“Lu Sparu ti la Freccia” 2016

Galatone (Le) – 23 gennaio 2016 – Piazza San Sebastiano – Solenni festeggiamenti in onore di San Sebastiano Martire – “Lu Sparu ti la Freccia” evento ideato dal Comitato Festa e realizzato da Giuseppe Manisco – Riprese di Mauro Longo, Francesco De Giorgi e Maurizio Muscara – Intervista e montaggio video a cura di Mauro Longo

“Lu Sparu ti la Freccia” 2016 - Foto di Vanessa Chirivì

“Lu Sparu ti la Freccia” 2016 – Foto di Vanessa Chirivì

Album fotografico a cura di Vanessa Chirivì:

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La Notte Nazionale del Liceo Classico – Nardò

Nardò (Le) – 15 gennaio 2016 – Liceo Classico “G. Galilei” – La II edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico, svoltasi in contemporanea in centinaia di licei italiani, ha visto ancora una volta il Liceo Classico Galilei di Nardò teatro di cultura, incontri, condivisione di interessi. Docenti, alunni e ospiti esterni hanno dato vita ad una manifestazione sfaccettata e poliedrica, che si è snodata attraverso una serie di momenti vari e articolati, ma con un unico filo conduttore: la valenza eternatrice della poesia. Si sono alternati, così, declamazioni di brani tratti da Omero, Saffo, Ovidio, Orazio, Dante, Shakespeare, Foscolo, Luzi e Fayadh a cura degli studenti, coinvolgenti inviti alla lettura con la scrittrice Luisa Ruggio, un affascinante viaggio nei miti classici reinterpretati in pellicole cinematografiche con il prof. Alfredo Sanasi, una piacevole riflessione sui versi di Bodini con il prof. Luigi Ruggeri. Suggestiva la performance musicale offerta ai presenti da uno splendido quartetto d’archi di professori d’orchestra, che ha reso omaggio a importanti compositori di indimenticabili colonne sonore. A conclusione della serata l’esecuzione di due brani di David Bowie a cura di una rock band di studenti e la lettura corale di tutti i convenuti dei vv. 553-565 del libro VIII dell’Iliade.

Moderatrici: Alberta Barone e Carmen Tarantino (docenti Liceo Classico Nardò)

Letture a cura degli studenti: Giulia Mercuri, Maria Francesca Rizzelli, Lavinia Manca, Michele Guida, Angelo Zacheo, Silvia Chirivì, Letizia Mazzarella, Giada Calignano, Chiara Bollino, Martina Natale, Sara Spenga, Vera Onorato, Claudia Inguscio, Alessia Gala, Federico Leuzzi, Benedetta Perrone e Giovanni De Vitis

Professori d’orchestra del quartetto d’archi: Danilo Mattioli (violino) Ivo Mattioli (violino) Gianpio Mazzotta (viola) e Tiziana Di Giuseppe (violoncello)

Rock band studenti:  Alessio Vergari, Luigi Tarricone, Irene Nanni, Mario Presicce, Federica Tarantino, Sara Metafune, Nicoletta Vaglio e Andrea Rucco

Interventi di: Alfredo Sanasi (docente emerito Liceo Classico Nardò e Presidente delegazione neretina Associazione Italiana Cultura Classica), Luisa Ruggio (scrittrice) e Luigi Ruggeri (docente emerito Liceo Classico Nardò)

Fotografia a cura di Arianna Mazzarella

Immagini e slides a cura di Sara Romano

Video di Antonio Calò

La Notte Nazionale del Liceo Classico – Nardò - foto di Arianna Mazzarella

La Notte Nazionale del Liceo Classico – Nardò – foto di Arianna Mazzarella

Senza peli sulla lingua – La Postilla n.209

Senza peli sulla lingua - LA POSTILLA N. 209

Senza peli sulla lingua – La Postilla n.209

“La Postilla” n. 209 di Enrico Longo, editoriale di lunedì 18 gennaio 2016 dal titolo “Senza peli sulla lingua” – Podcast audio a cura di Mauro Longo

