L’Amministrazione Comunale premia Giorgia Felline argento al Campionato Italiano di karate

Galatone (Le) – 12 novembre 2018 – Sala Consiliare del Comune di Galatone – Sulle note dell’inno di Mameli l’Amministrazione Comunale presieduta dal Sindaco Flavio Filoni, durante la seduta del Consiglio Comunale, ha voluto premiare Giorgia Felline, giovane atleta del Dojo Bushi Galatone, scuola di karate guidata dal Maestro Vittorio Tarantino, che ai recenti Campionati Italiani svoltisi nel prestigioso Centro Olimpico di Lido di Ostia si è imposta sulle sue avversarie arrivando in finale per il titolo dove ha conquistato la medaglia d’argento in un Campionato difficile che ha visto la partecipazione di 242 società e 506 atleti – Video di Mauro Longo

Mostra 4 novembre “I Galatonesi in guerra” – Scuola Secondaria di Primo Grado “A. De Ferrariis”

Galatone (Le) – 8 novembre 2018 – Scuola Secondaria di Primo Grado “A. De Ferrariis” dell’I.C. Polo 1 – Mostra 4 novembre “I Galatonesi in guerra” – Classi Terze – Docenti di storia: Sandra Portalatini , Sara De Matteis  e Giuseppe Gatto  e Crocifisso Aloisi (Consigliere Comunale)- Intervento di Adele Polo (Dirigente Scolastica Polo 1) – Video di Mauro Longo

RIGENERAZIONE URBANA: PARTECIPARE A COSA?

RIGENERAZIONE URBANA PARTECIPARE A COSA

Lo scorso 22 ottobre l’Amministrazione Comunale ha promosso un incontro pubblico per esporre gli interventi contenuti nel progetto Rigenerazione Urbana finanziato dalla Regione Puglia per un totale di 3 milioni di euro, di cui 2.250.000 euro destinati ad interventi nel territorio galatonese, propriamente nella zona a noi tutti nota come 167, o zona PEEP che dir si voglia.

Il sottotitolo dell’incontro era: “Nuovo modello di Urbanistica Partecipata”.

E Galatone Bene Comune ha partecipato, notando che nella sala del Palazzo Marchesale erano di fatto presenti molti cittadini: buon segno.

“Chiarire le scelte di politica urbanistica che ci hanno concesso di vincere il bando” – ha premesso l’Assessore Colazzo.

Chiarire, però, vuol dire che le scelte sono già state fatte. E la PARTECIPAZIONE?

Quello che la nostra Associazione ritiene di dover evidenziare, come già fatto almeno nelle ultime tre occasioni di simili incontri pubblici, è che la forma del convegno, già più volte reiterata da questa Amministrazione, non ha nulla a che vedere con l’urbanistica partecipata.

La comunicazione alla cittadinanza, con gli amministratori e i tecnici comunali schierati dietro il tavolo dei “relatori” e la platea in ascolto, invitata a esprimere in modo più o meno estemporaneo idee e “soluzioni”, è una forma di promozione politica e di informazione dovuta, non di urbanistica partecipata.

I cittadini, coinvolti con serie strategie di partecipazione e non come uditori, anche se attivi, dovrebbero essere posti nella condizione di esprimere i loro bisogni, di condividere quelli altrui, di conoscere le esigenze tecniche del territorio e di appropriarsi delle strategie di intervento durante una serie di incontri tematici, organizzati per tavoli di discussione, prolungati nel tempo, aperti in modo orizzontale a diverse fasce di cittadini e poi in modo trasversale per condividere gli esiti dei singoli percorsi. Quindi giungere ad una VISIONE CONDIVISA delle trasformazioni del nostro territorio.

Non compete ai cittadini, tecnici o no, esprimersi sul piano progettuale e tecnico specifico nel caso per caso. Non si deve cadere nella manipolazione della facile domanda che troppo spesso viene posta: “e allora tu cosa proponi?”. Attendersi la “proposta” del cittadino, singolo o associato, e poi chiamarla partecipazione democratica.

I cittadini conoscono i loro bisogni e se non sanno esprimerli in modo coerente vanno guidati in colloqui alla pari, fra loro. I tecnici e i politici ascoltano e traducono in proposta politica e poi in progettazione tecnica e poi in appalto e poi in manutenzione continuativa di quello che si è finalmente realizzato CON LE RISORSE PUBBLICHE OLTRE CHE CON LA PUBBLICA PARTECIPAZIONE.

