico questo, ho chiaro in mente un nome, che rappresenterebbe certamente la soluzione ideale per dare rigore e slancio alle politiche del settore. Debbo dire che mi hanno favorevolmente colpito, nel corso dell’intervista a lui dedicata, le espressioni di autocritica del sindaco di non aver sufficientemente informato e coinvolto la cittadinanza in alcune occasioni, così come l’auspicio, più volte reiterato in questi ultimi giorni, di una diversa relazione tra i partiti, non più conflittuale e distruttiva, ma caratterizzata da intese e impegno comune. Bene, è questa la via maestra per l’auspicato cambio di passo, una scelta strategica di responsabilità e di impegno democratico. Occorre anzitutto riconoscere alla cittadinanza il diritto all’informazione e la facoltà di incidere nelle scelte decisionali. Il problema ambientale, e quello del diritto alla salute che ormai è purtroppo ad esso collegato, non può restare esclusività del Consiglio o della Giunta. Le migliaia di persone in piazza, nei convegni, all’interno dei comitati sono la più chiara testimonianza di come esso sia profondamente presente nella sensibilità generale. Se ne faccia dunque una questione sociale, si creino le relative strutture di partecipazione. Si dia vita a un comitato trasversale costituito da rappresentanti di tutte le forze politiche, anche non presenti in Consiglio, da esponenti dei Comitati e da cittadini competenti e interessati. Un Comitato ufficiale, riconosciuto e raccordato con l’assessorato, che eserciti regolari funzioni di analisi, di studio, di comunicazione sociale, che nei confronti della Giunta e del Consiglio esprima pareri obbligatori, anche se non vincolanti. Un comitato che si adoperi per rendere provinciale, regionale e nazionale la questione ambientale, che collabori con tutte le amministrazioni cittadine della provincia, con le associazioni e i comitati e che faccia sentire la sua presenza dinanzi alle continue minacce dei gasdotti e delle trivelle. Una forma di democrazia partecipata, nulla di rivoluzionario o di utopistico. Si tratta di coinvolgere, di restituire sovranità al cittadino, di riconoscergli il diritto di esser parte attiva e responsabile in questioni che lo toccano da vicino. Non so quale attenzione sarà rivolta a questa mia proposta, sono certo comunque che sarebbe una svolta decisiva nella politica cittadina e un importante tassello sulla strada di quella città ordinata e responsabile che certamente fa parte di ogni illuminato programma politico. Una proposta decente in fondo, l’invito a far prevalere di contro all’ostinata ricerca dei motivi di contrapposizione e di dissenso le ragioni della collaborazione e del bene comune. In perfetta sintonia con il clima della festa che ci accingiamo a vivere. Auguri, amici della Postilla, di serenità e di pace. Buon Natale, Felice Anno nuovo e arrivederci a presto!

Enrico Longo

Il Portavoce incontra il Sindaco Livio Nisi

Galatone (Le) – 9 dicembre 2014 – “QUATTRO PASSI NELLA CITTA’ DEL GALATEO” – “Il Portavoce” n.11: Enrico Longo incontra Livio Nisi, sindaco di Galatone (Le) – Video di Mauro Longo

Il Portavoce incontra il Sindaco Livio Nisi - Ph. Vanessa Chirivì

Il Portavoce incontra il Sindaco Livio Nisi – Ph. Vanessa Chirivì

Il Portavoce incontra il Sindaco Livio Nisi – Ph. Vanessa Chirivì

“Il Portavoce” incontra l’assessore Roberto Antico

Galatone (Le) – 30 settembre 2014 – “QUATTRO PASSI NELLA CITTA’ DEL GALATEO” – “Il Portavoce” n.3, rubrica a cura di Enrico Longo, incontra Roberto Antico, assessore all’Ambiente e allo Spettacolo – Video di Mauro Longo

“Il Portavoce” incontra l’assessore Roberto Antico - Foto di Vanessa Chirivì

“Il Portavoce” incontra l’assessore Roberto Antico – Foto di Vanessa Chirivì

Per favore, parliamo di ambiente – La Postilla n. 198

LA Postilla n. 198

Per favore, parliamo di ambiente.

