Stefano Esposito, studioso e uomo di pace

Stefano Esposito, studioso e storico del II Corpo d'Armata polacco in Italia

Stefano Esposito, studioso e storico del II Corpo d’Armata Polacco in Italia

Si è spento qualche giorno fa Stefano Esposito, un salentino di Matino, grande conoscitore e ricercatore appassionato della gloriosa storia del II corpo d’armata comandato dal leggendario generale Wadislaw Anders, presente negli anni del secondo conflitto mondiale in tanti comuni del Salento.

Non gli ho mai chiesto come fosse nata in lui la passione perché non ne ho mai avuto il tempo. Ogni nostro incontro, infatti, dopo i brevi convenevoli era subito pienamente assorbito dalle narrazioni sull’unico argomento che occupava la sua mente. Una conoscenza approfondita e puntuale di ogni evento e personaggio, dei passaggi dei militari nelle varie zone d’Italia, la descrizione dei cimiteri italiani di Montecassino, Bologna, Loreto, Casamassima dove riposano tante vittime del glorioso II corpo d’armata, e poi, in particolare, la mai conchiusa ricerca sulla sua presenza nel territorio salentino. Una presenza che molti hanno lasciato a uno sbiadito ricordo, ma che Stefano voleva che fosse trasmessa alle nuove generazioni perché non si interrompesse la linea della storia e si conservasse la gratitudine nei confronti di un popolo amico.

Dunque, lunghe narrazioni e l’invito a prendere visione di una miriade di fotografie dell’epoca che testimoniavano la presenza dei militari polacchi, la figura del generale Anders e di alti ufficiali, le scuole di formazione volute dal generale per i suoi soldati che a causa degli impegni militari non avevano potuto frequentare regolari corsi di studio. Scuole nate con la collaborazione con il nostro ministero dell’istruzione, che furono organizzate ad Alessano, a Matino, a Gallipoli, a Lecce, nella nostra Galatone, nell’edificio di via XX Settembre. Molte fotografie riportavano luoghi e palazzi non identificati, per i quali andava cercando persone che potessero squarciare gli ultimi veli dei dubbi e delle incertezze in tutti i centri della provincia. Queste foto me le mostrava con orgoglio e con ossessione in ogni incontro. In una occasione trascorremmo una intera mezza giornata nella sua casa di Matino, dov’era il grosso del materiale fotografico, gelosamente conservato. Una notevole conoscenza storica, una passione incredibile e un importantissimo patrimonio documentale su un periodo di notevole importanza della nostra storia nazionale.

Il Portavoce incontra a Lecce Teresa Zaniewska Marta Cywinska e Wojtek Pankiewicz

“Il Portavoce” incontra a Lecce Teresa Zaniewska, Marta Cywinska e Wojtek Pankiewicz

L’incontro con Stefano Esposito rappresentò per me e per la webtv per la quale allora operavo un momento di svolta. Sulla questione della presenza polacca organizzai alcune puntate della mia rubrica “Il Portavoce”. Nella prima occasione, a Lecce furono ospiti Teresa Zaniewska e Marta Cywinska, rispettivamente una docente dell’Università di Varsavia e una poetessa  polacca, venute per l’annuale celebrazione nel cimitero di Casamassima e il prof. Wojtek Pankiewicz nella veste di Vice presidente della comunità polacca presente in Italia. Fu una puntata fortunatissima della rubrica e una indimenticabile esperienza che mise in luce il profondo e significativo legame che da sempre unisce il popolo italiano e quello polacco. Successivamente Stefano Esposito mi chiese di incontrare un importante giornalista polacco con tanto di fotografo al seguito venuti per le sue ricerche e infine mi propose la recensione a un libro di poesie di una poetessa italiana di Casamassima, anch’essa studiosa della presenza dell’esercito polacco in Italia.

Fu anche per me, dunque, un intenso periodo di interesse e di studio e di attività sulla webtv.

La notizia della scomparsa di Stefano pertanto rattrista e addolora. Viene a mancare un amico, una persona perbene, un uomo profondamente legato alla sua terra e aperto al mondo. Che odiava la guerra e non concepiva steccati tra le nazioni e che attraverso la ricerca andava creando dei ponti di rispetto e di solidarietà tra due popoli civili e amici da sempre: il popolo italiano e quello polacco.

Un uomo che andrebbe conosciuto meglio e ricordato.

Enrico Longo

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