CHI DIFENDE LA SALUTE DEI CITTADINI?

CHI DIFENDE LA SALUTE DEI CITTADINI

CHI DIFENDE LA SALUTE DEI CITTADINI?

Nel silenzio più assoluto rischia di essere perpetrato l’ennesimo misfatto a danno della collettività.
La nuova gestione dei rifiuti, che dovrebbe essere avviata tra poco, comporterà il trasferimento della FORSU e dell’indifferenziata prodotte in tutto quanto l’ARO 6, vale a dire nei comuni di Alezio, Aradeo, Collepasso, Galatone, Nardò, Neviano, Sannicola, Seclì e Alezio, nel sito Cave Marra sulla Galatone-Galatina (i cui termini autorizzativi scadranno in data 08.03.2020).
Questo è quanto ha dichiarato l’architetto Imperiale, responsabile dell’ufficio ARO 6 e RUP del nuovo contratto appalto raccolta RSU dell’ARO 6, nellincontro tenutosi l’11 dicembre presso il Palazzo Marchesale di Galatone.
L’ Amministrazione, presente all’incontro con il sindaco Filoni e con l’assessore Bove, si è comunque riservata di valutare quanto dichiarato dal RUP, vista la moratoria che l’Amministrazione ha deliberato.
Inoltre, nell’intervista rilasciata a La Postilla il sindaco ha sottolineato che compito fondamentale dell’Amministrazione sarà quello di vigilare sulla nuova gestione.
Ci sono invece, secondo noi, degli aspetti molto preoccupanti che dovrebbero essere affrontati da subito.
Abbiamo segnalato, a partire dal 2014, all’Amministrazione Nisi e a tutti i consiglieri comunali, e a quelli che sedevano anche in Provincia, le nostre perplessità circa l’impianto in questione; ma come al solito nessuno si è preoccupato quantomeno di procedere ad un riscontro rispetto a quanto da noi dichiarato.
Ma oggi, alla luce di quanto affermato in quell’incontro pubblico dell’11 dicembre, occorre fare chiarezza.
Per questo abbiamo ritenuto doveroso scrivere una lettera indirizzata all’Amministrazione, a tutti i consiglieri e ai cittadini perché vi è la necessità di fare luce su 11 anni di silenzio e perché è in gioco la salute di tutti noi. Se quanto affermato dall’allora consigliere Filoni Flavio nel Consiglio Comunale del 9 novembre 2009, era valido a quel tempo, lo è a maggior ragione oggi a fronte di una situazione ancora più grave.
Il silenzio non è più ammissibile!

Galatone Bene Comune

In allegato la lettera aperta in PDF:

LETTERA APERTA

Incontro con Amedeo Postiglione

Galatone (Le) – 30 settembre  2017 – Villa “Li Putti” – Enrico Longo (Direttore de “La Postilla”) incontra Amedeo Postiglione, presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione, fondatore e direttore della Fondazione ICEF. La profonda cultura giuridica e la grande passione civile dell’intervistato, da sempre impegnato nella difesa dell’ambiente e dei diritti delle persone, donne e uomini di ogni appartenenza culturale, emergono in ogni momento del dialogo. Le questioni ambientali, la pace nel mondo, il difficile rapporto tra Occidente e Islam: ecco le questioni più rilevanti e problematiche, sulle quali dall’illustre ospite vengono risposte puntuali e concrete – Video di Mauro Longo

Amedeo Postiglione ed Enrico Longo - Foto di Vanessa Chirivì

Amedeo Postiglione ed Enrico Longo – Foto di Vanessa Chirivì

Enrico Longo, Hafez Haidar ed Amedeo Postiglione - Foto d Vanessa Chirivì

Enrico Longo (Direttore de “La Postilla”) , Hafez Haidar (Poeta – Candidato al Premio Nobel per la Pace) ed Amedeo Postiglione (presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione, fondatore e direttore della Fondazione ICEF) – Foto di Vanessa Chirivì