“Siamo qui per fare la storia”. Con queste parole Ban Ki Moon ha aperto il vertice dei capi di stato e di governo sul “climate change”, quasi a voler disporre l’uditorio al giusto livello d’attenzione su un problema giunto quasi al punto di non ritorno. Sulla stessa lunghezza d’onda il premier Renzi, che ha promesso il massimo impegno da parte del nostro paese e dell’UE con gli impegni che seguono: riduzione delle emissioni almeno del 40% rispetto al 1990 entro il 2030 e dell’80-90% al 2050. “L’impegno dell’Italia- dice Renzi- è anche nei numeri: ad agosto di quest’anno il 45% dell’energia elettrica proveniva da fonti rinnovabili, il 22% delle imprese ha investito nell’ambiente e le aziende che hanno investito di più sono proprio quelle legate alla tecnologia verde”. E’ sulla green economy, infatti, che dichiara di puntare per la creazione di posti di lavoro per i giovani e per dare prospettiva di sviluppo al paese. “Quello che stiamo facendo – aggiunge- non guarda solo al passato ma è soprattutto un segno di responsabilità verso il futuro”.

Sinceramente non so quanta credibilità sia giusto assegnare a tali dichiarazioni, che ritornano, inascoltate, da decenni senza che nulla di sostanziale intervenga a dare significativa svolta nella lotta contro l’inquinamento del pianeta. Si dimenticano presto le solenni promesse, si prende tempo, si tende a trasferire sugli altri le responsabilità, non si vuole rinunciare allo sviluppo, né intraprendere vie nuove e diverse. I diktat del protocollo di Kyoto, come tutti purtroppo sappiamo, sono lungi dall’essere stati seguiti, se le emissioni di gas serra continuano a crescere e la concentrazione di CO2 ha raggiunto livelli impensabili nel 1997, all’atto della firma del trattato. Adesso si rimanda a Parigi 2015 per la svolta decisiva, mentre intanto si cerca di crearne, in un certo qual modo, i presupposti con la costituzione di un fondo e una serie di esortazioni a vincere la sfida per il clima guardando alla green economy come strategia capace di coniugare sviluppo e rispetto dell’ambiente.  Preoccupa l’opinione pubblica, l’assenza di Cina e India all’importante convention, così come non lasciano tranquilli gli impegni altalenanti di alcuni grandi paesi, più volte ambigui in passato, anche dopo l’approvazione del primo protocollo di Kyoto, che gli Usa, com’è noto, prima sottoscrissero con Clinton e poi ritrattarono con George Bush.

Ma l’ambiente, si sa, non è stato mai una priorità nelle politiche dei grandi stati e in Italia è stato così marginale, nei pensieri e nei programmi dei governi, da comparire soltanto in occasione dei drammatici eventi che negli ultimi tempi ci hanno colpiti con particolare regolarità. Questo ci rende responsabili del dissesto idrogeologico che interessa praticamente l’intero paese, figlio della cementificazione selvaggia e dell’assenza di qualunque razionalità nella gestione del territorio.

Tarda ad affacciarsi l’idea che l’unica risorsa rimasta per alimentare qualche speranza di sviluppo sia ormai il territorio, da risanare e restituire alla sua naturale bellezza, che si debba tornare alle attività di un tempo con più adeguate professionalità e rinnovata passione, che l’agricoltura, la pesca, il mare, il paesaggio, il turismo sono i settori verso i quali indirizzare ogni possibile sforzo. In Italia si sono deviati i corsi d’acqua, si sono spogliate le montagne, si sono costruiti centri abitati su terreni incompatibili, si sono erette ville e case d’abitazione a pochi metri dalle spiagge. Tra l’irresponsabilità dei privati e l’indifferenza degli amministratori.

Si continua a non comprendere che tradire la vocazione naturale di un territorio, oltre che un oltraggio ai luoghi e alla gente che li abita, è ignoranza di ogni principio di buona economia.

Guardiamo alle regioni del sud. Che senso ha cercare il petrolio nello Jonio e nel basso Adriatico, a due passi delle coste più belle del paese? Perché devastare il territorio salentino per un inutile gasdotto? Perché si è privata la Basilicata della possibilità di puntare sul turismo, possibile per i boschi, le alture, le acque, e la si è resa solo un grande deposito di petrolio? Emblematica resta la sorte di Taranto che, oltre a non aver potuto puntare sul passato di città ricca di storia e di cultura, s’è trovata persino nell’impossibilità di utilizzare le risorse del mare che la ponevano ai primi posti in campo nazionale per la pesca e la coltivazione dei mitili.

Si riuscirà finalmente a comprendere la gravità di scelte sciagurate che hanno definitivamente compromesso o che minacciano i territori? Chi ha permesso che certe cose accadessero e cos’hanno fatto i nostri politici per cambiare il fatale corso delle cose? Perché, alla luce delle esperienze passate, non intervengono oggi, con forza e decisione, accanto ai sindaci e ai comitati del NO TAP per impedire il saccheggio di San Foca e del Salento? E la gran parte dei sindaci salentini, rimasti nell’ignavia di semplici spettatori, sono pigri o favorevoli al saccheggio?

