Il tempo del coraggio

Il tempo del coraggio

Il tempo del coraggio

Quando in una competizione elettorale si boccia l’amministrazione uscente significa che forte è il desiderio di cambiamento.

È una speranza che deve essere alimentata e realizzata.

Galatone, rispetto alle altre comunità circostanti, sconta nel complesso un ritardo non indifferente che non potrà essere colmato in breve tempo.

E tuttavia i tempi di recupero dipenderanno molto dalle scelte che verranno effettuate.

Un cambio di Amministrazione è visto come un’opportunità, che si rischia di sprecare se prevarranno le antiche logiche spartitorie aventi come metro il consenso acquisito e la cura del proprio orticello.

Chi si è caparbiamente conquistato un ruolo attivo deve dimostrare la capacità di individuare ed il coraggio di farsi affiancare da altri soggetti che possano infondere ulteriore linfa ad un progetto da arricchire.

È tempo non di fare un passo indietro, ma di cogliere l’opportunità di far fare al paese quel balzo in avanti da troppo tempo rinviato.

È tempo questo non di ricercare testimoni del nostro territorio, ma di individuare dei protagonisti: quelle famose eccellenze tanto decantate sul palco e di cui è ricco il nostro paese.

Sono quei giovani preparati, competenti, capaci, con esperienza che spesso esibiamo in manifestazioni e convegni, ma che hanno le spalle larghe per proiettare il paese verso il futuro: dall’innovazione all’agricoltura, dalla finanza al sociale, dalla storia al turismo.

L’Amministrazione potrà definirsi nuova se sarà in grado di attrarre, coinvolgere e rendere tali soggetti protagonisti veri di una storia nuova, tutta da scrivere; se non si chiuderà nel fortino dei vincitori, ma saprà dare valore pieno al termine “insieme”.

Una scelta del genere non sarà interpretata come inadeguatezza o limite, ma come una sfida, rivolta a tutta la comunità: non ci interessa la vittoria di una parte, ma il riscatto di un’intera collettività.

È il tempo del coraggio.

   Sebastiano Zenobini

One thought on “Il tempo del coraggio

  1. Professore Zenobini,
    con sommo rispetto per la vostra storia e con sempreverde stima per la vostra persona, mi permetto di farvi osservare che un poco di coraggio in più potevate manifestarlo anche Voi e il vostro gruppo al ballottaggio. L’equidistanza al secondo turno suona incomprensibile pure al proprio elettorato. Mentre al primo turno è giusto sottolineare ogni sfaccettatura della propria identità, al secondo la scelta è o di qua o di là. Lavarsi le mani non rafforza la propria proposta politica, ma l’affievolisce e rende più ostico il prosieguo. Ad ogni modo spero che il nuovo Sindaco si renda conto di dover prestare ascolto e attenzione a 360^, cominciando dai più vicini e finendo ai più lontani.

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