Sindaci e ambientalisti fanno appello a Provincia e Regione contro l’impianto di compostaggio

Sindaci e ambientalisti fanno appello a Provincia e Regione contro l_impianto di compostaggio

Sindaci e ambientalisti fanno appello a Provincia e Regione contro l’impianto di compostaggio

Impianti di compostaggio sì, ma nel rispetto delle regole e se chiudono il ciclo dei rifiuti. Forte e chiara la posizione dei sindaci e degli ambientalisti emersa nell’incontro organizzato dal sindaco di Galatone, Livio Nisi, nella casa comunale, per individuare un percorso condiviso sul “no” all’impianto di compostaggio che dovrebbe sorgere a cavallo tra Galatone e Galatina, in località “Le Bruciate”. Attorno al tavolo, oltre al sindaco Nisi, i sindaci di Aradeo (Daniele Perulli), di Seclì (Antonio Casarano), il candidato sindaco di Galatina per “Obiettivo 2022” (Giampiero De Pascalis), l’assessore all’Ambiente del Comune di Galatone (Valerio Chirivì), il presidente della sezione Sud Salento di Italia Nostra (Marcello Seclì) e un componente del consiglio direttivo dell’associazione (Antonio De Giorgi). Assente il commissario straordinario di Galatina, Guido Aprea, che ha ritenuto di dover lasciare la questione alla prossima amministrazione. Ha fatto da trait d’union la contrarietà all’apertura di un centro di compostaggio che non chiuderà il ciclo dei rifiuti e, anzi, potrà accogliere spazzatura da ogni dove. Per questa ragione sindaci e ambientalisti hanno condiviso una richiesta di incontro con la Provincia per sensibilizzare l’ente ed esporre le ragioni dei territori.

«Non è un servizio alle nostre comunità – ha esordito il sindaco Nisi –, ma all’Italia, visto che non chiude il ciclo dei rifiuti perché la presenza di abitazioni non consente all’impianto di accogliere l’organico raccolto dalle amministrazioni. In compenso, ci lascerà l’inquinamento ed essendo un impianto anaerobico sono molto preoccupato nonostante il proponente del progetto abbia dato rassicurazioni sul fatto che la presenza di bio filtri eviterà i cattivi odori e le emissioni nocive. Noi abbiamo una posizione chiara, su questi impianti serve il controllo pubblico e oggi soffriamo la mancata forza o volontà della Regione a pianificare e finanziare l’apertura di questi impianti dando ai privati solo la gestione. Come amministrazione abbiamo attivato una petizione rivolta al presidente della Provincia, al commissario prefettizio di Galatina e anche al presidente della Regione perché si faccia carico della mancata bonifica della discarica di Castellino. Italia Nostra ha elaborato un documento circostanziato che noi facciamo nostro perché la salute è un bene essenziale che va protetto».

Non le ha mandate a dire, Antonio De Giorgi: «C’è una lettura superficiale del progetto. Il procedimento è stato tirato avanti sino al 2017, nonostante ci fosse una difformità urbanistica superata, nell’ultima Conferenza dei servizi, con una variazione importante del progetto stesso. La difformità urbanistica è un aspetto sostanziale perché cambia il Pug determinando uno stravolgimento urbanistico. Condividiamo le osservazioni del Comune di Galatone, ma serve un’azione di dialogo con la Provincia. I sindaci devono aprire un confronto e prepararsi a fare anche un ricorso al Tar». Queste le richieste di Italia Nostra seguite da un incitamento: «I primi cittadini devono spendere la loro autorevolezza. Noi paghiamo alti costi di smaltimento per colpa degli oligopoli, bisogna decentrare. Un bacino, anche di pochi comuni, può avere impianti sostenibili economicamente e, invece, stiamo assistendo a una proliferazione di impianti».

