La rivoluzione silenziosa – La Postilla n. 213

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La rivoluzione silenziosa – La Postilla n. 213

“La Postilla” n. 213 di Enrico Longo, editoriale di venerdì 9 settembre  2016 dal titolo “La rivoluzione silenziosa “– Podcast audio a cura di Mauro Longo

LA POSTILLA n.213

La rivoluzione silenziosa

 Uno spettacolo insolito nella società distratta di oggi, fatta di spettatori più che di attori, di parole e non di fatti, di critiche e non di idee, di trancianti sentenze e di moralismo a buon mercato. Accade, dunque, che un uomo non più giovane, anzi piuttosto avanti con gli anni, si muova ricurvo intorno a tutta la piazzetta per restituirle il decoro offeso dalla pigrizia e dall’incuria di cittadini non disposti neppure a muovere qualche passo verso i non lontani cestini. La ramazza improvvisata di rami e foglie, sapientemente governata, compie il miracolo. Non senza fatica, evidentemente, ma lasciando comunque trasparire nel volto dell’uomo un impercettibile segno di compiacimento per aver fatto qualcosa di utile alla città. Dico spettacolo insolito perché altri avrebbero sicuramente impugnato lo smartphone, l’implacabile arma della documentazione demolitrice, per confezionare prontamente il dossier utile al “J’accuse” di giornata. Nel gesto di quel cittadino, che mi dicono essere un fatto quotidiano, ho letto fondamentalmente un monito, l’importanza di spendersi in prima persona senza attendersi che debba essere necessariamente qualcun altro a provvedere, e la chiara manifestazione di un sentimento di appartenenza che rappresenta la ragione stessa dell’azione in una realtà in cui gli altri vengano avvertiti come soci solidali per comuni obiettivi e non come avversari cui opporsi con forza e ad ogni costo. E mi è venuto di pensare al tempo che viene sprecato nella società conflittuale, purtroppo tanto diffusa, dove le migliori energie vengono spese in sterili polemiche o nella costruzione di teoremi che si vorrebbero distruttivi per l’avversario, ma che finiscono invece per risultare dannosi per la collettività, che avrebbe bisogno di vivere nella concordia e nel confronto civile e costruttivo. Svilire l’azione dell’avversario e non riconoscerne i meriti almeno in quanto fatto di buono, ritardare o impedire un progetto per la paura che l’altro possa riceverne un successo d’immagine non sono espressioni di una buona politica, denotano, invece, mancanza di idee e scarsa sensibilità sociale. La buona politica è possibile soltanto in una società serena e unita, nella quale venga sentito il senso dell’appartenenza, l’orgoglio di farne parte, la volontà di assumervi un ruolo, di spendersi per il bene comune. Non è semplice e non è facile il perseguimento di tale obiettivo, ma per esso andrebbe tentato ogni sforzo. E’ la società solidale che deve essere l’obiettivo primario di quanti ambiscano ad esercitare ruoli di responsabilità nei vari contesti. E va detto che questo atteggiamento è molto più diffuso di quanto non si creda nella nostra cittadina e torna a merito dei dirigenti e dei soci dei tanti circoli e associazioni culturali, sportive, religiose, assistenziali, ricreative, del volontariato che offrono, nella diuturna azione di servizio, un contributo fondamentale per la crescita civile e sociale e per ridurre il disagio di tanti cittadini. Se di progresso e di crescita si può oggi parlare nella nostra cittadina, gran parte del merito va a questa preziosa parte della socialità organizzata che opera nel solidale impegno per gli altri nel silenzio e nell’umiltà.