LA POSTILLA N. 209

Senza peli sulla lingua

Sale alla ribalta finalmente, per l’impegno di due science writers, uno dei più importanti siti archeologici nazionali, la Grotta dei Cervi, in prossimità di Otranto, una grotta della quale molti conoscono solo il nome e, più o meno, l’ubicazione, rimasta del tutto assente dai circuiti della ricerca scientifica e della promozione turistica del territorio. Tutto questo, naturalmente, non può non sorprendere, se non addirittura scandalizzare. Perché esistono istituti preposti alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio artistico, storico e culturale del territorio, per i quali si è tutti concordi nel chiedere sempre più cospicui investimenti statali e regionali. Accade invece che spesso tali istituzioni, non solo non si spendano nell’assolvimento della propria mission, ma addirittura, un po’ per desiderio del quieto vivere dei suoi operatori e tanto per un malinteso senso di onnipotenza e voglia di protagonismo, finiscano per rappresentare veri e propri ostacoli per quanti, animati dal desiderio di conoscere o per preciso compito di ricerca, chiedono soltanto un minimo di disponibilità e di collaborazione. Tutto questo si è regolarmente verificato, appunto, nel caso di specie, nel corso del quale la prestigiosa équipe, formata dalle giornaliste scientifiche Anna Rita Longo e Lisa Signorile e dal fotografo Nicola Destefano, hanno dovuto fronteggiare una serie infinita di ostacoli e difficoltà, creati evidentemente a bella posta per scoraggiare e impedire il lavoro e che, invece, per fortuna, hanno finito soltanto per ritardare i tempi di attuazione e messo a dura prova la pazienza degli inviati. In aiuto dei quali si è per fortuna speso il Museo civico di Maglie che, con la passione e la disponibilità dei suoi operatori, ha contribuito in maniera determinante a ripianare i tanti ostacoli artificiali e a risolvere i problemi.
Se oggi, dunque, sul numero di gennaio 2016 di National Geographic il Salento può offrire al mondo uno dei suoi più importanti tesori, lo si deve alla fede nel proprio lavoro di persone competenti e responsabili e per un salutare sodalizio al quale da ultimo si è aggiunto il principale quotidiano salentino. “Ora nel Dossier Unesco”, grida la direttrice del Museo Civico di Maglie dalle colonne del Quotidiano di Lecce, volendo richiamare cittadini e istituzioni a una maggiore attenzione nei riguardi del sito e a un responsabile impegno perché venga adeguatamente valorizzato.
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Parole chiare e forti del presidente Emiliano su due questioni di grande rilievo per il territorio e l’economia della regione. La prima riguarda l’approdo del gasdotto della Tap che un’incomprensibile e antieconomica scelta vuole nella marina di Melendugno, una delle più belle località del versante adriatico salentino, che impone, peraltro, un percorso aggiuntivo di circa 41 Km su superfici coltivate. Perché non a Brindisi, dice Emiliano, in un tratto di mare già pesantemente inquinato, dove era stato previsto il gassificatore, in una zona portuale e quindi raccordabile con le altre strutture industriali e di collegamento? Troppo giusto il discorso di Emiliano per essere ascoltato, mentre sale il timore che sulla logica e sul buon senso finiscano per prevalere gli egoismi territoriali di un Grande Salento che appare sempre più soltanto un’icastica espressione. Altra questione che vede protagonista il presidente a difesa del territorio pugliese è quella legata alla scellerata decisione del ministro dello sviluppo economico Guidi di concedere alla Petroceltic il permesso di “ispezionare” (un eufemismo che sta per “trivellare”) il mare al largo delle Isole Tremiti alla spasmodica ricerca dell’oro nero.
“Scegliere le Tremiti, patrimonio naturalistico che il mondo ci invidia, come potenziale sito di estrazione del greggio la dice lunga sullo stato di confusione mentale che regna” – tuona il presidente – che aggiunge: “Trovo questo atteggiamento del governo irresponsabile con le regioni e con il popolo italiano. Da un lato mandano in gazzetta ufficiale lo stop alle trivellazioni e dall’altro, poche ore prima, autorizzano nuove ricerche, tra l’altro nei posti più belli d’Italia: le Tremiti, Pantelleria, il Golfo di Taranto.”
Ebbene, cosa dire sulle politiche economiche del governo se non ripetere le parole del presidente? Aggiungendo se mai che il Sud per questi signori fiorentini, amici delle banche e della finanza, continua a contare poco più del nulla. Terra di conquista, da sfruttare e consegnare alle scorrerie delle multinazionali del petrolio. Questo appare ormai chiaramente il disegno politico di Renzi, al di là delle promesse e delle fantasticherie che si lascia sfuggire di tanto in tanto. Un disegno che, giorno dopo giorno, gli sta facendo perdere, nei nostri territori, la fiducia delle teste pensanti e libere.