La prima partecipazione democratica è appunto questa, il finanziamento pubblico della cosa pubblica.

I SOLDI RIMANGONO PUBBLICI ANCHE SE PROVENGONO DALLA REGIONE, DAL MINISTERO, DALL’UNIONE EUROPEA: sono il risultato dei prelievi fiscali diretti e indiretti, delle imposte e delle tassazioni che abbiamo sopportato e che vogliamo si traducano nel nostro contributo concreto alla cosa pubblica. Non si vincono, i denari pubblici, alla LOTTERIA DELLA RUOTA DELLA FORTUNA!

Pure le lotterie statali, in fin dei conti, sono utilizzo di denaro dei cittadini seppur non prelevato sotto forma di tassazione.

Ma torniamo a noi.

Il Bando Regionale“Rigenerazione Urbana” è complesso e articolato.

La candidatura prevedeva un intervento coordinato fra i Comuni di Galatone e Seclì, per consentire maggiori finanziamenti. In agosto 2017, l’Amministrazione di Galatone indice un incontro con la cittadinanza e raccoglie più di 60 schede compilate con “indicazioni di intervento”.

Questa sarebbe, per gli amministratori galatonesi, l’urbanistica partecipata?

Ora, a bando finanziato, ecco un nuovo incontro. E ancora lo slogan della “partecipazione”.

Galatone Bene Comune elogia la scelta, compiuta in sede di candidatura, di canalizzare nel quartiere 167, o zona PEEP che dir si voglia, le risorse che ora sono state finanziate.

Ottima scelta, pur se quasi OBBLIGATA, considerate le richieste del bando di aree a forte degrado ambientale e sociale.

Quel contesto cittadino necessita di seri interventi sul piano sociale e urbano: però non è un’area di solo degrado, ha potenzialità almeno pari alle problematicità.

Sull’area individuata, infatti, insiste uno dei pochi centri sportivi polivalenti dell’area jonico salentina, che è dato da anni e anni in gestione esterna al Comune; è un polmone verde con la circostante area pubblica. Vi è un nutrito numero di abitazioni di edilizia economica e popolare in forte degrado, ma inserite in un complesso urbano in cui si ha anche edilizia convenzionata, quindi di proprietà privata, ed edilizia a intervento diretto.

Vi è un’area già di proprietà comunale, nota come ex macello, ora destinata alla Protezione Civile e quindi non propriamente aperta al quartiere.

Ciliegina su questa enorme torta, il complesso archeologico del Castello di Fulcignano, ora poco più che un rudere.

Galatone Bene Comune evidenzia, alla luce dei contenuti comunicati dai tecnici e politici amministrativi nell’incontro del 22 ottobre, alcune criticità della proposta illustrata:

gli interventi preventivati ci sembrano più un elenco di risposte a necessità ed emergenze, ma non individuano un progetto organico, e meno che mai l’idea programmatica può rassicurarci che i progetti da realizzare saranno qualitativamente connotati;

– in assenza del livello primario di pianificazione, in assenza del PUG, tutti gli interventi proposti a finanziamento rischiano di apparire una semina in un campo non messo efficacemente in grado di dare buoni frutti;

– l’intervento concentrato nel centro polivalente, ad esempio, non è in grado di garantire una reale e concreta rigenerazione di tutta l’area PEEP, perché tradizionalmente vissuto come area separata, non integrata, recintata, gestita da privati concessionari: non un’area di tutti e per tutti. La necessaria messa a norma di impianti e l’adeguamento alle norme di risparmio energetico, quale ricaduta assicurano a livello urbanistico? Sono interventi sui manufatti edilizi, non sugli spazi connettivi, a verde e non;

il quartiere su cui grava quest’ampia area verde e di servizi, oltre allo stigma del degrado sociale, mostra l’evidenza del degrado fisico di strade, pubblica illuminazione, assenza di servizi primari e secondari, soprattutto commerciali; è un quartiere privo di piano traffico, piano del verde, piano di risanamento edilizio: cosa farà il progetto per offrire risposte? Manutenzione delle aiuole e dei marciapiedi?

il centro polivalente è stato dato in gestione a privati, le proposte tengono conto a pieno degli obblighi sottoscritti da questi con l’Amministrazione? Il verde pubblico del centro è ben manutenuto e fruibile dai cittadini? E se no, perché?

