Nisi su sequestro discarica di materiali contenente amianto

Nisi su sequestro discarica di materiali contenente amianto

Nisi su sequestro discarica di materiali contenente amianto

«Abbiamo fatto bene a non abbassare mai la guardia, ma siamo preoccupati per la superficialità con cui la nuova amministrazione affronta la questione della discarica in località “Vignali-Castellino”». Ha atteso la presa di posizione del neo sindaco Flavio Filoni, l’ex sindaco di Galatone, Livio Nisi, prima di commentare quanto emerso da notizie di stampa in relazione al sequestro della discarica per lo smaltimento di inerti contenenti amianto. «Da quanto si apprende dalla stampa la discarica è stata sequestrata per problemi connessi alla gestione – puntualizza Nisi – e posso serenamente affermare che in qualità di sindaco ho messo in atto tutte le misure necessarie a tenere alta l’attenzione sulla discarica». Poi punta decisamente il dito: «L’attuale sindaco ha parlato di serio e concreto rischio per la salute, ma l’unica cosa a cui ha pensato non è come tutelarla bensì il costituirsi parte civile in un eventuale processo. Filoni dimentica che oggi non si trova all’opposizione, governa Galatone ed è la massima autorità sanitaria sul territorio: cosa aspetta a chiedere immediati monitoraggi per verificare la salubrità dell’aria, del suolo e dell’acqua? Noi li abbiamo sempre fatti e se l’amministrazione ha bisogno di aiuto siamo pronti a collaborare per il bene superiore che è la tutela della salute dei cittadini».
Si toglie qualche sassolino dalle scarpe, Nisi, oggi consigliere comunale di opposizione, che per tutta la campagna elettorale è stato oggetto di pesanti strali da parte del centrosinistra e dall’allora candidato sindaco proprio sui temi della tutela dell’ambiente. Ricorda l’azione di costante vigilanza che la sua amministrazione ha esercitato sull’attività svolta nella discarica oggi oggetto del sequestro della Procura di Lecce e su tutti gli impianti a potenziale rischio inquinamento. Fu proprio l’allora sindaco Nisi, infatti, a inviare alla Procura di Lecce la denuncia fatta dal comitato a difesa dell’ambiente su presunte irregolarità nell’iter di autorizzazione per l’aumento di volumetria nella discarica oggi nel mirino. «Non è mai stato sottovalutato nulla – afferma Nisi –, tant’è che da sindaco ho inviato alla Procura quanto affermato dal comitato, ma oggi non è puntato l’indice sull’autorizzazione a cui loro facevano riferimento, bensì alla modalità di stoccaggio del materiale. E, con buona pace di tutti, ricordo che più volte abbiamo sollecitato Arpa, Provincia, la stessa Procura a compiere i passi necessari per monitorare la salubrità dei luoghi. Le risposte ricevute sono sempre state confortanti, ma oggi si apre un nuovo scenario. Se qualcuno ha sbagliato ne risponderà, ma certamente non intendo continuare a prestare il fianco alle costanti calunnie che mi sono state rivolte, in particolare su quella discarica».
E insiste: «L’allora opposizione ha puntato l’indice sull’amministrazione comunale due anni dopo il rilascio dell’autorizzazione per l’ampliamento della volumetria della discarica di Castellino, nel 2014 per l’esattezza, quando si paventò l’arrivo di una nave che avrebbe dovuto conferire una grossa quantità di materiale contenente amianto». L’acme si è raggiunto in campagna elettorale con l’accusa rivolta all’allora sindaco Nisi di essere responsabile dell’aumento dei tumori e della mancata redazione di un Registro tumori comunale. «Quella del Registro tumori comunale è stata una boutade da campagna elettorale – afferma Nisi – senza nessun fondamento legislativo o scientifico, ma l’accusa di una mia presunta responsabilità sull’aumento di questo terribile male non posso accettarla. I miei legali stanno valutando tutta la documentazione riguardante le dichiarazioni fatte sull’argomento e metterò in atto tutte le azioni a tutela della mia dignità di padre, di uomo, di politico e di persona che ha rappresentato il Comune».
E Nisi conclude: «Il centrosinistra non ha mosso un dito quando la Rei ha chiesto l’ampliamento, noi – come amministrazione comunale – abbiamo rilasciato solo un parere tecnico, non vincolante, ma corredato da varie prescrizioni. Le rimostranze del sindaco Filoni sulla mancata limitazione di conferimento di inerti contenenti amianto alla sola provincia di Lecce e a quelle limitrofe, hanno – come al solito – il sapore dell’inutile e pretestuoso proclama. Se ritiene che questa limitazione sia nella sfera di competenza dell’amministrazione comunale proceda, qualora la discarica venga dissequestrata».

