Nessuna Bocciatura!

ARRIVANO LE CONDANNE PER LA CENTRALE A BIOGAS DI GALATONE

Il piano comunale delle coste del comune di Galatone non è stato affatto bocciato dalla Regione Puglia.
L’iter per l’approvazione del PCC è una procedura complessa che si articola in fasi.
Infatti, la L. R. 17 del 10/04/2015 “disciplina della tutela e dell’uso della costa”, tra l’altro all’art. 4, spiega chiaramente, a chi sa e vuol leggere, qual è l’iter di formazione del Piano Comunale delle Coste.
In particolare il comma 5 del predetto articolo recita “ai fini della verifica di compatibilità al PRC (piano regionale coste), il PCC (piano comunale delle coste) approvato viene inviato alla Giunta Regionale, che si pronuncia entro il termine di 60 giorni dalla data di ricezione, decorso il quale l’esito si intende favorevole”.
Il PCC viene approvato dal Consiglio Comunale (come prescritto dal comma 4 dell’art. 4 della medesima legge regionale).
Pertanto come fa la Regione a bocciare un piano che non è stato ancora approvato dal Consiglio Comunale?
Per chiarezza il PCC arriverà in Consiglio Comunale dopo aver completato l’iter di verifica di assoggettabilita a Vas e dopo aver concluso l’iter previsto per le aree ricadenti all’interno delle zone SIC (Verifica livello di approfondimento Vinca).
Per chi conosce ed applica tutti i giorni la normativa di cui trattasi, è noto che la procedura Vinca consta di alcuni step procedurali inderogabili, che partono con invio alla regione dello screening (1.ma fase abbligatoria) e si concludono con la VINCA vera e propria.
Nel nostro caso, dopo il primo step la regione ha chiesto un approfondimento di livello superiore, il tutto come previsto dalla normativa e dalle procedure.
Detto ciò viene da chiedere a chi insegna letteratura, storia e forse pure filosofia … insomma a chi è “un ottimato” della lingua italiana, in cosa consiste e dove sta “la bocciatura” del PCC visto che l’iter è ancora in corso e siamo ancora alle prime fasi procedurali?
Visto che il Consiglio comunale non ha ancora approvato il piano e che l’unico organo deputato alla bocciatura è la Giunta Regionale?
La Regione con il provvedimento, che da alcuni viene considerato una bocciatura, dopo aver ricevuto lo screening Vinca, ha semplicemente ritenuto di sottoporre il piano ad un approfondimento di livello superiore. Noi siamo già a lavoro per questo, certi che il Nostro territorio avrà presto il suo Piano Comunale delle Coste.

Il Sindaco e l’Amministrazione

PIANO COSTE DI GALATONE: LA REGIONE PUGLIA CONFERMA LE PERPLESSITÀ GIÀ ESPRESSE DALL’ASSOCIAZIONE “GALATONE BENE COMUNE”