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Quanto possano incidere nella risoluzione dei problemi l’impegno e la condivisione trova conferma nella vicenda della scuola media del secondo polo che fra qualche giorno farà ritorno nella sede ufficiale, che troverà in una veste profondamente rinnovata. Un anno e mezzo di sacrificio per gli studenti, in locali accettabili e poco più, dove soltanto la buona volontà dei docenti e del team dei collaboratori scolastici è riuscita a ricavare spazi utili per assicurare una buona qualità della didattica e la prosecuzione delle attività laboratoriali. Un sacrificio accettato con serenità da studenti, docenti e genitori, con la ferma determinazione di non far segnare alcun arretramento nel progetto che vede la scuola, ormai da diversi anni, impegnata su standard di eccellenza in ogni settore della didattica e dell’organizzazione. Nessuna polemica, quindi, né ostacoli di alcun genere al veloce procedere dei lavori, ma un generale coinvolgimento della comunità scolastica nel far sentire il fiato sul collo a chi di dovere, fosse l’impresa, il direttore dei lavori o l’ufficio tecnico. E un sodalizio diretto tra il docente collaboratore, il prof. Danilo Porco e il sindaco. Un filo rosso, spesso incandescente, che non ha conosciuto orari o convenzioni sociali. Di giorno o di sera, nelle ore di lezione o nel tempo libero non si è fermato un attimo il professore, pronto a cogliere al volo ogni pur minima presunzione di errore o di ritardo e a rilanciarla dall’altra parte del filo. Dove trovava orecchio attento e pronta risposta. Entro la fine del mese si compirà l’ultimo atto della vicenda e agli studenti si offrirà una sede assolutamente confortevole e gratificante, dotata di suppellettile nuova e di ogni utile struttura di supporto alla didattica. Un successo per tutti. Per l’amministrazione cittadina, ancora una volta sensibile e pronta a rispondere alle esigenze della scuola, per i docenti e le famiglie, uniti e solidali nelle scelte, per gli studenti che finalmente troveranno una sistemazione di tutto rispetto.
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Un santo sacerdote, profondamente legato alla città e da questa amato per la sua fede fatta di opere oltre che di preghiera, va ripetendo da tempo l’importanza di adoperarsi, da parte di tutti, – clero, amministratori e uomini di buona volontà- , perché il bel santuario del SS. Crocifisso venga elevato a basilica minore e nel contempo liberato dalle impalcature che da vent’anni ne offendono la bellezza e la solennità.
Un atto d’amore del religioso, veicolato dal nostro sito web, che ha subito incontrato il generale favore della popolazione galatea e dei centri vicini. Migliaia i contatti sul sito e tanti consensi, commenti entusiastici, piena disponibilità a fare quanto necessario e raccomandazioni al clero perché si attivi al più presto possibile. Un grande coinvolgimento, tanta gioia e un generale clima d’attesa, misto forse al timore che qualcosa possa intervenire di negativo. A incoraggiare, però, sul buon esito della vicenda è la posizione del clero, che sembra già in azione e impegnato sui due fronti, la promozione del santuario e la rimozione delle impalcature: tanto risulta al momento secondo le informazioni pervenute. La speranza appare, dunque, fondata e il diffuso ottimismo in parte giustificato. E’ però necessario procedere con cautela e nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità. Nessuno, in particolare, tenti di avocare a sé l’eventuale successo o si erga a protagonista di un processo che invece deve seguire percorsi rigorosi e precisi. Se poi successo sarà, avremo tutti il diritto di festeggiare perché sarà la vittoria di tutti: della gente, dei fedeli, della Chiesa di Galatone e dell’intero Salento.
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Quattro storie che ci riguardano da vicino, come cittadini di Galatone, del Salento o dell’intera regione. Alcune sconfinano su più ampi spazi e rappresentano snodi determinanti per il futuro delle giovani generazioni. A completare il quadro ne resterebbe ancora un’altra, forse la più urgente e la più importante. La tormentata storia dei nostri ulivi, intorno ai quali è in atto tutto un teatrino di ciarlatani, imbonitori, cantastorie e apprendisti stregoni. Nessuno rinuncia a dire la sua e in tanti vanno tessendo le proprie tele e conquistando la scena, incuranti del danno che causano a chi, sugli ulivi, investe la propria esistenza. Senza che alcuno li metta a tacere. Si impone il silenzio, invece, soltanto alla scienza, ma questa è una storia vecchia, è costume atavico del nostro paese. La Postilla non si è mai espressa sull’argomento e continuerà su questa linea. Non vuole aggiungersi al certame folle di chi la spara più grossa. E lo fa per scelta precisa e ponderata, nonostante la sua natura di voce libera e critica e del programmatico proposito di dire la sua in ogni occasione che conta. Senza peli sulla lingua.

  Enrico Longo

Note d’inverno

Note d'inverno - poesia di don antonio resta

“Note d’inverno” poesia di Don Antonio Resta

Note d’inveno

Nuvole basse, nebbia, pioggia, gelo,
scorre l’inverno immerso nel grigiore:
anche la neve, come immenso velo,
tutto livella con il suo biancore,

pure la quercia immobile ed altera;
solo le vane bacche dell’alloro
cercano un canto mesto nella sera,
che alle perenni foglie sia ristoro.

Sommersa dal silenzio è la radura,
sogna il domani immerso nei colori;
tutto dorme, intanto alla natura,

nella stagione morta, una romita
casetta bianca posta su un’ altura
veglia, annunziando l’alba della vita!

  Antonio Resta