A Galatone gli esperti contro la Xylella. Nisi: «Inviterò gli altri sindaci per avviare una nuova ricerca»

A Galatone gli esperti contro la Xylella. Nisi «Inviterò gli altri sindaci per avviare una nuova ricerca»

A Galatone gli esperti contro la Xylella. Nisi: «Inviterò gli altri sindaci per avviare una nuova ricerca»

«Chiamerò i sindaci per avviare un nuovo campo di ricerca utile a contrastrare la diffusione della Xylella». Lo afferma il sindaco di Galatone, Livio Nisi, a latere dell’incontro di questa mattina (29 aprile), nella sala consiliare del Comune, con gli esperti chiamati dal primo cittadino per affrontare la piaga della Xylella. Al confronto, oltre al sindaco Nisi, Franco Trinca (biologo nutrizionista presidente dell’associazione No Ogm”, Antonia Carlucci e Francesco Lops (docenti dell’Università di Foggia), Fabio Ingrosso (presidente di Copagri Lecce), Aniello Crescenzi (docente dell’Università della Basilicata).

«È stato un confronto stimolante perché ci fa intravedere la possibilità di salvaguardare i nostri ulivi simboli del territorio, elementi caratterizzanti del paesaggio e alberi importanti anche per la produzione dell’olio d’oliva». Questa la premessa del sindaco Nisi che spiega: «Inviterò tutti i sindaci per metterli a parte della nostra iniziativa, perché più è ampia la zona della ricerca, maggiore è la possibilità di successo delle sperimentazioni che gli esperti intendono avviare. Come amministrazione abbiamo sempre sostenuto gli agricoltori nella loro richiesta di difesa dell’ulivo e questa nuova ricerca, che si affiancherà a quelle già in corso, è un altro passo avanti per evitare una desertificazione del nostro Salento. Speriamo che la Regione sostenga il nostro sforzo, anche perché l’amministrazione Emiliano ha manifestato la volontà di difendere i nostri ulivi».

In perfetta sintonia Franco Trinca: «Il sindaco ha promosso un incontro esplorativo per aggiungere, alle esperienze in corso, una ricerca applicata sul campo che parte da un presupposto: questo patogeno, mi riferisco alla Xylella, potrebbe diventare anche stanziale e bisognerà conviverci, come già si convive con altri patogeni. È giusto che ci sia l’apprensione verso una patologia a cui sino ad oggi non è stata trovata una soluzione, ma noi intendiamo contribuire a individuare una sommatoria di rimedi sperimentati individualmente o in associazione tra di loro per aumentare le resistenze della pianta, all’infenzione». Questo l’obiettivo dichiarato.«Si dovranno individuare soluzioni a nullo o basso impatto ambientale – afferma il biologo nutrizionista – e con costi di gestione contenuti. Le linee di ricerca possono andare dal campo degli induttori di resistenza, al miglioramento dello stato nutritivo del terreno e della pianta. E non ci fermeremo a questo».

Ma non basta. «Vogliamo seguire la traccia di alcune cure che sono state sperimentate in Brasile – conclude Trinca – anche se sono state utilizzate su piante diverse dall’ulivo (in particolare gli aranceti), ma sembra che migliorino le difese delle piante verso la Xylella. Non è desertificabile un territorio e per questo dobbiamo evitare un approccio aggressivo sugli ulivi. Con il Comune di Galatone e con quello di Squinzano ci siamo opposti all’abbattimento degli alberi: personalmente sono stato chiamato come consulente dell’associazione No Ogm e bisogna dare atto alla Regione che la nuova amministrazione si è mossa in maniera multidisciplinare per arginare l’infezione».

  Segreteria Livio Nisi

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