Galatone Città dell’Ambiente – “La Postilla” n. 215

“La Postilla” n. 215 di Enrico Longo, editoriale di domenica 7 aprile 2019 dal titolo “Galatone Città dell’Ambiente”– Video di Mauro Longo

“La Postilla” n. 215

Galatone Città dell’Ambiente

E dunque la Giustizia ha fatto Giustizia.

Sbugiardate e condannate le cattive intenzioni di chi non si curava di attentare alla salute della gente galatea, promettendo ricchezza e benessere.

In realtà si andava consumando un tentativo di truffa di malintenzionati per i quali la salute dell’ambiente e delle persone non avevano alcuna importanza.

Bene.

Non si erano ancora diffuse le prime notizie della sentenza, che partiti e personaggi politici locali si sono sentiti in dovere di scendere in campo pro domo sua.

Per difendere o esaltare le proprie posizioni e, nello stesso tempo, per mettere in cattiva luce la posizione degli altri.

L’ambiente, che era stato il tema principale della campagna elettorale, è ritornato ad essere strumento per guadagnare la scena, per restare o divenire personaggio, per porre le basi del consenso e di auspicati futuri successi elettorali.

La Postilla che della “vexata quaestio” fu sin dall’inizio attenta testimone e canale d’informazione, dopo aver accolto le parole di tutti attraverso i comunicati giunti in redazione, sente il bisogno di dire la sua.

La storia della Centrale a Biogas è ormai nota e arcinota, non ha bisogno di essere ancora ripetuta e riempita di particolari inediti, che in fondo non ci sono.

L’unica cosa che resta da dire è che all’epoca dei fatti si cercò di consumare una truffa ai danni dei cittadini di Galatone e che furono soprattutto i cittadini di Galatone a reagire con forza e decisione.

Riempirono più volte le piazze, dove uomini e donne a migliaia gridarono la ferma opposizione a quel mostro che minacciava di violentare il territorio in maniera radicale e definitiva, di ammorbare le acque e l’aria, di mettere a rischio la salute delle persone, di pregiudicare il benessere e il futuro delle giovani generazioni.

A centinaia si recarono presso il sito dell’ecomostro per vederlo da vicino, per toccare con mano i danni che già si potevano constatare e respirare le maleodoranti esalazioni.

Sono ancora davanti a me le immagini dei cartelloni e dei manifesti che sottolineavano tutto questo.

Sento ancora le grida di disperazione di quanti denunciavano  malattie o decessi sopportati nella propria famiglia.

 La rabbia e gli appelli accorati a fare qualcosa, raccolti da un comitato di cittadini sensibili e responsabili.

Non ci furono particolari eroi in quella vicenda.

Fu la cittadinanza galatea la vera protagonista di quelle giornate di protesta e ad essa soltanto spetta il legittimo diritto di gioire per la sentenza del Tribunale.

Nessun partito, nessun  personaggio cerchi di avocare a sé onori e meriti.

Nessuno continui a speculare su una vicenda che rappresenta la più importante vittoria della partecipazione e dell’impegno civile.

Enrico Longo

domenica, 7 aprile 2019

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