PARENTOPOLI IN PROVINCIA, IN “BARBA” ALLA MERITOCRAZIA

PARENTOPOLI IN PROVINCIA, IN “BARBA” ALLA MERITOCRAZIA.

PARENTOPOLI IN PROVINCIA, IN “BARBA” ALLA MERITOCRAZIA.

Nell’ultimo Consiglio provinciale del 2017, il 21 dicembre scorso, è stata deliberata la designazione del presidente del C.d.A. dell’Istituto Minorati della Vista “A. Antonacci” di Lecce. I candidati che avevano presentato istanza erano tre e tra questi è stato scelto Gianluigi Tundo.
Nulla di male si potrebbe pensare, peccato si tratti del figlio del Consigliere provinciale Giovanni Tundo, che era presente nel corso della seduta consiliare in questione, ma al momento della discussione dell’argomento si è allontanato dall’Aula.
Quanto è accaduto in Sala consigliare è molto grave, in un periodo in cui la meritocrazia, l’equità, la trasparenza e l’onestà dovrebbero essere dei pilastri fondamentali nello svolgimento dell’ attività pubblica. Vedere ancora una volta queste nomine clientelari fa male, irrita e soprattutto non può se non indignare tutti noi. Fatti di questo genere fanno perdere la fiducia nei confronti della cosa pubblica e la credibilità nelle Istituzioni.
Ed è molto grave che il Consigliere provinciale Giovanni Tundo, vista l’imbarazzante vicenda, non senta il dovere di chiedere scusa pubblicamente e se mai rassegnare le proprie dimissioni. Questo atto di responsabilità, che evidentemente non gli appartiene, sarebbe il minimo nei confronti dei tanti cittadini onesti che vivono con il frutto dei loro sacrifici, dei tanti giovani che magari sono costretti anche ad andare all’estero per trovare la giusta collocazione e risposta ai loro bisogni ma continuano a credere nella trasparenza delle Istituzioni e in uno Stato che dà il giusto valore al merito e non ai nomi.

Partito Democratico Galatone

One thought on “PARENTOPOLI IN PROVINCIA, IN “BARBA” ALLA MERITOCRAZIA

  1. L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI “Luigi”
    Nel teatro inglese, mercé il grande Oscar Wilde, esisteva “L’importanza di chiamarsi Ernesto”.
    Nel teatrino politico italiano, invece, grazie a Maria Elena e a Giovanni, abbiamo scoperto quanto sia importante chiamarsi “Luigi”. Sia nella versione di Pier che di Gian: Pierluigi Boschi sedeva nel fabuloso Cda di Banca Etruria, mentre tra poco Gianluigi Tundo siederà nel Cda dell’Istituto Minorati della Vista “A. Antonacci” di Lecce.
    Dato che ad Arezzo come a Galatone teniamo tutti gli occhi ben aperti sulle vere emergenze della nazione: l’imminente ritorno di Mussolini e dei fascisti, lo “ius soli”, il “suicidio assistito” et similia; siamo tutti concordi nel NON rilevare alcun conflitto di interesse nei suindicati casi dei “Luigi”:
    Pier & Gian.
    Così come siamo tutti pronti a giurare e a mettere la mano sul fuoco per l’illibatezza di Cicciolina.
    E’ la stupefacente fortuna di poter ammirare le facce più bronzee dell’Universo!
    Viva la furbizia! Viva la coerenza a giorni alterni! Viva le facce toste!

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