 Segreteria Livio NISI

Dichiarazione congiunta del Sindaco e della Giunta sul sequestro della discarica di amianto a Galatone

Dichiarazione congiunta del Sindaco e della Giunta sul sequestro della discarica di amianto a Galatone

Dichiarazione congiunta del Sindaco e della Giunta sul sequestro della discarica di amianto a Galatone

Il sequestro preventivo della discarica di amianto ubicata in contrada Vignali-Castellino è stato operato per l’ipotesi di reato inerente alla violazione delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione provinciale.

L’allarme per il pericolo di aerodispersione dell’amianto è concreto, e questa amministrazione dopo aver attentamente riesaminato tutto il carteggio inerente l’iter autorizzatorio ha appurato che si è in presenza di gravi e reiterate violazioni delle prescrizioni imposte per la salvaguardia della salute pubblica, costituenti appunto titolo di reato per la Procura competente.

Si è inoltre riscontrata una palese incongruenza nelle dichiarazioni contenute nella relazione tecnica del progetto, con le quali si dichiarava che non vi fosse alcun insediamento abitativo o condotta idrica nel raggio di un chilometro dalla discarica. Violazione oltretutto vi è stata anche nei confronti della quantità di amianto, proveniente da altre regioni, conferita nella discarica, che secondo autorizzazione doveva esaudire in prevalenza le esigenze locali e regionali. Infine non esiste alcuna relazione riguardante la densità di stoccaggio che possa permettere di stabilire un’esatta quantificazione e preventiva, e successiva di materiale conferito e conferibile, oltre al fatto che l’iter di adeguamento della discarica stessa ha portato alla presenza di una duplice discarica: una di inerti di 80.000 mc e l’altra adibita allo smaltimento di amianto per 110.000 mc.

Alla luce di tutto questo non possiamo che ritenerci soddisfatti dei sigilli posti dalla Magistratura alla discarica. Questo significa che per tutti questi mesi abbiamo avuto ragione nel portare avanti la nostra battaglia per avere finalmente una Galatone libera dalla schiavitù di questi impianti che hanno solo fatto del male a tutti i cittadini. Siamo andati oltre a chi ci ha tacciato di essere degli allarmisti scriteriati, portando a nostro supporto le carte e i fatti che dimostrano quanto questo sequestro sia dovuto e legittimo. L’unica cosa che ci rammarica è il fatto che se si fosse intervenuto per tempo, trovando ben altra sponda collaborativa nella passata amministrazione, tanti inquinanti non sarebbero transitati e stoccati, mentre l’amianto locale, nonostante le rassicurazioni, è ancora tutto sul territorio. Ma appunto per questo l’impegno mio come Sindaco, nostro come Amministrazione e come comitato per la difesa del territorio non finirà di certo qui.

     Flavio Filoni

Sindaco di Galatone

Le ragioni della svolta – La Postilla n. 214

“La Postilla” n. 214 di Enrico Longo, editoriale di sabato 1 luglio 2017 dal titolo “Le ragioni della svolta”– Video di Mauro Longo

La Postilla n. 214

Le ragioni della svolta

Ci sono tante ragioni per considerare storica questa tornata elettorale, non tanto per la qualità delle proposte, quanto per i numeri da record che si sono potuti registrare in tante direzioni.

Sette candidati alla poltrona di sindaco, anche se nessun volto femminile purtroppo, venticinque liste, un esercito di aspiranti consiglieri. Per questi ultimi quasi un concorsone: cinquecento candidati per la miseria di 16 posti. Una grande partecipazione di pubblico, anche perché un po’ tutte le famiglie erano direttamente o indirettamente interessate alla contesa. Che non ha risparmiato neppure gli affetti. Non pochi i derby, infatti, e le rivalità intrafamiliari.

La politica s’è ripresa la piazza, una serie infinita di comizi; tanti i giovani, pochissimi i leader regionali o nazionali, ormai tenuti prudentemente a debita distanza. La politica km zero, invece, come dev’essere, come piace alla gente in occasione delle tornate amministrative.

Sempre presente e puntuale “La Postilla” che ha ripreso tutto, comizi e comunicati, lasciando alla memoria un corposo dossier. Sempre a opera della webtv i due confronti in piazza, in ossequio alla gente galatea, numerosissima e composta in entrambe le occasioni.

