FINALMENTE È EMERSA LA VERITÀ SULLE POLITICHE AMBIENTALI

 

FINALMENTE È EMERSA LA VERITÀ SULLE POLITICHE AMBIENTALI

FINALMENTE È EMERSA LA VERITÀ SULLE POLITICHE AMBIENTALI

L’ampio dibattito di questa sera in Consiglio Comunale ha consentito finalmente di fare chiarezza sul termine “moratoria” e sulle reali competenze del Comune e del Sindaco di una città.

L’amministrazione comunale propone un atto di indirizzo per l’approvazione di una moratoria, che in realtà è una richiesta di moratoria da inviare agli enti sovracomunali quale tentativo di impedire o almeno limitare il possibile insediamento di impianti impattanti sul nostro territorio, già compromesso. Si tratta di puro indirizzo politico che esprime una volontà della città a non consentire tali tipologie di impianti ma non è un divieto che può prescindere dalle decisioni Regionali e Ministeriali, quali organi competenti in materia ambientale secondo la legge.

È chiaro dunque che un Sindaco e un’amministrazione non hanno potere di impedire l’insediamento degli impianti ma di prevedere nel PUG, come già previsto dalla precedente amministrazione, norme che costituiscano una moratoria per la collocazione di nuovi impianti, ma non impedirli.

La moratoria così concepita rappresenta, quindi, uno strumento teso ad evidenziare la sensibilità della Città sui temi ambientali con l’auspicio che le sue necessità possano essere recepite da chi di competenza, Regioni e Governo.

Allo stesso modo è stata fatta chiarezza sul fatto che un parere tecnico, e non politico come sempre si è tentato di far credere, favorevole o no, ha valore solo consultivo e non decisionale sulla collocazione e grandezza degli impianti. Si evince dunque chiaramente e con constatazione unanime che le responsabilità di tipo amministrativo nei confronti dell’ex Sindaco e della sua giunta erano eccessive e fuori competenze.

Inoltre nella delibera si riporta l’intenzione dell’AC di avviare un Osservatorio della Salute Pubblica per raccogliere in maniera scientifica dati e nessi di causalità tra malattia e danni ambientali.

L’opposizione ha fatto notare che un mero raccoglitore di dati sarebbe inutile essendo già attivi quelli della sanità, che i dati possono essere considerati scientifici nel momento in cui costituiscono un campione statisticamente significativo con il quale poter condurre dei mirati studi epidemiologici che devono essere necessariamente svolti da ricercatori del settore, supportati da finanziamenti ed enti accreditati alla ricerca, e che la raccolta di dati non può indicare il nesso di causalità in quanto trattandosi di patologie cronico-degenerative non hanno etiologia specifica ma provengono da una serie di concause non ancora completamente identificate e da pattern genetici definiti. Per questo è necessario un lavoro approfondito e consapevole, e non così semplicistico e approssimativo, perché uno strumento del genere possa essere costituito ed avere una reale utilità.

Nonostante tutto, e nonostante tutti gli attacchi subiti per le problematiche ambientali, certamente di evidente e indubbia importanza, sia come gruppi politici che come cittadini non possiamo non essere a favore di un tentativo, se pur poco probabile, di ottenere grazia in campo ambientale e preservare la salute del territorio e dei cittadini.

Per questo motivo la delibera è stata approvata all’unanimità, auspicando che nel futuro ogni comunità possa avere gli strumenti necessari per difendere il proprio territorio e decidere per esso, senza dover combattere battaglie importanti che ci vedono sempre soccombere….dall’amianto alla TAP.

I Consiglieri di Minoranza

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