Una “casa” per Antonio De Ferrariis

Una “casa” per Antonio De Ferrariis

Una “casa” per Antonio De Ferrariis

È tempo che il Galateo abbia definitivamente una “casa”: un giusto e appropriato riconoscimento ad un concittadino che ha dato lustro a tutta la comunità sarebbe il destinare, in maniera permanente, un apposito spazio che possa contenere i suoi scritti, tutto ciò che nel corso del tempo è stato proposto da vari esperti sulla sua figura e sulle sue opere, una ricostruzione del periodo storico in cui è vissuto per una migliore contestualizzazione della sua persona.

Questa la proposta che l’associazione Galatone Bene Comune ha esteso al Sindaco, alla Giunta e a tutto il Consiglio Comunale.

La proposta è coerente con il programma presentato nelle recenti amministrative, nel quale era stata avanzata l’idea di un museo interattivo, anche in virtù del fatto che Galatone risulta essere uno dei pochi paesi del circondario a non avere un proprio museo che “racconti” la storia del territorio e della comunità galatonese.

A conclusione del cinquecentenario della morte di Antonio De Ferrariis, medico e uomo di cultura, la figura più illustre della comunità galatonese, non a caso definito da Francesco Tateo “il più notevole propugnatore dell’Umanesimo in Puglia”, e dopo Le Giornate Galateane del 1969 e il convegno e la mostra del 2001,

lo spazio da dedicare al Galateo ( che potrebbe essere all’interno del Palazzo Marchesale, visto il carattere museale che la struttura sta assumendo: infatti, già contiene la riproduzione delle macchine di Leonardo e il Museo della radio) non dovrebbe essere semplicemente il luogo della celebrazione e della testimonianza passiva, ma il centro vivo della promozione continua delle sue opere, dei valori in esse espressi e del suo pensiero, perché possa continuare ad essere da stimolo per le nuove generazioni e contribuire alla loro formazione e rientrare anche in un più ampio progetto di “turismo culturale e storico” che caratterizzi ulteriormente la nostra città.

Un progetto che, in futuro, possa comprendere anche i reperti della grotta dei Cappuccini (risalenti al III millennio A.C.), rinvenuti nel corso degli scavi condotti tra il 1981 e 1988 sotto la direzione del professore Giuliano Cremonesi; reperti già oggetto di una mostra nel 2005.

Non ci si può limitare soltanto al recupero di beni storici, ma occorre rendere tali luoghi sede di una cultura che sia riscoperta e valorizzata di continuo, per un sapere che faccia da ponte tra passato e presente.

Galatone, 30/8/2017

  Il rappresentante

Sebastiano Zenobini

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