Conferenza Stampa Fratelli d’Italia Direzione Italia politiche ambientali della Regione Puglia

Galatone (Le) – 8 giugno 2019 – Palazzo Marchesale – Conferenza Stampa Fratelli d’Italia-Direzione Italia sulle politiche ambientali della Regione Puglia – Presenti i consiglieri regionali Erio Congedo e Luigi Manca, i coordinatori provinciali Pierpaolo Signore e Antonio Gabellone, il sindaco di Casarano, vicepresidente ANCI, Gianni Stefano e Livio Nisi – Video di Mauro Longo

Basta considerare una pattumiera il nostro territorio!

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Lunedi, 3 giugno 2019 riceviamo una nota dell’AGER con cui viene disposto (imposto) alle ARO 6, 7, 8 e 11 di trasferire i rifiuti fino al 28.9.19 nel centro di trasferenza sito nel nostro territorio.
Appena venuti a conoscenza di tale comunicazione, abbiamo immediatamente contattato il Direttore generale AGER Dott. Grandaliano e spiegato, prima verbalmente e poi con una nota le motivazioni per cui non intendiamo ricevere una quantità abnorme di rifiuto FORSU, chiedendo tra l’altro un incontro immediato per manifestare il nostro dissenso a questo provvedimento e per difendere il Nostro territorio.
Inoltre, abbiamo rappresentato che la trasferenza al sito di Galatone di rifiuto FORSU appartenente a 4 ARO determinerebbe anche un problema di sicurezza e di viabilità soprattutto in considerazione del fatto che il sito di trasferenza si trova sulla S.p. Galatone – Galatina, strada ad alta intensità veicolare e che purtroppo è stata già scenario di incidenti anche mortali
La tutela dall’ambiente e la sicurezza dei cittadini sono valori a cui ispiriamo quotidianamente la Nostra azione politico-amministrativa e anche in questa situazione faremo di tutto, come sempre, per difenderli.

L’Amministrazione Comunale

L’impegno di sempre in difesa dell’ambiente

L’impegno di sempre in difesa dell’ambiente

La decisione della candidatura indipendente del nostro consigliere comunale Crocifisso Aloisi nella Lista Europa Verde è maturata dopo un lungo confronto con gli attivisti tarantini e con la condivisione delle battaglie contro gli attentati ambientali alla nostra terra.

Oggi più che mai serve una svolta nelle politiche economiche ed ambientali dell’Europa e Cambiamenti è pronta a dare il suo contributo con i fatti e con i suoi uomini e le sue donne.

La battaglia sui temi ambientali deve essere fatta ovunque, sui social, nella vita reale, in consiglio comunale o nel Parlamento europeo.

Le devastazioni ambientali vecchie e nuove riguardano l’intero Paese ma il nostro Territorio, il Sud Italia, presenta maggiori rischi di devastazione e saccheggio ambientale perché dove ci sono più difficoltà economiche maggiore è il rischio di sfruttamento e di imposizione del ricatto lavoro/salute. Purtroppo i due argomenti si intrecciano: il Sud e l’ambiente. Occorre far capire, a chi prende decisioni che impattano sul Territorio, che i cittadini non sono più disposti a tollerare politiche imposte con la forza e con l’inganno, ed ogni decisione deve essere presa ascoltando il Territorio.

Siamo ormai allo stadio finale dello sfruttamento del Sud Italia, sempre più sacrificato sull’altare degli accordi commerciali ed usato come merce di scambio per privilegiare altri interessi e altre zone: il Sud sta perdendo sempre di più le proprie eccellenze umane e naturali.

Occorre invertire la tendenza dando un forte segnale politico dal Territorio. Un segnale che deve essere indirizzato a tutti i soggetti istituzionali e politici, senza alcuna distinzione: il Sud Italia, che per estensione geografica e popolazione rappresenta l’area più estesa d’Europa con maggiori segnali di depressione sociale ed economica, non è più disposto a subire politiche economiche non rispettose del Territorio. È una questione di dignità e di rispetto per le future generazioni: solo uno sviluppo armonizzato e rispettoso dell’ambiente circostante, delle risorse e delle bellezze naturali, garantisce un duraturo e diffuso benessere economico e sociale

Il direttivo di Cambiamenti

CHI DIFENDE LA SALUTE DEI CITTADINI?

CHI DIFENDE LA SALUTE DEI CITTADINI

CHI DIFENDE LA SALUTE DEI CITTADINI?