Non c’è dubbio che l’ambiente è oggi il primo problema da affrontare, nei programmi politici nazionali e locali, per le sue profonde connessioni con la salute e con l’economia, per lo sviluppo e l’occupazione.

Accanto alla diffusa latitanza della politica, tiene viva la speranza che le cose possano cambiare la crescente sensibilità della gente. Se la marcia di milioni di persone in ogni parte del mondo (più di trecentomila a New York) hanno stimolato i convegnisti dell’ONU a cercare di fare del loro meglio, il proliferare di associazioni e comitati nelle varie cittadine del Salento comincia a rappresentare una forza d’argine contro l’invasione dei petrolieri. Su questa coscientizzazione si può forse, più di ogni altra cosa, sperare, a New York, come a Roma o a Galatone.

Nell’ultima puntata del Portavoce i problemi ambientali sono stati al centro dei miei colloqui con Crocifisso Aloisi. Questi ha parlato dell’inutilità del Tap e delle sciagurate decisioni di allocare nei pressi di Galatone una megadiscarica di amianto, che dovrebbe servire al nostro territorio se all’espressione “prevalentemente” si potesse dare un significato diverso da quello previsto nei dizionari ufficiali. Ha parlato della cervellotica decisione di installare una “Centrale a biogas”, che anziché smaltire i rifiuti, li pretende come alimento per il regolare funzionamento. Ha ricordato che nelle vicinanze di Galatone sono state registrate, nelle acque di falda e di pozzi, presenze eccessive di Pcb (Policlorobifenile), una sostanza cancerogena di origine industriale, anche se al di sotto dei limiti, denunciando nel contempo la superficialità con cui l’amministrazione avrebbe proceduto per le verifiche. Argomenti tutti che hanno suscitato grande interesse e che hanno portato a un’incredibile impennata gli indici di ascolto.

L’interesse della gente c’è sicuramente e va soddisfatto. Attraverso un’informazione onesta e a più voci. Ecco perché seguirà a breve un’altra puntata del Portavoce con la presenza dell’assessore all’ambiente. Roberto Antico, dopo i successi riconosciuti come assessore allo spettacolo, scende in campo questa volta come responsabile delle questioni ambientali. Ci dirà tutto quel che attendiamo di sapere. Dalle risposte a quanto detto da Crocifisso Aloisi all’esplicitazione delle politiche ambientali della Giunta Nisi.

La puntata sarà registrata martedì 30 settembre nella sede del palazzo municipale.

Enrico Longo

Basta affaristi d’assalto! Difendiamo il nostro territorio!

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Basta affaristi d’assalto! Difendiamo il nostro territorio!

Servizio di Carlo Rizzo e Sebastiano Zenobini
In contrada “Patulaci” a Galatone, l’installazione di una pala eolica anziché essere un vantaggio per l’ambiente, si è trasformata in un danno per il territorio: muri a secco abbattuti, strada dissestata tanto da essere impraticabile (il manto stradale non esiste più, la strada in alcuni tratti è sprofondata di circa 20 cm. e si sono creati degli avvallamenti pericolosi per i cittadini che la percorrono), deturpazione del paesaggio (è rimasto solo il sostegno della pala eolica ed è un vero pugno nell’occhio!).
Non è ammissibile che sia stato perpetrato nei confronti della nostra terra uno scempio simile. Ma ciò che più indigna è il fatto che nessuno si sia attivato per difendere il territorio e gli interessi dei cittadini .
A distanza di anni nessun intervento è stato attivato per il ripristino del manto stradale per rendere nuovamente agibile la strada.
Chi è responsabile di tutto ciò?
Chi avrebbe dovuto esercitare un controllo perché ciò non avvenisse?
Chi deve difendere il nostro territorio da affaristi d’assalto che hanno come unico scopo il guadagno?
È stata avviata una procedura di rivalsa da parte dell’Amministrazione nei confronti del gestore dell’impianto eolico per il ripristino della funzionalità della strada?
Ma soprattutto, in base al Regolamento Regionale del 4 ottobre 2006, n.16 (Regolamento per la realizzazione di impianti eolici nella Regione Puglia”), il nostro Comune si è dotato di un Piano Regolatore relativo all’installazione di impianti eolici, secondo quanto previsto nell’art.4 comma 2 del suddetto piano?
Il Circolo SEL “1 Maggio” di Galatone dice basta ad interventi speculativi che penalizzano il nostro territorio e chiede quali azioni siano state poste in essere dall’Amministrazione a difesa del territorio e nell’interesse dei cittadini.

Tutte le foto qui:

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