La sinistra è compatta intorno a Flavio Filoni, orfana però di un personaggio che con coraggio e dignità espone il suo messaggio attraverso un’unica lista. Il voto lo premierà con un largo consenso personale.

La destra si presenta invece divisa e lacerata, unita solo nella guerra a Nisi, il vero avversario, il nemico da abbattere. Conseguenza evidente di cattive relazioni umane e dell’assenza di uno sguardo strategico condiviso che sapesse cogliere e indirizzare il necessario processo di rinnovamento negli uomini e nelle idee.

La gran parte dei programmi sono parsi chiari e promettenti; dal palco, invece, tutt’altra cosa: i soliti argomenti, ripetuti sino alla noia, molti cedimenti alla retorica, di qua attacchi convergenti, di là strenui tentativi di difesa. E, a infiorare i discorsi, le parole libertà-giustizia-uguaglianza-democrazia, gridate a tutto volume. Sembrava quasi che si stesse combattendo l’ennesima guerra di liberazione. E poi insulti, accuse di intimidazioni e di licenziamenti, vista l’attività del nemico. Tutto in chiave apodittica, naturalmente, senza uno straccio di prova o l’indicazione di un nome. La parola “vergogna” ha fatto registrare il record delle “occorrenze lessicali” nel giro dei comizi di tutti gli schieramenti, tanto che alla fine solo chi era rimasto prudentemente in silenzio poteva sentirsi immune dal doversi vergognare di qualcosa.

A far da corona e da cassa di risonanza, infine, il mondo dei social: il regno dei saggi e dei sapienti, dei colti e dei moralisti, dei critici implacabili e di chi non ci mette mai la faccia. Da questo mondo, così ricco e variegato, quale contributo poteva venire se non quello di alzare i toni ed esacerbare gli animi? La campagna elettorale ha trovato nelle battute di genio di alcuni di questi signori le ragioni per raggiungere vette di inaudita cattiveria.

Mai incerto, secondo me, l’esito della contesa. Tutti contro Nisi, anche da destra, conseguenza di fatti e relazioni mai venuti completamente in superficie e, soprattutto, di quell’errore strategico fatto agli esordi che gli sarebbe stato rinfacciato nel corso dell’intera campagna elettorale. Una sorta di “peccato originale”, sul quale sembra opportuno fermarsi per qualche utile chiarimento.

Nel secondo confronto in piazza, quello tra Filoni e Nisi, collocai all’ultimo posto la domanda più importante. Un espediente ricorrente, questo, nelle prove d’esame o nei concorsi. Invitavo a spiegare quali fossero le doti di un buon sindaco, anche alla luce del tramonto delle province che indubbiamente trasferisce alle municipalità più ampi e significativi oneri e responsabilità. Nessuno dei due ha mostrato di cogliere il significato vero e profondo della domanda. L’uno ha svicolato nel reiterato refrain della “città attiva, ordinata e solidale”; l’altro, nell’evidente euforia di un ormai palpabile successo, accennava qualcosa per poi iniziare ad attaccare tutto e tutti, parlando di aggressioni verbali alla sua persona e dimenticando nel contempo che dalla sua parte politica non giungevano certo comportamenti e frasi da educande. Dunque, nessuno dei due rispondeva come sarebbe sembrato opportuno. Che il sindaco è parte della gente, dei suoi problemi, delle ansie, delle difficoltà, delle tragedie. Che deve essere capace di ascoltare e di coinvolgere, coraggioso e determinato nei momenti dell’emergenza, nel pieno rispetto della legalità ma sempre pronto a battersi a difesa degli interessi dei cittadini.

Ebbene Nisi, soprattutto agli esordi, non è stato tutto questo, ha commesso l’errore strategico che non gli sarebbe stato mai perdonato e del quale gli oppositori hanno fatto il principale strumento d’offesa.

Ed errori dello stesso tipo, che definirei di ordine psicologico-tattico si sono ripresentati in altri importanti momenti.

Il primo, il più grave, risale alla questione della centrale a biogas, che si aggiungeva alla decisione di ampliare a dismisura la discarica Vignali-Castellino. In quei momenti, mentre andava montando una forte protesta di piazza, sarebbe stata necessaria una risposta diversa da quella incerta e formale data dal sindaco e un serio coinvolgimento della gente, che si è vista raggirata dopo quella forma pseudodemocratica del “consiglio comunale aperto”. Una strumentale messinscena, una farsa, un’offesa alla democrazia perché di aperto e libero non c’era proprio nulla. Son rimasto in piedi per qualche ora ad ascoltare difese d’ufficio di un’opera indifendibile, che avrebbe rischiato di devastare ulteriormente un territorio già provato, con l’aggiunta, peraltro, di un altissimo spreco di risorse.