E tale disposizione è propria anche di singoli cittadini che offrono il frutto delle proprie virtù e dell’impegno personale. Qualche opportuna citazione. E’ merito di Giuseppe Manisco e Alberto Chiantera se nel palazzo Marchesale va prendendo corpo un museo plurimo. Altrettanto rilevante il lavoro del duo Patrizia Conte – Stella Foggiaro che hanno fatto di piazza Pertini il salotto della danza e della musica, sempre pronte, peraltro, a rispondere a tutte le richieste di collaborazione, specialmente se provenienti dalle scuole. E qui voglio citare Carlo Musca e i membri della nobile associazione dedicata al cavallo, che offrono un contributo importante nella riscoperta delle più autentiche radici della nostra civiltà contadina. Appassionante risulta, infatti, per quanti sentano l’appartenenza a questa cultura, fatta di lavoro e di sacrificio, assistere alle sfilate che impreziosiscono le più importanti feste cittadine. E accanto a loro meritano menzione alcuni giovani, attivi e presenti in ogni occasione, sempre pronti a fare la loro parte per rendere attraente e gradevole la città. Mi riferisco, in particolare a un altro duo, Federica Pano e Junior Manisco, ammirabili nella loro inventiva e creatività, che ultimamente esprimono anche nelle attività del gruppo che hanno creato.

Sono questi alcuni degli artefici del positivo cambiamento che mi pare di cogliere, protagonisti silenziosi di una rivoluzione culturale che si comincia a leggere sempre più chiaramente e che si manifesta, per chi voglia coglierlo, negli importanti appuntamenti dell’anno e, in particolare, in occasione dell’Estate Galatea.

E a proposito di tale manifestazione è da dire come da parte di qualcuno si faccia di tutto per cercare di svilirne il valore e l’importanza. E’ una giostra delle vanità, – si dice – la vetrina di un’amministrazione edonista, una serie di eventi futili e chi più ne ha più ne metta. Gli attacchi più feroci vanno a Notte Glamour, eretta a simbolo della vacuità, dello spreco, del desiderio di apparire.

E’ chiaro che tali giudizi, quando non sono il frutto di una corta immaginazione o di irriducibile benaltrismo, hanno fondamentalmente carattere strumentale e motivazioni politiche, essendo volte fondamentalmente a neutralizzare i ritorni d’immagine che si temono possano verificarsi a beneficio dell’avversario. Sfugge a questi signori, o se lo lasciano sfuggire, il significato vero della manifestazione, che non è una giustapposizione di eventi casuali e senza significato, ma l’insieme delle offerte delle associazioni e dei cittadini che, come sopra dicevo, si prodigano per tutto l’anno, ciascuno per la sua parte e con le particolari competenze, per fare qualcosa che torni a vantaggio della città. Se si ha la voglia di scorrere il depliant di presentazione, si potrà subito constatare come il palinsesto sia costituito nella grandissima parte da iniziative di associazioni, circoli e singoli cittadini di Galatone capaci di soddisfare il ricco programma che viene sintetizzato con le parole: Teatro – Cultura – Mostre – Spettacolo – Musica – Cinema – Sport. Dunque: rassegne cinematografiche e teatrali, manifestazioni musicali e coreutiche, giornate dedicate allo sport, all’arte, alla letteratura, al folklore, alle tradizioni popolari. Il frutto di una socialità impegnata e attiva. Tra gli altri spiccano alcuni eventi di assoluto pregio, entrati ormai a far parte degli appuntamenti tradizionali. Non una serie di eventi senza significato, dunque, ma tante facce di un progetto che ha contribuito a far conoscere sempre più e meglio la nostra città, che oggi può essere finalmente apprezzata per le sue bellezze naturalistiche, storiche, culturali, architettoniche.

Notte Glamour, poi, è stato un volano fondamentale in tal senso, avendo via via guadagnato alla città un palcoscenico nazionale e internazionale sempre più ampio. Oggi Galatone è una delle località più importanti per l’alta moda; ieri era praticamente sconosciuta, viveva all’ombra dei più importanti centri vicini.