– si prevedono ulteriori due unità abitative all’interno dell’ex Macello Comunale, in un contesto in cui la densità abitativa è già altissima: come mai? Da destinarsi a chi? Per quale priorità?

– si prevedono manutenzioni di aree verdi che ci risultano situate nell’area dell’edilizia convenzionata e quindi queste aree non dovrebbero essere pubbliche. La loro manutenzione doveva ricadere sui concessionari o sbagliamo?

si può prevedere la realizzazione di piste ciclabili per e dal centro polivalente in un’ottica di mobilità alternativa che comprenda anche la zona del castello di Fulcignano e le scuole?

Infine, si presenta il partenariato della Diocesi di Nardò, ottima cosa. Integrerà le strutture esistenti dei Terziari dell’Addolorata che sono così frequentate da bambini e ragazzi del quartiere? O, come c’è parso di capire, si dovrebbero prevedere varianti che interessano l’area oggi abbandonata dove sarebbe dovuta sorgere, senza pianificazione alcuna, una chiesa nuova?

Il Castello di Fulcignano: benissimo prevedere l’intervento di auspicato recupero e la destinazione pubblica. Speriamo che le risorse destinate siano sufficienti a dare l’opera finita e fruibile, altrimenti saremmo punto e a capo.

Sarebbe il caso, inoltre, visto che si tratta di una zona a forte degrado sociale, che i futuri incontri si tenessero nella 167, coinvolgendo non soltanto il Comitato di Fulcignano, ma tutti i residenti, perché possano loro prima di tutti sentirsi protagonisti e interessati al progetto.

Un’ultima considerazione la spendiamo sulla progettazione definitiva ed esecutiva: dispone l’Amministrazione delle reali competenze interne per assolvere a compiti tanti differenti (dall’impiantistica al restauro) assicurando la qualità del prodotto finito? Le trasformazioni ipotizzate non sono reversibili: saremo orgogliosi davvero se, a cose realizzate, il risparmio dei costi di progettazione non avrà inficiato la qualità degli interventi.

                                                                                                     ASSOCIAZIONE

                                                                                            GALATONE BENE COMUNE

4 Novembre: La Storia vista da un Quartiere

4 Novembre La Storia vista da un Quartiere

4 Novembre La Storia vista da un Quartiere

II 4 novembre 1918 terminava il 1° conflitto mondiale – la Grande Guerra – un evento che ha segnato in modo profondo e indelebile l’inizio del ’90​0 e che ha determinato radicali mutamenti politici e sociali.

La data, che celebra la fine vittoriosa della guerra, commemora la firma dell’armistizio con l’Impero austro-ungarico ed è divenuta la giornata dedicata alle Forze Armate.

In questa giornata s’intende ricordare indistintamente, tutti coloro che, anche giovanissimi, hanno donato e sacrificato la vita per un ideale di Patria e di attaccamento al dovere, valori immutati nel tempo, per i militari di allora e quelli di oggi.

In ogni caso, il 4 novembre si celebrano per questo la giornata dell’Unità Nazionale (per l’annessione di Trento e Trieste al Regno d’Italia che non va confusa con l’anniversario dell’Unità d’Italia del 17 marzo) e la giornata delle Forze Armate, poiché quei giorni del 1918 vennero dedicati alle onoranze funebri dei propri cari – in Italia e in Europa – per commemorare i soldati morti in guerra.

La giornata di commemorazione venne ufficialmente designata la mattina del 4 novembre 1921 quando con i massimi onori nazionali venne tumulata la salma del Milite Ignoto nel corso della più importante e partecipata cerimonia dell’Italia Unita.

La festività del 4 novembre fu istituita nel 1919 ed è durata fino al 1976, di fatto è stata l’unica festa nazionale Italiana che sia stata celebrata prima, durante e dopo il fascismo.

Dal 1977, dopo una riforma del calendario volta ad aumentare i giorni lavorativi, si cominciò a festeggiare la giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate nella prima domenica di novembre, poi negli anni Ottanta e Novanta l’importanza della festa diminuì progressivamente, rispetto agli anni precedenti in cui era stata oggetto di discussioni, polemiche e lotte politiche.