Nel silenzio più assoluto rischia di essere perpetrato l’ennesimo misfatto a danno della collettività.
La nuova gestione dei rifiuti, che dovrebbe essere avviata tra poco, comporterà il trasferimento della FORSU e dell’indifferenziata prodotte in tutto quanto l’ARO 6, vale a dire nei comuni di Alezio, Aradeo, Collepasso, Galatone, Nardò, Neviano, Sannicola, Seclì e Alezio, nel sito Cave Marra sulla Galatone-Galatina (i cui termini autorizzativi scadranno in data 08.03.2020).
Questo è quanto ha dichiarato l’architetto Imperiale, responsabile dell’ufficio ARO 6 e RUP del nuovo contratto appalto raccolta RSU dell’ARO 6, nellincontro tenutosi l’11 dicembre presso il Palazzo Marchesale di Galatone.
L’ Amministrazione, presente all’incontro con il sindaco Filoni e con l’assessore Bove, si è comunque riservata di valutare quanto dichiarato dal RUP, vista la moratoria che l’Amministrazione ha deliberato.
Inoltre, nell’intervista rilasciata a La Postilla il sindaco ha sottolineato che compito fondamentale dell’Amministrazione sarà quello di vigilare sulla nuova gestione.
Ci sono invece, secondo noi, degli aspetti molto preoccupanti che dovrebbero essere affrontati da subito.
Abbiamo segnalato, a partire dal 2014, all’Amministrazione Nisi e a tutti i consiglieri comunali, e a quelli che sedevano anche in Provincia, le nostre perplessità circa l’impianto in questione; ma come al solito nessuno si è preoccupato quantomeno di procedere ad un riscontro rispetto a quanto da noi dichiarato.
Ma oggi, alla luce di quanto affermato in quell’incontro pubblico dell’11 dicembre, occorre fare chiarezza.
Per questo abbiamo ritenuto doveroso scrivere una lettera indirizzata all’Amministrazione, a tutti i consiglieri e ai cittadini perché vi è la necessità di fare luce su 11 anni di silenzio e perché è in gioco la salute di tutti noi. Se quanto affermato dall’allora consigliere Filoni Flavio nel Consiglio Comunale del 9 novembre 2009, era valido a quel tempo, lo è a maggior ragione oggi a fronte di una situazione ancora più grave.
Il silenzio non è più ammissibile!

Galatone Bene Comune

In allegato la lettera aperta in PDF:

LETTERA APERTA

Incontro con Amedeo Postiglione

Galatone (Le) – 30 settembre  2017 – Villa “Li Putti” – Enrico Longo (Direttore de “La Postilla”) incontra Amedeo Postiglione, presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione, fondatore e direttore della Fondazione ICEF. La profonda cultura giuridica e la grande passione civile dell’intervistato, da sempre impegnato nella difesa dell’ambiente e dei diritti delle persone, donne e uomini di ogni appartenenza culturale, emergono in ogni momento del dialogo. Le questioni ambientali, la pace nel mondo, il difficile rapporto tra Occidente e Islam: ecco le questioni più rilevanti e problematiche, sulle quali dall’illustre ospite vengono risposte puntuali e concrete – Video di Mauro Longo

Amedeo Postiglione ed Enrico Longo - Foto di Vanessa Chirivì

Amedeo Postiglione ed Enrico Longo – Foto di Vanessa Chirivì

Enrico Longo, Hafez Haidar ed Amedeo Postiglione - Foto d Vanessa Chirivì

Enrico Longo (Direttore de “La Postilla”) , Hafez Haidar (Poeta – Candidato al Premio Nobel per la Pace) ed Amedeo Postiglione (presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione, fondatore e direttore della Fondazione ICEF) – Foto di Vanessa Chirivì

Sindaci e ambientalisti fanno appello a Provincia e Regione contro l’impianto di compostaggio

Sindaci e ambientalisti fanno appello a Provincia e Regione contro l_impianto di compostaggio

Sindaci e ambientalisti fanno appello a Provincia e Regione contro l’impianto di compostaggio

