IL MISTERO DEL SITO CAVE MARRA

IL MISTERO DEL SITO CAVE MARRA

IL MISTERO DEL SITO CAVE MARRA

PERCHÉ I CITTADINI SAPPIANO

Nel 2007 Cave Marra Ecologia s.r.l. presenta progetto per un impianto di messa in riserva e deposito preliminare di rifiuti in contrada Murrone.

Nel Consiglio Comunale del 9 novembre 2007 esponenti dell’opposizione si dichiarano contrari alla localizzazione dell’impianto adducendo che la stessa Provincia ha indicato come località più idonea per un simile impianto l’area industriale. Si evidenziano i problemi di traffico e di sicurezza, di inquinamento e di salute.

La maggioranza esprime parere favorevole e nessuno si oppone. Iniziative quali il coinvolgimento della popolazione e il ricorso al TAR, dichiarate in Consiglio, svaniscono nel nulla.

Va sottolineato che già nel 2007 insiste sull’area di progetto un vasto scavo non autorizzato, ma tale violazione urbanistica sfugge a maggioranza e opposizione.

2007– sequestro del sito da parte del NOE per gestione illecita dei rifiuti . Sindaco, assessori e consiglieri ignorano o tacciono.

2007/2009 – il fosso abusivo copre ormai circa 6 mila m2 ed è profondo circa 8 metri. Sindaco, assessori e consiglieri ignorano o tacciono.

2010 – viene rilasciata alla ditta Cave Marra l’Autorizzazione Unica Provinciale, ma i relativi elaborati progettuali (che dovrebbero certificare il fedele e completo stato dei luoghi) non riportano né citano il fosso, il quale insiste nel perimetro autorizzativo catastalmente individuato. Sindaco, assessori e consiglieri ignorano o tacciono.

2011a giugno l’Ufficio Minerario Regionale, informato del fosso abusivo da comuni cittadini, impone a Cave Marra il ripristino dello stato dei luoghi entro 180 giorni e l’accensione, a carico della Ditta, di una polizza di 280.000 € da utilizzare da parte del Comune nel caso di mancato adempimento. Sindaco, assessori e consiglieri ignorano o tacciono. Nessuno, in 4 anni, esige l’applicazione dell’ordinanza dell’Ufficio Minerario. Perché?

2012 – altro sequestro da parte del NOE per stoccaggio di rifiuti speciali non pericolosi su area non autorizzata. Sindaco, assessori e consiglieri ignorano o tacciono.

2013 – il Circolo Primo Maggio, poi Galatone Bene Comune, chiede l’applicazione dell’ordinanza dell’Ufficio Minerario Regionale. Nessuno, tra Sindaco, assessori e consiglieri, sostiene la richiesta.

2015 – dopo 4 anni, su insistenza dell’ associazione Galatone Bene Comune, l’Ufficio Minerario Regionale emana nuova diffida costringendo la ditta Cave Marra ad avviare il ripristino dello stato dei luoghi e attribuisce il controllo dei lavori in primis al Comune di Galatone e alla Polizia Municipale.

2014 – Cave Marra s.r.l. presenta progetto che, con autorizzazione concessa, introduce nuovi codici di rifiuti e una stazione di trattamento FORSU (umido). L’associazione Galatone Bene Comune sottolinea tutte le criticità del progetto. Sindaco, assessori e consiglieri ignorano o tacciono.

2017 – con Delibera di Giunta n. 67 del 21.03.2017 viene stabilito il monitoraggio ambientale sul sito Cave Marra. Monitoraggio mai effettuato. Sindaco, assessori e consiglieri ignorano o tacciono.

2018 – nuovo sequestro: il NOE riscontra che nel fosso da colmare vengono riversate illecitamente macerie edilizie. Comune e Polizia Municipale evidentemente non controllano. Sindaco, assessori e consiglieri ignorano o tacciono.

Vale sottolineare che tutti i sequestri per gestione illecita dei rifiuti riguardano la cava abusiva, e questa ricadeva e ricade tuttora in gran parte nel sito aziendale come individuato in sede di Autorizzazione Unica del 2010. Il perimetro dell’area asservita, in assenza di nuovo Atto non può ritenersi modificato a seguito delle sopravvenute variazioni catastali. Contrariamente a quanto affermato dalla Provincia, la cava abusiva insisteva ed insiste tuttora sull’impianto.

2018 – 11 dicembre: nell’incontro pubblico per la presentazione della nuova gestione della raccolta dei rifiuti, l’architetto Imperiale, responsabile dell’ufficio ARO 6 e RUP del nuovo contratto ARO 6, dichiara che la FORSU e l’indifferenziata dei 9 comuni dell’ARO 6 saranno trasferiti presso il sito di Cave Marra sulla Galatone-Galatina, con un aggravio in termini di traffico, emissioni odorigene e salute. Sindaco, assessori e consiglieri non possono più ignorare, ma tacciono.

Nelle tre amministrazioni che si sono succedute dal 2007 ad oggi risultano sempre presenti, a vario titolo, 4 figure:

Nisi Livio, Tundo Giovanni, Bove Roberto e Filoni Flavio.

Nessuno di loro ha mai sollevato obiezioni o avuto ripensamenti circa il sito Cave Marra.
Ben vengano ravvedimenti e interventi a tutela della legalità, della difesa del territorio e della salute dei cittadini.

Ma le responsabilità di quanto accaduto restano.

 

      Sebastiano Zenobini

2 thoughts on “IL MISTERO DEL SITO CAVE MARRA

  1. Di fronte a simile denuncia quale risposta danno i su citati? E le organizzazioni istituzionali che dovrebbero intervenire che fanno? Chi non fa il suo dovere é connivente!

  2. Sindaco Filoni, Assessore Bove, Assessore Pinca… Più che un vostro commento vogliamo vedere un vostro autorevole intervento e presa di distanza da questa connivenza dubbia perpretata da più di 10 anni nella nostra Città. NOI SIAMO SIAMO DIFFERENTI!!! È TEMPO DI FARLO VEDERE!!!

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