Matteo Muci del Liceo Classico di Nardò secondo alla XXV Borsa di Studio “P. Pignatelli”

Matteo Muci del Liceo Classico di Nardò secondo alla XXV Borsa di Studio “P. Pignatelli”

Matteo Muci del Liceo Classico di Nardò secondo alla XXV Borsa di Studio “P. Pignatelli”

Matteo Muci del Liceo Classico di Nardò secondo alla XXV Borsa di Studio “P. Pignatelli”

 

Il 7 giugno alle 18,30 si è svolta a Lecce nella sala convegni del laboratorio “Pignatelli” la cerimonia di premiazione della XXV borsa di studio “P. Pignatelli”.

Matteo Muci della classe 4^A del Liceo Classico “G. Galilei” di Nardò si è classificato secondo al concorso giunto al  XXV anno consecutivo, aperto agli studenti di quarto anno delle scuole medie superiori delle province di Lecce, Brindisi e Taranto. Matteo ha partecipato con un elaborato sul tema della maternità surrogata, cimentandosi in un campo nuovo che crea inedite questioni etiche, mediche e legali.

Sono intervenuti come relatori il Dr. Sergio Carlucci, responsabile di Genetica umana del laboratorio “Pignatelli”, Claudio Scamardella, direttore del Nuovo Quotidiano di Puglia, Ughetta Vergari, docente aggregato di Bioetica e Biopolitica dell’Università del Salento, Annamaria Donno, referente per l’educazione alla salute dell’Ufficio scolastico provinciale.

Il tema affrontato quest’anno, il cosiddetto “utero in affitto” ha stimolato relatori e partecipanti a riflessioni sulle nuove frontiere della maternità. “Quando parti del corpo diventano merce di scambio del mercato è evidente che il valore della corporeità e la sua inviolabilità viene soppiantata dalla legge della domanda e dell’offerta” afferma la Prof.ssa Vergari e continua “ si può verificare il caso che una coppia, pur di vedere realizzato il proprio desiderio, debba fare ricorso non solo alla maternità surrogata, ma anche alla donazione di gameti. Perchè non ricorrere all’adozione? Perchè non investire risorse per semplificare le pratiche di adozione?”

Chi mette a disposizione parti del loro corpo spesso è un soggetto debole culturalmente e economicamente; quelle che sono scelte libere sono dettate dalla necessità, come evidenziato da un crudo filmato girato in India nella clinica della Dr.ssa Nayna Patel. In conclusione la Prof.ssa Donno ricorda che la scuola è il primo nucleo di una società civile e i giovani rappresentano il presente e il futuro. Devono confrontarsi con le sfide che la società ci pone. La spregiudicatezza non porta al bene comune, bisogna avere fiducia nei progressi e fidarci di qualcuno che con il suo studio garantisce determinate realtà.

Matteo è stato premiato da Emma Pignatelli, figlia del fondatore dell’omonimo laboratorio di analisi clinche presente a Lecce da 70 anni.

Matteo Muci e il prof. Marcello Spedicato

Matteo Muci e il prof. Marcello Spedicato

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