Sulla necessità di un’azione politica ha posto l’accento anche Marcello Seclí: «La questione va affrontata politicamente, con Provincia e Regione. Se questi impianti vanno avanti sono in contrasto con quanto la Regione dice di voler fare, cioè impianti pubblici. Il nostro obiettivo non è di creare scontri sociali e politici, ma non vogliamo che un’opportunità diventi una criticità a causa della gestione dei progetti e delle autorizzazioni».

Guai ai no preconcetti, ma rispetto delle regole. Questa la sintesi del pensiero di Giampiero De Pascalis che sul tavolo ha posto un’altra criticità: «Galatina rischia di ritrovarsi con due impianti e la viabilità inadeguata farà impattare il carico ambientale su tutti i comuni. Non sono contrario all’attività industriale, ma bisogna tenere conto dell’inquinamento. Purtroppo noi salentini siamo bravi a intervenire quando le criticità si determinano. Nel progetto c’è una configurazione urbanistica sbagliata e anche questo è un aspetto che dovrà essere approfondito. Sono convinto che serva un progetto organico per la gestione dei rifiuti che sono un problema sociale. Dobbiamo controllare, ma non avere paura».

Alla fine tutti insieme hanno sottoscritto la richiesta di incontro con Provincia e Regione.

Impianto di Compost… verso una nuova politica ambientale?

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Impianto di Compost… verso una nuova politica ambientale?

Riceviamo e pubblichiamo il Comunicato Stampa a firma del Sindaco Livio Nisi e dell’ Assessore alle Politiche Ambientali Dott.ssa Annamaria Campa in merito alla costruzione di un impianto per la produzione di compost, in località Bruciate, lungo l’asse viario Galatone-Galatina e la valutazione del suo impatto ambientale:

 

COMUNICATO STAMPA IMPIANTO DI COMPOST

 

L’Amministrazione Comunale di Galatone è pronta a intervenire in maniera decisa e avversa laddove non si facesse dovuta chiarezza e non si rispettasse l’ambiente in senso ecologico e naturalistico, in località Bruciate lungo l’asse viario Galatone-Galatina, in merito alla procedura di valutazione di impatto ambientale relativa alla costruzione di un impianto per la produzione di compost.

Il suddetto impianto, la cui procedura di autorizzazione è in corso, sarebbe utile e significativo per implementare la raccolta differenziata, in un contesto virtuoso del ciclo dei rifiuti, in quanto permetterebbe la raccolta della frazione organica (umido) a costi ragionevoli e renderebbe ecologicamente molto più idoneo e salutare il riutilizzo dei rifiuti limitando notevolmente la quantità da smaltire.

Molti dubbi, però, sorgono sulla questione, in quanto è stato rilevato che il compost non rispondente ai requisiti previsti per il suo riutilizzo come ammendante, potrà essere smaltito in una adiacente discarica per rifiuti speciali, il cui iter autorizzativo è in itinere, ed è stata prodotta formale richiesta di chiarezza in merito alla tipologia di rifiuti destinabili a tale discarica.

Presenziando alla Conferenza dei Servizi tenutasi lo scorso 25 Ottobre non si è ottenuta risposta chiara a tale quesito, sollevando ulteriori dubbi in merito alla possibilità che in tale discarica possano giungere rifiuti tossici e pericolosi e che l’impianto possa essere ricettacolo futuro di tali tipologie di rifiuto.

In tal senso, e in considerazione del fatto che il nostro territorio comunale è già fortemente pressato a livello ecologico/ambientale da una elevata concentrazione di impianti operanti nel settore della gestione dei rifiuti (discarica di inerti contenenti amianto, discarica Castellino per RSU non messa in sicurezza, rimessa rifiuti da raccolta differenziata, impianto cogenerativo a biomasse sotto sequestro), che possono influire negativamente sulla qualità dell’ambiente, e quindi sulla salute umana, inducono l’Amministrazione Comunale alla contrarietà ad ulteriori insediamenti di impianti per la gestione dei rifiuti soprattutto se esse non risultino ecologicamente sostenibili con estrema trasparenza e non lascino dubbi in merito alla eventuale compromissione delle matrici ambientali che va assolutamente scongiurata.