Sul Piano Coste del Comune di Galatone interviene la Regione Puglia con una nota ufficiale, che ricalca in pieno le dettagliate argomentazioni critiche dell’Associazione Galatone Bene Comune, ed anzi le implementa.
A seguito dell’adozione del Piano, che riguarda la zona SIC (Sito di Interesse Comunitario) ricadente in località “La Reggia – Montagna Spaccata”, l’ Associazione, come da procedura, ha elaborato e ufficializzato le proprie osservazioni, che ha presentato in un incontro pubblico il 17 maggio 2019 in cui non ha ritenuto di intervenire l’Amministrazione, che ora però dovrà comunque notificare all’Associazione le proprie controdeduzioni.
Galatone Bene Comune ha evidenziato le numerose e gravi lacune del progetto in tutte le
sue parti (documentazione dello stato di fatto, previsione e motivazioni degli interventi,
considerazioni procedurali), sottolineando l’arbitrarietà e la superficialità con cui il Piano banalizza gli impatti ambientali delle opere previste sulla zona protetta SIC, allo scopo di eludere la cosiddetta “Valutazione Appropriata”.
Tale valutazione costituisce la seconda fase dello “screening”, volta a verificare nel dettaglio le ricadute degli interventi previsti sull’integrità e sui destini dell’area protetta, e la coerenza del progetto con la disciplina SIC che prescrive bonifica, protezione, rinaturalizzazione, fruizione naturalistica.
Al contrario, il progetto trascura dette priorità ed anzi esplicita di voler promuovere
l’incremento delle presenze turistico-balneari, ignorando tra l’altro l’Ordinanza della
Capitaneria di Porto che classifica “pericoloso” e “molto pericoloso” il tratto di scogliera de La Reggia.
Ora è intervenuta la Regione, come prevede l’iter procedurale.
Con Determinazione n.194 dello 06.08.2019, immediatamente esecutiva, pubblicata sul
Bollettino Ufficiale n.93 del 14.08.2019, la Regione afferma testualmente:
“sulla base degli elementi contenuti nella documentazione presentata e a conclusione della procedura di screening di incidenza, si ritiene che le previsioni del Piano in esame, non direttamente connesso con la gestione e conservazione della ZSC “Montagna Spaccata e Rupi di San Mauro” possano determinare incidenze significative ovvero pregiudicare il mantenimento dell’integrità del Sito con riferimento agli specifici obiettivi di conservazione definiti per la ZSC e alle Misure di conservazione relative agli habitat e alle specie ivi presenti e che pertanto sia necessario richiedere l’attivazione della procedura di valutazione appropriata”.
L’Associazione accoglie con soddisfazione questa importante decisione della Regione e al
contempo prende atto, con amarezza, che gli stessi amministratori comunali sembrano
ignorare le preziose valenze naturalistiche e paesaggistiche del sito, tutelate invece da
norme a livello europeo.

Galatone, 31 agosto 2019

PARADOSSALE IL COMPORTAMENTO DEL SINDACO FILONI

ROBERTO BOVE- STERILE PIAGNISTEO O ABILE CORTINA DI FUMO

Appare quanto meno paradossale l’ultima presa di posizione del Sindaco di Galatone sulla questione rifiuti (COMUNICAZIONE DA PARTE DI CAVE MARRA DELLA SOSPENSIONE DELLA TRASFERENZA PER IL RAGGIUNGIMENTO DEI LIMITI DI QUANTITATIVO MASSIMI), paradossale tanto quanto l’ormai “famoso” annuncio dello sciopero della fame quando si diffuse la notizia che altre ARO avrebbero conferito presso Cave Marra.

Questa volta si limita a salvaguardare la tutela del territorio chiedendo ad AGER di far conferire i nostri rifiuti organici nell’impianto del Comune di Poggiardo. E’ paradossale se si pensa che al Presidente della Provincia, suo amico e che a suo dire non riesce a sbloccare l’autorizzazione per l’impianto di Nardò, è stato concesso di conferire insieme a Taviano, Racale, Alliste, Melissano l’umido presso l’impianto di Galatone assorbendo di fatto in poco tempo l’intera capienza che probabilmente sarebbe stata sufficiente per i Comuni della nostra ARO sino alla fine dell’anno.

Dal danno alla beffa, tanto che oggi il Responsabile dell’AGER, nominato dal suo amico presidente Emiliano, ci obbliga a conferire direttamente agli impianti di compostaggio di Rende in Calabria con notevole aggravio dei costi di trasferenza. Non solo, ma la colpa è sempre degli altri, infatti si trascura che oltre a non aver vigilato e consentito lo scarico di altra ARO a Galatone in deroga a ogni “MORATORIA”, il nostro Sindaco di fatto rifiuta l’incarico a suo tempo propostogli di Vice Presidente dell’ARO 6 (incarico ora ricoperto dal Sindaco di Sannicola) e scarica le colpe di una errata programmazione a tutti i suoi amici (Minerva, Emiliano, ecc.) meno che a sé stesso che da Sindaco, e ancor di più da possibile Vice Presidente dell’ARO avrebbe dovuto vigilare e sollecitare la realizzazione del secondo impianto di trasferenza .

