CHI NON HA RISPOSTE SI AGGRAPPA ALL’INSULTO

Conoscendo il tenore e il bagaglio argomentativo del nostro Sindaco e sodali, era facile presagire i contenuti (si fa per dire) delle loro reazioni a quanto da noi veicolato su stampa e social circa la sonora Determina regionale che, piaccia o meno, conferma ciò che sempre, inascoltati, abbiamo sostenuto: IL PROGETTO PIANO COSTE  E’ INADEGUATO. Incontrovertibile, non c’è    propaganda che tenga.

Non avendo elementi per sostenere la bontà del progetto  (lo hanno dimostrato fuggendo dal confronto pubblico organizzato sul tema in data 17 maggio), ora insultano e si concentrano sul termine “bocciatura”. Che bravi!

Fingono di non capire che la “bocciatura” (giusta titolazione del giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno)   non ha per noi alcuna accezione burocratica e procedurale. Sappiamo benissimo che l’iter è in corso e ne conosciamo altrettanto bene le normative, che abbiamo puntualmente richiamato nelle osservazioni pubbliche a cui l’Amministrazione non ha creduto o saputo rispondere e a cui dovrà comunque, per legge, controdedurre.

Ci riferiamo all’approccio, allo sviluppo e alle conclusioni del progetto, che risultano di segno diametralmente opposto al testo della Determina regionale.

Il progetto mira infatti a sostenere, con passaggi a dir poco imbarazzanti, l’inopportunità di ulteriori approfondimenti, e quindi di valutazione appropriata.

Invece la Regione certifica la fondatezza delle nostre obiezioni con una dura censura che inchioda l’Amministrazione  su ciò che ha tentato di eludere. È  il risultato che NOI speravamo per il bene del nostro Patrimonio.

Non occorre aggiungere altro. È  tutto scritto nelle carte. È  lì che restano scolpite le “competenze”. Il Sig. Sindaco (con l’aiuto dei sodali) si informi e soprattutto si adegui (in senso progettuale).

Per far capire anche ai non addetti ai lavori come stanno i fatti e dove alberga l’incompetenza, basta accostare le conclusioni del progetto con quelle della Determina regionale.

Dal progetto:

gli impatti negativi del Piano sull’ambiente naturale esistente sono minimi se non addirittura nulli… La possibilità che si verifichino impatti negativi sulla costa interessata è, come anzidetto, remota… L’impatto totale di tutti gli impatti negativi in contemporanea non porterebbe, comunque, ad una situazione critica e/o irreversibile…..La sommatoria degli impatti positivi, d’altro canto, porterebbe ad un miglioramento sensibile della costa galatonese… Per quanto detto finora, NON SI RITIENE OPPORTUNO PROSEGUIRE CON LE SUCCESSIVE FASI DELLE VALUTAZIONE DI INCIDENZA”.

Dalle conclusioni regionali:

“…sulla base degli elementi contenuti nella documentazione presentata e a conclusione della procedura di screening di incidenza, si ritiene che le previsioni del Piano in esame, non direttamente connesso con la gestione e conservazione della ZSC “Montagna Spaccata e Rupi di San Mauro” possano determinare incidenze significative ovvero pregiudicare il mantenimento dell’integrità del Sito con riferimento agli specifici obiettivi di conservazione definiti per la ZSC e alle Misure di conservazione relative agli habitat e alle specie ivi presenti e che pertanto sia necessario richiedere l’attivazione della procedura di valutazione appropriata…”

Serve altro? Per non parlare delle incongruenze e contraddizioni riportate nel progetto! Le abbiamo evidenziate nelle nostre osservazioni senza che alcun “competente” ne abbia smentita una sola. Attendiamo fiduciosi.

Ah, dimenticavamo.

Caro Sindaco (e sodali), avete approvato con procedura paesaggistica semplificata, nonchè realizzato e allegramente utilizzato le cosiddette piattaforme “sperimentali” e connessi manufatti. Ora una domanda: Voi che conoscete a menadito le normative, avete acquisito la V.Inc.A, prima di cantierizzare le opere?  I Vostri Avvocati di fiducia Vi hanno spiegato che tale valutazione è necessaria e inderogabile, a prescindere dalla precarietà dei manufatti previsti e dalla significatività dei relativi effetti?

Infatti il Consiglio di Stato, con sentenza Sez. IV, 13 settembre 2017, n. 4327, ha ribadito che la procedura di V.Inc.A. deve essere applicata PER TUTTI I PIANI E PROGETTI che ricadano all’interno delle aree naturali protette di cui alla Rete Natura 2000 (S.I.C., Z.P.S., Z.S.C.) ovvero ricadano all’esterno, ma possano avere effetti significativi su di esse.

L’art. 6, par. 3, della direttiva n. 92/43/CEE indica chiaramente che, nella considerazione della sussistenza della probabilità o rischio di effetti negativi sugli ecosistemi protetti, dev’essere applicato il principio di precauzione (art. 191 T.F.U.E. versione consolidata, art. 3 ter del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.): “le autorità nazionali competenti danno il loro accordo su tale piano o progetto soltanto dopo aver avuto la certezza che esso non pregiudicherà l’integrità del sito in causa”. Si tratta di giurisprudenza europea e nazionale ormai costante.

Ora, Sig. Sindaco, se l’intervento“sperimentale” non fosse corredato e legittimato dalla Valutazione di Incidenza Ambientale, saremmo in presenza di una grave violazione urbanistica, ambientale e procedurale, perpetrata dall’Organo Comunale all’interno di un ecosistema protetto di patrimonio comunitario. Lo sa, vero? Ci può tranquillizzare su questo?

Scusi ancora: Domenica 8 c.m. sui nostri scogli avremo la Crazy Roll Band e Djset soul funk disco mambo, nell’evento “musica al tramonto”. Ci dica: con il sole tramonterà anche la Del. G.M. n. 95 del 20/03/2019? Quella in cui VOI avete stabilito “che nelle aree oggetto di autorizzazione provvisoria non venga svolta alcuna attività di pubblico spettacolo ”?

Grazie.

                                                                              Arch.  Antonio Zuccalà

                                                                                                                     

                                                                              Arch.  Mariateresa Funtò

                                                                              Ing.    Antonio De Giorgi

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