E, a seguire, la mai confermata ma reale nave carica di amianto, attraccata a Gallipoli e l’interminabile teoria di camion che iniziavano a scaricare nella nostra cittadina, povera località da quarto mondo, tutto l’amianto rastrellato nelle diverse regioni d’Italia. Inesperienza? Sfortuna? Non lo so, sono certo però che un diverso atteggiamento del sindaco, una netta posizione a fianco dei cittadini, la presidenza del comitato e, ove necessario, la testa dei cortei avrebbe avuto forte impatto sulla popolazione, che in quel momento cercava disperatamente appoggi e protezione.

Ulteriori esempi ci vengono dalle modalità con cui sono stati affrontati altri importanti problemi di fronte ai quali Nisi ha seguito le vie dei rituali burocratici e non quelle più perentorie e decise che lasciano trasparire la decisa determinazione di non essere disposti ad accettare decisioni e regole contrarie ai diritti dei cittadini.

Per i controlli della buona salute dell’aria, dell’acqua e del terreno non bastano le vie soft delle note scritte, così come non si possono accettare supinamente le risposte della Asl dinanzi alla richiesta del ripristino del servizio di vaccinazione nel nostro poliambulatorio. E non si può procedere a dipingere di blu ogni strada e angolo della città senza una qualche ragione e senza aver seguito l’iter dell’informazione preventiva e del coinvolgimento, reale e non fittizio, di commercianti e cittadini.

L’unica azione informativa, in quest’ultima occasione, fu la conferenza stampa, a cose fatte, nella quale espressi il mio deciso parere negativo, ripetuto poi attraverso un’edizione specifica della Postilla dall’icastico titolo “Le strisce salvifiche”. E’ chiaro che le mie parole “in diretta” e “in differita” non furono tenute in nessun conto, anche se in quella conferenza stampa non fui l’unica voce critica. A favore del progetto si espresse, infatti, solo qualcuno in palese conflitto d’interessi.

Questi sono gli errori di Nisi, non di sostanza, forse, nella vita comune, ma gravi nell’esercizio del potere, quando si è responsabili della tutela dei diritti delle persone.

E chiarisco subito che sull’attività amministrativa di questi cinque anni ritengo che ci sia poco altro da eccepire. La città è cambiata sul serio e per molti aspetti. Oggi non è più avulsa dai circuiti nazionali del turismo, è conosciuta e apprezzata per il suo territorio e per le sue peculiarità di pregio, può mettere in mostra importanti beni architettonici e culturali, una struttura museale, un teatro, può godere di una vivace socialità che ha finalmente trovato attenzioni e sostegno. E’ un dato di fatto la raccolta differenziata, intorno alla quale si era fermi a relazioni e conferenze, sicuramente congrui gli interventi nei settori dell’assistenza, della cultura, dello sport. Ma tutto ciò non è bastato a guadagnare il cuore della gente che nel momento della scelta si è girata dall’altra parte, da dove veniva gridata l’insipienza di un’amministrazione perduta nelle vacuità delle feste e delle celebrazioni e assente, invece, nei momenti importanti e dinanzi ai problemi reali.

E ritornando ripetutamente in ogni occasione all’infortunio dell’inizio, si è continuato nella distruzione sistematica di ogni cosa fatta dal sindaco, mettendo in dubbio o addirittura in ridicolo ogni cosa che ad occhi onesti e obiettivi non appariva poi tanto criticabile. E via dunque a propugnare una nuova idea di cultura, a contestare le forme di assistenza realizzate, a denunciare la pesantezza delle tasse, l’assenza di occasioni di lavoro per i giovani costretti a emigrare verso altri lidi, a ironizzare sui tanti eventi e quindi sulla cattiva gestione delle risorse, a stigmatizzare la scarsa attenzione per l’ambiente e per la salute…

Dinanzi a queste accuse, gridate senza tregua e da tutti, Nisi, più che “l’uomo solo al comando”, è parso uomo solo e indifeso, anche perché abbandonato finanche dai più stretti collaboratori di un tempo.

La vittoria di Filoni, almeno a me, è sembrata ben presto scontata e la sera del confronto a due la si poteva leggere chiaramente sul volto di Nisi.