Altro evento di grande rilievo nazionale e internazionale lo si deve ad un’altra benemerita concittadina che è riuscita a portare da noi il gotha della letteratura, dell’arte e della critica di entrambi i settori. Regina Resta, con il suo premio Internazionale di Poesia e Prosa e con Galatone Arte, ha offerto alla Città un evento di straordinaria importanza culturale.

E per completare il quadro non si può dimenticare l’appuntamento con il Palio delle Contrade che recupera immagini di una storia lontana, ma che significativamente ci appartiene.

Ed è da dire che in ciascuna delle manifestazioni, come nelle tante altre che non vengono qui citate ma che sono a tutti note, vengono incoraggiati l’intelligenza e il genio di tanti nostri giovani concittadini, che trovano occasione per manifestare le proprie capacità e per venire alla ribalta. Quest’anno, in particolare, abbiamo potuto tenere a battesimo una promettente scrittrice che si è brillantemente distinta nel concorso per la narrativa.

Nelle affrettate valutazioni non va dimenticato, dunque, il particolare che i protagonisti dell’estate Galatea sono anzitutto i cittadini e le associazioni e che gli attacchi alla manifestazione sono soprattutto offese per quanti nella nostra città continuano a spendersi, animati dal desiderio di fare qualcosa per Galatone. Attaccare il sindaco e la Giunta per i presunti sprechi di denaro per iniziative di nessun valore non significa soltanto mancare il bersaglio, ma offendere e scoraggiare la nascente socialità solidale, orgogliosa di fare qualcosa di importante per il proprio territorio. Significa, ancora, non avere considerazione per la cultura che sarebbe di nessuna importanza per la nostra gente e per la rinascita del territorio. Nel sodalizio che si è venuto a creare tra amministrazione e associazioni nel corso di questi ultimi anni è dunque la socialità la parte principale. Il merito del sindaco è nell’aver incoraggiato e favorito l’incontro e nell’aver messo in campo assessori di grande levatura: l’instancabile generosissima Giovanna Rizzo, pronta a correre di qua e di là per far sentire la presenza della città, il compianto Roberto Antico, inventore di Notte Glamour che ha difeso con le unghie e i denti nei difficili esordi, Sondra Dall’Oco, persona che coniuga al massimo livello passione civile e cultura, che sono le due fondamentali doti per il servizio politico-sociale. E’così nella buona politica, soprattutto nel governo delle città. I buoni risultati sono sempre il frutto dell’incontro degli amministratori con i cittadini. Nessuno governa da solo e nessuno può arrogarsi l’esclusività delle buone cose che vengono fatte. In questo senso tutt’al più va detto che Nisi indovinò la strategia quando pose il rapporto con le associazioni al centro della sua politica e iniziò a prodigarsi per dare ogni spazio possibile a quelle persone di genio che avrebbero finito per ripagarlo abbondantemente. E’ il frutto di questo rapporto il clima diverso che si comincia ad avvertire e il crescere del sentimento d’appartenenza che si va costantemente allargando. Un tempo sconosciuta ai più, estranea ai circuiti nazionali delle varie iniziative promozionali e isolata tra gli altri centri del Salento, la nostra cittadina oggi può mostrare con orgoglio l’immagine del suo bel palazzo marchesale sulla copertina dei Borghi autentici. Una cosa da nulla? Una semplice coincidenza o il risultato di una serie di scelte oculate?

In questo clima di ritrovato slancio sociale comincia intanto a far capolino la non lontana contesa elettorale che mi auguro sia un confronto di idee e di proposte e non il solito conflitto fatto di semplice distruzione dell’avversario e di gratuita autoesaltazione.