Oggi, nonostante il ripristino della festa della Repubblica del 2 giugno, dal 2001, grazie all’allora Presidente Carlo Azeglio Ciampi, la festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate del 4 novembre ha ritrovato nuovo significato pur rimanendo in secondo piano nonostante il grande valore morale che essa ha sempre rivestito.

In questo 2018, durante il quale tra l’altro sono stati variamente ricordati i cent’anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale, ricorrevano anche i 25 anni dalla morte del nostro concittadino Carabiniere M.O.V.M. (Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla Memoria”) Giovanni DE GIORGI, al quale il Comitato di Quartiere Fulcignano è particolarmente legato per l’intitolazione a Lui dedicata della più conosciuta Piazza del Rione San Luca Fulcignano, spesso nota anche come “Piazzetta San Luca”.

Probabilmente non è casuale la scelta di questo luogo, fatta proprio nella zona da sempre simbolo della periferia più lontana, trascurata, dimenticata, difficile e disagiata di Galatone.

Quel giovane carabiniere che sacrificò la sua vita a pochi giorni dal suo ventitreesimo compleanno è stato insignito del massimo riconoscimento al Valore Militare con la seguente motivazione:

DE GIORGI Giovanni

Carabiniere M.O.V.M. nato a Galatone (LE) il 19 giugno 1970.

“con grande coraggio e determinazione, benché libero dal servizio affrontava due malviventi armati in fuga dopo una rapina. Sebbene gravemente ferito da numerosi colpi esplosigli contro fulmineamente, prima di accasciarsi esanime al suolo, reagiva con la propria arma unitamente a due commilitoni.

La pronta e risoluta reazione di fuoco determinava il decesso di uno dei malfattori ed il ferimento dell’altro, subito tratto in arresto. L’operazione si concludeva con la cattura di altri due complici, il recupero della refurtiva ed il sequestro delle armi. Fulgido esempio di elette virtù militari e di altissimo senso del dovere spinto fino all’estremo sacrificio.” Cesa (CE), 15 giugno 1993.

Alla sua memoria sono intitolate, dal 26 febbraio 2008, la Caserma sede del Comando Stazione Carabinieri di Gricignano di Aversa (CE) e dal 31 marzo 2010, la Caserma sede del Comando Stazione Carabinieri di Ruffano (LE).

La portata di un gesto come quello di Giovanni DE GIORGI dovrebbe essere un valido spunto di riflessione a tutte le generazioni per l’esempio di lealtà, fermezza, coraggio, decisione e professionalità, doti sicuramente non comuni per qualsiasi ragazzo ventitreenne e ancor meno al giorno d’oggi; un giovane Uomo nato e cresciuto nella nostra terra e che da grande Carabiniere ha contribuito a dare lustro a quegli ideali di sicurezza e legalità che le Forze Armate vogliono infondere.

 Lui sicuramente con eterna dedizione continua a svolgere il suo “servizio” vegliando dai cieli sul nostro quartiere.

Il ricorso a figure come la Sua dovrebbe essere il primo esempio da ricordare nell’opera di rivoluzione culturale che da sempre si auspica nel Rione San Luca Fulcignano.

Probabilmente il Suo nome insieme con quello del Caporal Maggiore Scelto Massimo VITALIANO, giovane residente del nostro Quartiere vissuto e cresciuto nei dintorni di questa Piazzetta, anche Lui caduto nell’assolvimento del proprio dovere durante la missione “Antica Babilonia” nel 2006, dovrebbero rappresentare quegli esempi di maturità, rettitudine, dedizione, correttezza e lealtà ai propri doveri come Cittadini, Uomini e Militari.

Il Comitato di Quartiere Fulcignano auspica che in futuro tutta la comunità galatonese possa fare tesoro sempre di più del Loro esempio, promuovendo e facendo conoscere le persone splendide che erano prima ancora che fossero donate alla memoria comune quali rappresentanti dei sacri valori della Nazione.

Per il Quartiere Fulcignano sono e rimarranno sempre esempi vicini e familiari di valori da insegnare e perseguire con i cittadini di oggi e delle generazioni future.

 

Giovanni De Giorgi e Massimo Vitaliano

Giovanni De Giorgi e Massimo Vitaliano

 

Galatone, 4 novembre 2018

 

                                                                       Il Comitato di Quartiere Fulcignano

 

In allegato l’articolo in formato PDF:

4 Novembre La Storia vista da un Quartiere