Galatone, 15 novembre 2016

Il Sindaco

Livio Nisi

Ass.re Politiche Ambientali

Annamaria Campa

In allegato il documento:

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La Cava di Bauxite a Otranto

Otranto (Le) – La Cava di Bauxite o “Lago Rosso” – … un piccolo tributo a questo incantevole angolo del Salento – Video di Mauro Longo

La Cava di Bauxite di Otranto

Nell’entroterra salentino, tra Otranto e la zona circostante il rinomato faro di Punta Palascia, nei pressi di Monte Sant’Angelo si trova la Cava di Bauxite di Otranto.

Il “Lago Rosso“, magico e suggestivo, è spesso meta di gite scolastiche dei più piccoli, nonché di visite dei curiosi che vogliono ammirare dal vivo lo spettacolo suggestivo del laghetto verde smeraldo.

La bauxite è un minerale dal quale si ricava l’alluminio. La cava di Otranto è stata un’importante fonte di sostentamento per tutti coloro che hanno estratto il materiale negli anni in cui il sito è rimasto in attività.

Un po’ di storia

La scoperta del giacimento risale al 1940 e il suo sfruttamento è iniziato, più o meno, contestualmente, cessando solo nel 1976.

È proprio a partire da questo momento che si sviluppa la cava di Bauxite così come noi oggi la vediamo.

Il laghetto verde smeraldo che tanto affascina i visitatori altro non è che il residuo di un giacimento di estrazione mineraria ormai dismesso. Il tocco di magia è dato dal fatto che, dopo l’abbandono della cava, grazie alle infiltrazioni d’acqua di una delle tante falde acquifere presenti nel nostro territorio carsico, si è man mano formato un laghetto la cui acqua ha assunto un colore particolarmente intenso a causa della presenza di residui di Bauxite nella cava.

Tutto intorno il lago la terra, colorata dalla presenza dominante del minerale, appare di un colore rosso intenso e mette ancora di più in risalto il verde brillante delle acque stagnanti, nonché il colore intenso della vegetazione circostante.

Il paesaggio, nel suo complesso, lascia immaginare un luogo del tutto diverso da quello che è realmente: i colori forti e la desolazione circostante lasciano, forse, presagire che si è su un altro pianeta o sul set di un film fantascientifico. Ma niente paura, tutto è sotto controllo.

Cos’è la Bauxite

Tecnicamente, la Bauxite è una roccia composta da diverse specie di minerali, tra cui prevalgono gli ossidi e gli ossidi idrati di alluminio e di ferro. A seconda della percentuale di ossidi di alluminio presente nella cava si determina la sua importanza economica e la sua propensione ad essere sfruttata come cava mineraria per l’attività estrattiva.

Geologicamente, la formazione della Bauxite è dovuta alla presenza di specifiche alterazioni delle rocce calcaree in presenza di determinati agenti atmosferici.

Oltre che nei pressi di Otranto, altre importanti cave di Bauxite si rinvengono nell’area della Murgia e nel Gargano.

Da un punto di vista commerciale, la cava di Bauxite di Otranto ha rivestito un ruolo importante lungo tutto il corso degli anni Cinquanta e, soprattutto, Sessanta e Settanta. Il minerale estratto veniva inviato negli stabilimenti di Porto Marghera, dove si lavorava all’estrazione dell’alluminio.

Oggi la cava è in totale stato di abbandono, ma ciò ha provocato la rinaturalizzazione del territorio, facendo sì che si ricreasse un ecosistema ricco di flora e fauna. Il che desta interessa in ambiente accademico e lascia intendere che talvolta è possibile creare un traid d’union tra il lavoro dell’uomo e la voglia di ricrescita naturalistica.

Inoltre, la terra circostante la bocca della cava, grazie al suo colore rosso intenso, viene spesso prelevata ed utilizzata ancora oggi per la produzione di colori da adoperare per l’artigianato locale, nel totale rispetto della natura.

(Fonte: http://www.otrantonelsalento.it)