Non ci si accontenti delle “piccole cose” nel fare politica, di far semplicemente le pulci all’avversario, ma si propongano concretamente e chiaramente le cose che si ritengono utili per la città. Chi non è soddisfatto di come sono stati affrontati i problemi dell’assistenza, del lavoro, dell’ambiente non si limiti semplicemente a lanciare accuse, ma spieghi dove e perché si è sbagliato e cosa e come andrebbero fatte le cose. Certamente non mancano le difficoltà e i problemi nella nostra comunità e tanta gente si trova in condizioni non felici, l’assistenza generosa dell’assessorato e delle tante associazioni è positiva ma non dirimente per problematiche che travalicano i confini delle politiche locali. Come porre rimedio a tale situazione, se è possibile porvi rimedio? E’ facile sparare a destra e a manca, lanciare accuse di indifferenza o incapacità, il problema è trovarsi di fronte alle situazioni difficili ed avere le più congrue soluzioni. E’ un senso di responsabilità e di forte senso civico che si richiede ai vari competitor della prossima campagna elettorale. L’auspicio è che le varie parti politiche si muovano presto per individuare le persone adeguate, che si mettano al lavoro per predisporre programmi plausibili, che sappiano coinvolgere la cittadinanza raccogliendone ansie e bisogni. Che comprendano il significato profondo di quella rivoluzione silenziosa, che sembra decisamente avviata e che non può essere messa in discussione.

Da parte mia ho smesso da tempo di fare il tifo e rimango fermamente fedele a un mio ideale progetto, formatosi nel tempo, che vede la Città come primo e unico centro d’interesse. La città con la sua gente, i suoi giovani, la sua cultura, la sua storia. Il suo futuro.

Enrico Longo

2 thoughts on “La rivoluzione silenziosa – La Postilla n. 213

  1. Non sono sicuro se mettere il cappello da parte del primo cittadino sull’altrui creatività e sulla lodevole generosità delle associazioni del proprio paese sia una rivoluzione, un’involuzione o una furba quanto indebita appropriazione. Ma di una sua caratteristica sono certissimo: il sindaco non è mai stata silenzioso, eccetto nelle mancate risposte ad alcune interrogazioni dalle forze di opposizione e alle sollecitazioni scritte dei suoi concittadini. Dopo di che ogni suo piccolo pet(al)o amministrativo ha visto stampati brochure, manifesti, giganteschi 6×3 e tanti proclami roboanti, retorici e autoreferenziali. Se questo può definirsi “silenzioso”…. io sono “magrisissimo”!

  2. Gentile direttore,
    è bello che qualcuno come Lei si accorga ed elogi il generoso contributo delle associazioni galatee. Tuttavia, in una riflessione non certo breve, appare singolare che se ne menzionino alcune e si trascurino altre. Eppure non inferiore -per impegno e per passione civica- è stato il contributo offerto dall’11° festival nazionale del cortometraggio “Gabriele Inguscio”, dal concerto sotto le Stelle..tte, dal laboratorio rurale Luna, dal circolo Tennis Galatone, dal cine-arena Nano Calabrese, dalle 4 zampe sotto le stelle, dalla comune agricola Lunella, dal “Galatone in pizzica”, dalla Compagnia ti Santu Luca e dalla Pro Loco per Vox Populi (7 giorni di commedie in vernacolo), dalla Sagra del Diavolo, dalla Parrocchia Santi Cosma e Damiano martiri per la Corrida, ecc. Tra queste infine, se permette, in qualità di Presidente del Comitato del Carnevale galatonese, vorrei rinnovare qui il mio sentito grazie ai ristoratori, ai pasticcieri e ai tanti ragazzi che hanno contribuito a far conoscere la gustosa ed originale gastronomia nostrana durante i 3 giorni della Sagra del Carnevale, un evento che è riuscito a richiamare in piazza Pertini tantissimi turisti e a far gioire tantissimi compaesani.
    Il nostro sogno è di vedere una città libera, unita, allegra e serena; e non solo per pochi giorni l’anno…. e se possibile senza cappelli in testa o altri generi di strumentalizzazioni dirette e/o indirette da parte di chicchessia.
    Cordialmente
    Alessandro Vinci

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