Prendiamo atto invece che finalmente il Sindaco prende coscienza che i Comuni purtroppo sono “soggetti espropriati di ogni potere di gestione”. Peccato, meglio tardi che mai e i cittadini PAGANO.

Galatone, 01/08/2019

I CONSIGLIERI DI OPPOSIZIONE

Nisi, Campa, Alemanno, Roseto, Tundo

Aldo Moro nella Storia d’Italia, attualità di uno statista ‘senza eredi’

Nardò (Le) – OASI TABOR (Località Cenate) – 26 luglio 2019 – La Pro Loco Nardò e Terra d’Arneo ha organizzato il convegno dal titolo “Aldo Moro nella Storia d’Italia, attualità di uno statista ‘senza eredi’ “ – saluti di Daniele Parisi (OASI TABOR Nardò), relatore Mario Nanni (giornalista parlamentare), dialoga con il relatore Enrico Longo (Dirigente Scolastico e Direttore de “La Postilla”) e modera Carlo Longo (Dirigente Scolastico e Presidente Pro Loco Nardò e Terra d’Arneo) – Video di Mauro Longo

DUE ANNI DI AMMINISTRAZIONE FILONI: NIENTE DI NUOVO MA PEGGIO DI PRIMA

Tra giochetti e bugie il Sindaco che Galatone non merita

È trascorso un nuovo anno e la situazione politico-amministrativa della nostra città dopo due anni di governo del Sindaco Filoni è in totale stallo e sensibile declino.
Non sono mancati in tutto questo tempo, da parte nostra, interventi e comunicati su vari temi al fine di informare la cittadinanza sulle situazioni poste in essere dall’Amministrazione Filoni, sulle decisioni e provvedimenti che abbiamo ritenuto ingiusti o non adeguati, e delle mezze verità abilmente messe in campo dalla compagine Filoni allo scopo di giustificare le mancanze, l’inconcludenza, l’inadeguatezza a gestire la cosa pubblica.
Vanno avanti recitando continuamente lo stesso copione che abbiamo già denunciato più volte: viene costruita ad arte sui social l’immagine inesistente di un governo locale modello, con la complicità delle foto di rito e degli interventi comandati per i sostenitori e censurati e bloccati per gli oppositori, in netto contrasto con una realtà che dimostra pienamente l’inefficienza e l’inefficacia amministrativa. Poi, nei momenti di difficoltà, di mancanza di azioni e di argomenti, si parte invece all’attacco dell’avversario, si alzano i toni come già avvenuto nella vergognosa campagna elettorale del 2017, si distribuiscono ad altri le responsabilità, si limita “democraticamente” la voce delle opposizioni.
Questa la pietosa verità, inacettabile per la mancanza di senso di responsabilità, per la presunzione e l’arroganza, per il confronto che degenera volutamente in scontro.
L’idea, poi, di democrazia e partecipazione si sostanzia di protagonismo, di ruoli, concorsi e visibilità a favore degli amici, sostenitori e candidati della campagna elettorale: basti pensare ai vincitori di concorso, ai presidenti delle consulte cittadine, ai volontari della segreteria del Sindaco, ai messi notificatori, alle manifestazioni che ricevono i maggiori contributi e così via.
La partecipazione, poi, delle consulte alla vita amministrativa, o l’attività della cooperativa di comunità sembrano esistenti solo sulla carta, senza nessun contributo reale alla vita della città, se non per iniziative sporadiche che non sono inserite in un progetto organico e di largo respiro e non hanno portato ad oggi novità, benefici tangibili, né hanno accresciuto condivisione o coesione sociale.
La partecipazione “democratica”, del resto, è sensibilmente limitata anche in consiglio comunale, condotto senza criterio di imparzialità, limitando nel tempo e nei contenuti gli interventi degli consiglieri di opposizione, notificando le sedute consiliari spesso e volentieri di venerdì riducendo oggettivamente i tempi utili all’approfondimento da parte dell’opposizione vista la chiusura degli uffici nei week-end, per non parlare delle tante interrogazioni e richieste che non hanno mai ricevuto risposta, prima e più eclatante fra tutte quella di un locale nella sede municipale protocollata in data 23 Agosto 2017 e alla quale non è stato dato ancora alcun riscontro.
E quale partecipazione e valorizzazione è stata garantita ai dipendenti comunali, estranei per la maggioranza dei casi all’attività amministrativa, soggetti a smembramento di uffici e funzioni, altalene di ruoli alle dirigenze, come, ad esempio la Ragioneria che rimane a lungo scoperta, poi esternalizzata, ora assegnata in seguito a concorso ma con impegno di spesa a supporto della stessa con l’agenzia Parsec, che ci risulta un inutile e discutibile spreco di risorse, o ancora, l’ufficio di polizia municipale che muta tre volte il responsabile di settore in due anni e proprio nei giorni scorsi viene affidata a uno dei dirigenti dell’ufficio tecnico.
La partecipazione, quindi, è riservata a pochi eletti e al Sindaco che, in quanto a passerelle e organizzazione di feste ha di gran lunga superato le precedenti amministrazioni, soprattutto in termini di spese che si affrontano serenamente per questo tipo di eventi: un esempio fra tutti, 7500 euro per Colorriamo, propinata come giornata dello sport, in cui lo sport non si percepisce in quanto coperto dal colore diffuso e da deejay e vocalist per una festa da discoteca.
