Nonni e nipotini

“La Postilla” n. 217 di Enrico Longo, editoriale di sabato 25 aprile 2020 dal titolo Nonni e nipotini” – Video di Mauro Longo

 

LA POSTILLA N. 217

Nonni e nipotini

Sono in evidente fibrillazione i nonni. E lo sono certamente anch’io, che sono nonno a tempo pieno e a tutto campo. Le mie nipotine mi mancano, fisicamente almeno, perché nei pensieri sono sempre e costantemente al primo posto. Siamo, dunque, in crisi. Io qui ne scrivo e ne scrivono in tanti, sulle pagine dei social e nei commenti.

I nonni soffrono tanto per la lontananza dai nipotini e lo vanno gridando, forse sperando che la loro voce giunga lontano e contribuisca a ridurre i tempi del ritorno alla normalità.

In tanti si rivolgono a me perché ne dica qualcosa, uno è giunto addirittura a inviarmi una poesia, tra l’altro temendo di sottrarmi tempo e scusandosi per il disturbo, senza pensare che invece la lettura di quei versi, profondi nella loro semplicità, mi tornavano gradevoli e rasserenanti.

Ma non sono soltanto i nonni a sentire un senso di vuoto e di mancanza.

Eguali sensazioni avvertono i nipotini che nei rari momenti in cui è possibile vederli, da lontano e per pochi attimi, appaiono confusi, timidi, incerti o, all’opposto, si lasciano andare a manifestazioni di gioia esagerata e incontrollata. Manifestazioni che solo in apparenza possono apparire di segno opposto, ma che invece tradiscono lo stesso malessere e l’evidente bisogno di rivivere le felici esperienze di qualche mese fa.

Vivono un certo disagio i bambini, che si son visti privati da un giorno all’altro di aspetti fondamentali della loro esperienza di vita.

Hanno visto svanire i giochi con i cuginetti, i compagni di scuola, le maestre, le visite dei parenti e degli amici.

E soprattutto sono stati privati della presenza dei nonni, di quei momenti unici e pienamente appaganti, che solo la loro presenza sa dare. Non ho alcun dubbio nel dire che l’interruzione del rapporto nonni-nipotini rappresenti un problema di non secondaria importanza, una deprivazione affettiva che solo in parte può essere superata dall’intensificarsi della presenza dei genitori, soprattutto se i tempi dovessero di molto allungarsi.

Fondamentale e insostituibile la presenza dei genitori, le prime figure educative, i punti di riferimento fondamentali per i bambini nel processo di crescita e nello sviluppo delle varie dimensioni: affettive, emotive, intellettuali, morali. Dai genitori i bambini ricevono gli indirizzi e le regole nei vari campi dell’esperienza. L’azione educativa dei genitori, infatti, segue un percorso intenzionale e sistematico nella costruzione della persona.

Il rapporto coi nonni, fondamentalmente affettivo, è, al contrario, totalizzante, assoluto, senza regole. Il nonno asseconda qualunque desiderio, si assoggetta a ogni richiesta. Senza limiti né programmi, a breve o a lungo termine.

È troppo prezioso il tempo a disposizione, che è sempre ridotto, contenuto e che va sfruttato al meglio. Un rapporto denso, concentrato, non so come dire, che va consumato nel breve tempo cercando di non perdere nulla del possibile.

Il nipotino ti può saltare tra le ginocchia, scompigliarti i capelli, colorarti il viso, mettere a soqquadro la casa, rivoluzionare l’ordine delle cose, saltare sul letto, danzare sulla poltrona.…. Tutto è lecito e nulla è vietato.

Nelle festose ricorrenze nonni e nipotini fanno parte a sé, si perdono nei loro programmi, incuranti di tutto e di tutti. Anche degli sguardi preoccupati e severi dei genitori, che temono per l’incolumità del nonno e soprattutto per le evidenti trasgressioni alle regole pazientemente inculcate. Ma i bambini non ascoltano e il nonno, che spesso non si accosta neppure ai piatti, finge di non vedere: si perde nella beatitudine di quei momenti, tanto intensi e tanto attesi.

Un rapporto senza regole quello tra nonni e nipotini e quindi antieducativo? Un rapporto che crea ostacoli a quello regolare e regolato dei genitori?

Assolutamente no. Direi che invece è un rapporto importante e necessario per una esperienza educativa completa. Un rapporto diverso ma che si integra con quello dei genitori e del quale i bambini hanno immenso bisogno.

Essi debbono crescere certamente secondo un regolare processo nel senso dell’autonomia, del rispetto delle regole, della conoscenza, della socialità, della moralità. E in tale percorso i genitori sono gli attori principali, prima da soli poi in integrazione con la scuola. Ma i bambini hanno, di tanto in tanto, la necessità di un rapporto senza vincolo alcuno, di dar libero sfogo alla naturale esplosività, di sentirsi al centro delle attenzioni, di recuperare libertà e pienezza. Un’evasione, un momento di sfrenatezza, di gioia piena, di anarchia se vogliamo, che la pazienza e l’amore dei nonni sanno loro consentire.

È come recuperare la piena natura di bambino, la gioia più sfrenata e completa, che li rende più carichi e disponibili per la normale vita di ogni giorno, dove sarà necessario coniugare libertà e rispetto delle regole, gioco e impegno. È un bisogno, questo, profondamente avvertito dai bambini e per loro tanto utile e prezioso.

Ecco, è questo che sta mancando oggi ai nostri nipotini, eroi inconsapevoli della situazione: sta mancando la normale consuetudine con i nonni. Sappiano i genitori sopperire al meglio ai loro bisogni, nella speranza che tale triste situazione possa al più presto finire e che si possa finalmente tornare alla salutare normalità.

Enrico Longo

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