DOMANDE LEGITTIME O NO ?

Quanto accaduto durante il Consiglio Comunale del 25 è a dir poco imbarazzante.

Ingiustificabile l’assenza del consigliere Nisi, non fosse altro per chiarire la sua posizione in merito al parere favorevole espresso per l ‘autorizzazione unica del progetto che ha consentito la realizzazione della stazione di trasferenza e per fare luce  su come mai non sia stato dato seguito alla delibera della sua giunta del 2017, con la quale si proponeva un ulteriore monitoraggio per il sito Cave Marra, oltre a quello che la società doveva garantire.

Chi è rappresentante dei cittadini non può essere assente in un momento così delicato per la comunità tutta, né si può abbandonare il campo del confronto; trattamenti iniqui vanno denunciati a chi di competenza, ma poi si accetta il confronto  e si cerca di dare il proprio contributo.

Il silenzio prima, durante e il successivo abbandono del Consiglio Comunale da parte del consigliere comunale, nonché  consigliere provinciale, Giovanni Tundo ha dell’incredibile. Il massimo rappresentante dei cittadini  galatonesi a livello provinciale non ha sentito e non sente il dovere di profferire una sillaba su una questione che vede coinvolta la Provincia in prima persona. Neanche a prendersi l’impegno di incalzare l’istituzione di cui fa parte per garantire ai cittadini del suo paese la sicurezza dal punto di vista della salute. Niente. Un silenzio che ha fatto e fa molto rumore, che sa tanto di tradimento delle funzioni stesse di consigliere provinciale, in primis quella di garantire il rispetto delle regole e di tutelare la salute dei cittadini.

A questo punto ci sarebbe da chiedersi: il consigliere Tundo chi rappresenta? Se stesso?

Il Consiglio è stato utile perché ha fatto emergere degli aspetti piuttosto inquietanti e che la stessa opposizione avrebbe potuto rimarcare.

Fermo restando la validità dell’azione dell’Amministrazione nel bloccare la trasferenza di FORSU di 4 ARO della provincia presso il sito Cave Marra a Galatone e l’impegno a non concedere ulteriori ampliamenti alla ditta, molte richieste sono rimaste comunque inevase, pur essendo state già da tempo sottoposte all’attenzione del Sindaco e dell’assessore Bove. Il fatto che perduri il silenzio è preoccupante.

  1. È stata chiesta la delocalizzazione dell’impianto Cave Marra e non c’è stata alcuna risposta.
  2. È stato chiesto del contributo CONAI ( il ricavo dalla raccolta di vetro plastica e carta) e non è stata data alcuna risposta.
  3. Sono state sottolineate, per l’ennesima volta, le inadempienze del nuovo gestore ( esempio le compostiere) e anziché assicurare l’applicazione delle sanzioni previste nel contratto, l’ assessore Bove ha giustificato il mancato servizio con il fatto che “ è stato avviato da poco e quindi bisogna comprendere”. Se il cittadino abbandona i rifiuti è giustamente sanzionato; se il gestore non garantisce il servizio “ bisogna comprendere”. In altri comuni limitrofi (leggi Gallipoli), il gestore della raccolta differenziata viene multato per il disservizio.
  4. Sono emerse tutte le difficoltà nel controllare l’attività di conferimento, ma non è stato assunto alcun impegno né è stata indicata una strategia per verificare il rispetto delle prescrizioni.
  5. È stato sottolineato il limite della decisione di attribuire a Cave Marra il ruolo di controllato e controllore.

Per questo è stato chiesto per quale motivo non si sia dato seguito alla delibera del marzo 2017 che prevedeva un ulteriore monitoraggio dell’aria. Non è stata data risposta.

  1. È stato chiesto al Presidente della Provincia di far avere i risultati delle analisi dell’aria effettuate nel 2017. Ha risposto che solleciterà.
  2. Nell’Autorizzazione unica la società Cave Marra Ecologia deve  effettuare monitoraggio nei periodi di massima attività dell’insediamento al fine di attestare la compatibilità dell’insediamento ai valori limite acustici normativi.

Sempre Cave Marra Ecologia, deve  monitorare, nel periodo luglio-agosto, le emissioni odorigene.

Delle 37 sostanze da monitorare molte risultano tossiche ed altre  addirittura cancerogene.

Proprio per questo motivo sono stati chiesti i dati dei monitoraggi dell’aria relativi agli anni 2017 e 2018 che la società era tenuta ad effettuare. Non  è stata data risposta.

Ad oggi non sappiamo quale sia il livello di tali  sostanze presenti nell’aria che respiriamo.

  1. Sono stati richiesti maggiori controlli per la tutela della salute dei cittadini. Non è stata data risposta.

Non si chiedeva di assumere delle decisioni nell’immediato, ma almeno un impegno a discuterne nelle sedi appropriate. Al di là della disponibilità a realizzare un’app che possa contenere tutte le informazioni di carattere ambientale, per il resto… silenzio assoluto.

È in gioco la salute dei cittadini, così come lo era per l’amianto.

Infine, a quando l’istituzione del registro dei tumori, che pure era stato promesso?

Nel frattempo, smentendo l’assessore Bove, comuni non facenti parte dell’ARO 6 continuano a conferire l’umido presso l’impianto  Cave Marra.

        GALATONE BENE COMUNE

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