Ci chiediamo, a fronte di tali impegni di spesa, che spesso e volentieri vengono generosamente elargiti ai meritevoli e alle feste dell’amministrazione, dove siano i fantomatici buchi di bilancio così a lungo ricercati e propinati alla cittadinanza allo scopo di gettare fango sull’operato dell’amministrazione Nisi, e come si giustifica l’aumento di tutti i tributi Tari, IRPEF, mensa, trasporto, pubblicità, diritti di segreteria, rispetto a un bilancio che registra una maggiorazione di entrate per circa 1 milione di euro?
Ci chiediamo dove sia finita l’anima ambientalista di questa amministrazione comunale, che ha fatto della lotta all’amianto la base della campagna elettorale e ora lo lascia a sgretolarsi nelle campagne, libero di raggiungere mortalmente chiunque, immerso in decine e decine di discariche a cielo aperto di inerti e ingombranti, in campi di erba raramente sfalciati, in un quadro poetico di sporcizia e degrado?
Ma soprattutto, questa Amministrazione, che si è elogiata per una moratoria ambientale che non ha nessun valore e nessun potere, come spiega il proseguire del conferimento della frazione organica di Gallipoli nel sito di Galatone e da pochi giorni autorizzati anche quelli di Taviano Alliste Racale e Melissano?
Ancora, ci chiediamo chi risarcirà il Real Galatone per non aver potuto usufruire del campo sportivo di via lecce, a causa dei lavori effettuati in corso di campionato ed oggi nuovamente abbandonato dopo 22mila euro spesi, e chi darà conto della fine dell’US Galatone dopo 60 anni di onorata storia? Chi ci spiegherà, come già chiesto da tempo, quale futuro si prospetta per il Centro Sportivo Polivalente, dopo la privatizzazione della pista di atletica, e con quale strumento o convenzione sarà gestita la piscina e se è stato versato il contributo annuale previsto visto che non era iscritto a bilancio.
Intanto, il primo Piano Triennale delle opere pubbliche prevede gli stessi interventi già programmati e approvati dall’Amministrazione Nisi, come documentabile non solo dal precedente piano ma anche dalle delibere di avvio delle procedure per la realizzazione degli stessi, oltre a tutte le opere pubbliche realizzate in 5 anni di amministrazione.
Nulla di innovativo, dunque, nulla di generato dalla mente e dal cuore dell’Amministrazione Filoni, nemmeno efficiente visto che ad oggi nessuna opera pubblica è stata realizzata, ma anche peggiorato visto che il progetto delle piste ciclabili è stato escluso perché presentato in ritardo e il progetto di messa in sicurezza della discarica in contrada Vorelle scartato per errata progettazione.
Inoltre il PUG e il Piano Coste vengono adottati dalla Giunta senza un preliminare momento di confronto né in consiglio comunale o conferenza dei capigruppo e nemmeno con i tecnici, decidendo di cambiare il PUG elaborato dalla precedente amministrazione anche se non ancora adottato ma che era costato 200mila euro al comune, salvo poi, in seguito alle critiche, ad organizzare un evento di formazione in cui propinano un documento chiaramente copiato da un altro comune di cui erano rimasti trascritti i paesi confinanti ben lontani dai nostri!!!! Impegno ed attenzione encomiabili!!!
Dei beni a disposizione, invece, si denota, mancanza di attenzione, di gestione, di programmazione e di manutenzione. Basti pensare al Palazzo Marchesale che era diventato il cuore della Città, con annesso l’ufficio cultura, ospitando numerosissime manifestazioni culturali, con la ristrutturazione del frantoio semiipogeo, l’ente di formazione ISPA, il museo della radio, il museo delle macchine di Leonardo del maestro Manisco. Ora non è altro che l’ombra di ciò che era due anni fa, spesso chiuso e senza ufficio cultura, smembrato e dislocato, con ISPA che probabilmente non rinnoverà la collaborazione, e il museo della Radio praticamente chiuso nonostante le rimostranze dello stesso Chiantera.
E poi il Castello di Fulcignano in stato di abbandono, la costa con la situazione delicata della Reggia completamente in stallo da tre stagioni estive ormai, l’agricoltura per la quale, oltre alle ingloriose figure della nostra amministrazione in consiglio Provinciale sul tema xylella, si parla di uffici e sportelli e non si parla di progetti di rilancio, di interessamento dei giovani, di sviluppo, del ruolo possibile dell’Agricola Galatea o dell’agricoltura biologica, e, infine, il piano traffico già predisposto dalla precedente amministrazione e che doveva concludersi entro il 2017 non ha ancora visto la luce, intanto sono stati pagati, e si pagano ancora, 50mila euro per una navetta non utilizzata e il traffico va spesso in tilt sulle vie principali dove è quasi impossibile trovare parcheggio.
Niente di nuovo e peggio di prima; ma loro festeggiano con il sorriso!