Filoni ha vinto anche perché, non avendo governato, non ha potuto commettere errori. Ha trovato il terreno spianato e l’ha saputo utilizzare al meglio, trovando per strada insperati alleati. “Biogas-Discarica-Salute-Malattie-Registro dei tumori- Moratoria decennale…”: l’insieme ha funzionato e ha messo nell’ombra cinque anni di lavoro di un’amministrazione che, pur con qualche incertezza, ha fatto tanto e ha fatto bene.

Adesso, finite le chiacchiere, chi ha vinto deve darsi da fare. Tante le critiche e le promesse e tante le attese della gente. Che attende la svolta, la discontinuità. Il programma è impegnativo e va svolto tempestivamente e con scrupolo: archiviare definitivamente le questioni biogas e discarica, liberare il territorio dall’amianto e dagli altri veleni, ridurre le tasse, aumentare la percentuale di raccolta differenziata, migliorare l’assistenza, promuovere il lavoro, trattenere da noi le intelligenze, dare nuovo impulso a nuove forme di cultura, dare utilizzazione migliore al palazzo Marchesale, dare visibilità al castello di Fulcignano e ai luoghi circostanti, ridimensionare o cancellare le strisce blu utilizzando il relativo personale in maniera più dignitosa e utile per la città, promuovere con maggiore decisione lo sport, sistemare le strutture sportive, recuperare un più significativo avvicinamento alle scuole, dare nuovo impulso alla socialità e alla partecipazione…

Tante le cose da fare e non tutte prevedibili le difficoltà che si potranno presentare per realizzarle. Dalla parte del sindaco sono la giovane età e l’entusiasmo che abbiamo potuto cogliere nel corso della campagna elettorale, una sufficiente esperienza amministrativa e importanti competenze facilmente individuabili tra gli eletti.

Ma importante più che mai sarà tenere a mente il monito di un nostro grande poeta di “tornare alle storie”, di trarre insegnamento dalle vicende degli uomini, dagli errori e dalle cose ben fatte.

Decisiva sarà la capacità di fare squadra e di neutralizzare sul nascere ogni minaccia alla serena e proficua collaborazione. Ma più importante di ogni cosa sarà riuscire a conquistare la fiducia e il cuore delle persone, di ogni condizione e appartenenza, facendo le cose giuste al momento giusto. Sono loro il sostegno più sicuro e all’occorrenza le armi più importanti e decisive per chi si trova ad affrontare il difficile compito di governare una città.

    Enrico Longo

Progetto di Educazione Stradale – Galatone (Le)

Galatone (Le) – I.C. Polo 1 e I.C. Polo 2 – Dallo scorso febbraio al mese di maggio gli alunni delle scuole primarie e secondarie dell’I.C. Polo 1 e dell’I.C. Polo 2 di Galatone sono stati coinvolti nel progetto di Educazione Stradale proposto dal comandante della Polizia Municipale Agostino Terragno con i volontari del Servizio Civile ed in collaborazione con l’associazione “Alla conquista della vita”. La finalità del progetto è stata quella di “diffondere” i principi della sicurezza stradale, ma soprattutto apportare modifiche nelle conoscenze e nei comportamenti. Durante gli incontri sono state illustrate le norme di comportamento da rispettare all’interno dello spazio stradale. Gli incontri sono avvenuti sia in classe,dove si è discusso dei pericoli sul percorso “casa-scuola” attraverso l’uso di Google Maps, e per strada. Le uscite avevano l’obiettivo di far acquisire nei giovani le principali norme di circolazione per pedoni e ciclisti, la conoscenza dei principali segnali stradali e l’attraversamento pedonale – Interventi di Agostino Terragno (Comandante Polizia Municipale), Annamaria Campa (Assessore Politiche Sociali Amministrazione Nisi), Lucia Papa (Volontaria Servizio Civile), Corrado Longo (Insegnante Vicario I. C. Polo 2), Giuseppina Colucci (docente Scola Secondaria di primo grado “Principe di Napoli” I.C. Polo 2), Adele Polo (Dirigente Scolastico I.C. Polo1), Lucia Paglialunga (docente Scuola Primaria “Don Lorenzo Milani” I.C. Polo 1), Sandra Portalatini (docente Scuola Secondaria di primo grado “A. De Ferraris” I.C. Polo 1), Marilina Vaglio (docente Scuola Primaria “G.Susanna” I.C. Polo 1) – Video di Mauro Longo