Impianti di compostaggio sì, ma nel rispetto delle regole e se chiudono il ciclo dei rifiuti. Forte e chiara la posizione dei sindaci e degli ambientalisti emersa nell’incontro organizzato dal sindaco di Galatone, Livio Nisi, nella casa comunale, per individuare un percorso condiviso sul “no” all’impianto di compostaggio che dovrebbe sorgere a cavallo tra Galatone e Galatina, in località “Le Bruciate”. Attorno al tavolo, oltre al sindaco Nisi, i sindaci di Aradeo (Daniele Perulli), di Seclì (Antonio Casarano), il candidato sindaco di Galatina per “Obiettivo 2022” (Giampiero De Pascalis), l’assessore all’Ambiente del Comune di Galatone (Valerio Chirivì), il presidente della sezione Sud Salento di Italia Nostra (Marcello Seclì) e un componente del consiglio direttivo dell’associazione (Antonio De Giorgi). Assente il commissario straordinario di Galatina, Guido Aprea, che ha ritenuto di dover lasciare la questione alla prossima amministrazione. Ha fatto da trait d’union la contrarietà all’apertura di un centro di compostaggio che non chiuderà il ciclo dei rifiuti e, anzi, potrà accogliere spazzatura da ogni dove. Per questa ragione sindaci e ambientalisti hanno condiviso una richiesta di incontro con la Provincia per sensibilizzare l’ente ed esporre le ragioni dei territori.

«Non è un servizio alle nostre comunità – ha esordito il sindaco Nisi –, ma all’Italia, visto che non chiude il ciclo dei rifiuti perché la presenza di abitazioni non consente all’impianto di accogliere l’organico raccolto dalle amministrazioni. In compenso, ci lascerà l’inquinamento ed essendo un impianto anaerobico sono molto preoccupato nonostante il proponente del progetto abbia dato rassicurazioni sul fatto che la presenza di bio filtri eviterà i cattivi odori e le emissioni nocive. Noi abbiamo una posizione chiara, su questi impianti serve il controllo pubblico e oggi soffriamo la mancata forza o volontà della Regione a pianificare e finanziare l’apertura di questi impianti dando ai privati solo la gestione. Come amministrazione abbiamo attivato una petizione rivolta al presidente della Provincia, al commissario prefettizio di Galatina e anche al presidente della Regione perché si faccia carico della mancata bonifica della discarica di Castellino. Italia Nostra ha elaborato un documento circostanziato che noi facciamo nostro perché la salute è un bene essenziale che va protetto».

Non le ha mandate a dire, Antonio De Giorgi: «C’è una lettura superficiale del progetto. Il procedimento è stato tirato avanti sino al 2017, nonostante ci fosse una difformità urbanistica superata, nell’ultima Conferenza dei servizi, con una variazione importante del progetto stesso. La difformità urbanistica è un aspetto sostanziale perché cambia il Pug determinando uno stravolgimento urbanistico. Condividiamo le osservazioni del Comune di Galatone, ma serve un’azione di dialogo con la Provincia. I sindaci devono aprire un confronto e prepararsi a fare anche un ricorso al Tar». Queste le richieste di Italia Nostra seguite da un incitamento: «I primi cittadini devono spendere la loro autorevolezza. Noi paghiamo alti costi di smaltimento per colpa degli oligopoli, bisogna decentrare. Un bacino, anche di pochi comuni, può avere impianti sostenibili economicamente e, invece, stiamo assistendo a una proliferazione di impianti».

Sulla necessità di un’azione politica ha posto l’accento anche Marcello Seclí: «La questione va affrontata politicamente, con Provincia e Regione. Se questi impianti vanno avanti sono in contrasto con quanto la Regione dice di voler fare, cioè impianti pubblici. Il nostro obiettivo non è di creare scontri sociali e politici, ma non vogliamo che un’opportunità diventi una criticità a causa della gestione dei progetti e delle autorizzazioni».

Guai ai no preconcetti, ma rispetto delle regole. Questa la sintesi del pensiero di Giampiero De Pascalis che sul tavolo ha posto un’altra criticità: «Galatina rischia di ritrovarsi con due impianti e la viabilità inadeguata farà impattare il carico ambientale su tutti i comuni. Non sono contrario all’attività industriale, ma bisogna tenere conto dell’inquinamento. Purtroppo noi salentini siamo bravi a intervenire quando le criticità si determinano. Nel progetto c’è una configurazione urbanistica sbagliata e anche questo è un aspetto che dovrà essere approfondito. Sono convinto che serva un progetto organico per la gestione dei rifiuti che sono un problema sociale. Dobbiamo controllare, ma non avere paura».

Alla fine tutti insieme hanno sottoscritto la richiesta di incontro con Provincia e Regione.