L’OPPOSIZIONE

DOMANDE LEGITTIME O NO ?

Quanto accaduto durante il Consiglio Comunale del 25 è a dir poco imbarazzante.

Ingiustificabile l’assenza del consigliere Nisi, non fosse altro per chiarire la sua posizione in merito al parere favorevole espresso per l ‘autorizzazione unica del progetto che ha consentito la realizzazione della stazione di trasferenza e per fare luce  su come mai non sia stato dato seguito alla delibera della sua giunta del 2017, con la quale si proponeva un ulteriore monitoraggio per il sito Cave Marra, oltre a quello che la società doveva garantire.

Chi è rappresentante dei cittadini non può essere assente in un momento così delicato per la comunità tutta, né si può abbandonare il campo del confronto; trattamenti iniqui vanno denunciati a chi di competenza, ma poi si accetta il confronto  e si cerca di dare il proprio contributo.

Il silenzio prima, durante e il successivo abbandono del Consiglio Comunale da parte del consigliere comunale, nonché  consigliere provinciale, Giovanni Tundo ha dell’incredibile. Il massimo rappresentante dei cittadini  galatonesi a livello provinciale non ha sentito e non sente il dovere di profferire una sillaba su una questione che vede coinvolta la Provincia in prima persona. Neanche a prendersi l’impegno di incalzare l’istituzione di cui fa parte per garantire ai cittadini del suo paese la sicurezza dal punto di vista della salute. Niente. Un silenzio che ha fatto e fa molto rumore, che sa tanto di tradimento delle funzioni stesse di consigliere provinciale, in primis quella di garantire il rispetto delle regole e di tutelare la salute dei cittadini.

