Nel secondo polo vincono saggezza e condivisione

Nel secondo polo vincono saggezza e condivisione

Nel secondo polo vincono saggezza e condivisione

E dunque, dopo un ampio e approfondito dibattito, il Consiglio d’istituto del 2° polo ha deciso, all’unanimità, di rinviare di un anno la decisione per la eventuale adozione della cosiddetta “settimana corta”, che prevede la chiusura della scuola nella giornata del sabato.

Non è sembrato opportuno all’organo amministrativo-gestionale di opporsi alla decisione contraria del Collegio dei docenti, che si era espresso sulla base di valutazioni di natura eminentemente educativa e didattica, che tenevano nella giusta attenzione anzitutto i modi e i tempi dell’apprendimento degli allievi. L’organo collegiale, peraltro, non ha mancato di considerare le diffuse perplessità e incertezze di non pochi genitori, i più attenti e sensibili, dovute certamente alla mancanza di una preventiva informazione approfondita e puntuale. Nessun rilievo poteva dunque avere l’esito del sondaggio, effettuato, peraltro, in maniera incomprensibilmente affrettata e secondo modalità non rigorose e controllate.

L’unica scuola che adotterà la settimana corta sarà la scuola dell’infanzia; per la scuola primaria e secondaria se ne tornerà a parlare tra un anno, quando risulteranno più chiari tutti gli elementi della non semplice questione e, soprattutto, gli effetti che l’adozione dei diversi modelli di tempo scuola possono avere sul benessere psicofisico degli allievi e sulla qualità della didattica.

Nel frattempo però, molto responsabilmente, sarà necessario avviare uno scrupoloso processo di avvicinamento alla decisione che, secondo i componenti del consiglio d’istituto, deve prevedere una migliore intesa e condivisione tra le varie componenti della scuola, la conoscenza del pensiero e dei bisogni dei docenti e una maggiore chiarezza intorno alle varie ipotesi di organizzazione didattica. Risposte precise vengono inoltre attese dall’amministrazione comunale, in particolare sulle ragioni che l’hanno indotta a fare pressione sulle scuole in favore della nuova organizzazione scolastica.

Serie, giuste e responsabili le motivazioni e saggia la conseguente decisione.

Degne di ogni apprezzamento, in particolare, l’attenzione e il rispetto che il Consiglio d’istituto, organo amministrativo-gestionale, ha mostrato nei confronti dei docenti, dei quali ha riconosciuto l’assoluta primazìa in ordine alle questioni educative e didattiche. E non c’è alcun dubbio, a tal proposito, che il tempo scuola sia parte importante e decisiva della didattica e, come tale, non può non declinarsi sulla base dei tempi e dei modi dell’apprendimento.

Il secondo polo, anche per questa decisione, merita il plauso e la fiducia delle famiglie e dell’intera cittadinanza. La settimana corta ha ragione di esistere in presenza di un’organizzazione didattica che preveda il tempo pieno o il tempo prolungato, quando, cioè, si possano assicurare momenti distesi con l’alternanza di momenti d’impegno e di esperienze più leggere; insostenibile appare, invece, per gli allievi, specie per i più piccoli, quando ci si limiti semplicemente a spalmare il monte orario (30 ore per la media e 27 per la primaria) in soli cinque giorni nell’unico turno antimeridiano. In tali casi si sottopone l’allievo a sicuro stress, che può essere contenuto soltanto limitando il tempo dell’apprendimento con ripetute “soste” e conseguente depauperamento dell’esperienza educativa.

Il sindaco Filoni, raggiunto telefonicamente, pur manifestando qualche perplessità circa la diversità organizzativa tra le scuole dei due poli che potrebbe creare difficoltà per i servizi dovuti, ha mostrato di comprendere le ragioni della decisione, convenendo anche lui sulla necessità di maggiore approfondimento delle questioni e sull’importanza che va data alle ragioni educative e didattiche. Probabilmente si deve tornare a discutere, possibilmente tutti insieme, le scuole e l’amministrazione, per addivenire a decisioni omogenee e concordate. Magari invitando a fare un passo indietro alle scuole del primo polo, dove, come risulta, i docenti non erano certamente convinti e concordi.

Enrico Longo

One thought on “Nel secondo polo vincono saggezza e condivisione

  1. Se la scuola primaria non adotterà la settimana corta,non capisco perché la scuola dellinfanzia si.e perché si chiede al primo polo di tornare indietro?

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