A questo punto ci sarebbe da chiedersi: il consigliere Tundo chi rappresenta? Se stesso?

Il Consiglio è stato utile perché ha fatto emergere degli aspetti piuttosto inquietanti e che la stessa opposizione avrebbe potuto rimarcare.

Fermo restando la validità dell’azione dell’Amministrazione nel bloccare la trasferenza di FORSU di 4 ARO della provincia presso il sito Cave Marra a Galatone e l’impegno a non concedere ulteriori ampliamenti alla ditta, molte richieste sono rimaste comunque inevase, pur essendo state già da tempo sottoposte all’attenzione del Sindaco e dell’assessore Bove. Il fatto che perduri il silenzio è preoccupante.

  1. È stata chiesta la delocalizzazione dell’impianto Cave Marra e non c’è stata alcuna risposta.
  2. È stato chiesto del contributo CONAI ( il ricavo dalla raccolta di vetro plastica e carta) e non è stata data alcuna risposta.
  3. Sono state sottolineate, per l’ennesima volta, le inadempienze del nuovo gestore ( esempio le compostiere) e anziché assicurare l’applicazione delle sanzioni previste nel contratto, l’ assessore Bove ha giustificato il mancato servizio con il fatto che “ è stato avviato da poco e quindi bisogna comprendere”. Se il cittadino abbandona i rifiuti è giustamente sanzionato; se il gestore non garantisce il servizio “ bisogna comprendere”. In altri comuni limitrofi (leggi Gallipoli), il gestore della raccolta differenziata viene multato per il disservizio.
  4. Sono emerse tutte le difficoltà nel controllare l’attività di conferimento, ma non è stato assunto alcun impegno né è stata indicata una strategia per verificare il rispetto delle prescrizioni.
  5. È stato sottolineato il limite della decisione di attribuire a Cave Marra il ruolo di controllato e controllore.

Per questo è stato chiesto per quale motivo non si sia dato seguito alla delibera del marzo 2017 che prevedeva un ulteriore monitoraggio dell’aria. Non è stata data risposta.

  1. È stato chiesto al Presidente della Provincia di far avere i risultati delle analisi dell’aria effettuate nel 2017. Ha risposto che solleciterà.
  2. Nell’Autorizzazione unica la società Cave Marra Ecologia deve  effettuare monitoraggio nei periodi di massima attività dell’insediamento al fine di attestare la compatibilità dell’insediamento ai valori limite acustici normativi.

Sempre Cave Marra Ecologia, deve  monitorare, nel periodo luglio-agosto, le emissioni odorigene.

Delle 37 sostanze da monitorare molte risultano tossiche ed altre  addirittura cancerogene.

Proprio per questo motivo sono stati chiesti i dati dei monitoraggi dell’aria relativi agli anni 2017 e 2018 che la società era tenuta ad effettuare. Non  è stata data risposta.

Ad oggi non sappiamo quale sia il livello di tali  sostanze presenti nell’aria che respiriamo.

  1. Sono stati richiesti maggiori controlli per la tutela della salute dei cittadini. Non è stata data risposta.

Non si chiedeva di assumere delle decisioni nell’immediato, ma almeno un impegno a discuterne nelle sedi appropriate. Al di là della disponibilità a realizzare un’app che possa contenere tutte le informazioni di carattere ambientale, per il resto… silenzio assoluto.

È in gioco la salute dei cittadini, così come lo era per l’amianto.

Infine, a quando l’istituzione del registro dei tumori, che pure era stato promesso?

Nel frattempo, smentendo l’assessore Bove, comuni non facenti parte dell’ARO 6 continuano a conferire l’umido presso l’impianto  Cave Marra.

        GALATONE BENE COMUNE