Senza peli sulla lingua – La Postilla n.209

Senza peli sulla lingua - LA POSTILLA N. 209

Senza peli sulla lingua – La Postilla n.209

“La Postilla” n. 209 di Enrico Longo, editoriale di lunedì 18 gennaio 2016 dal titolo “Senza peli sulla lingua” – Podcast audio a cura di Mauro Longo

LA POSTILLA N. 209

Senza peli sulla lingua

Sale alla ribalta finalmente, per l’impegno di due science writers, uno dei più importanti siti archeologici nazionali, la Grotta dei Cervi, in prossimità di Otranto, una grotta della quale molti conoscono solo il nome e, più o meno, l’ubicazione, rimasta del tutto assente dai circuiti della ricerca scientifica e della promozione turistica del territorio. Tutto questo, naturalmente, non può non sorprendere, se non addirittura scandalizzare. Perché esistono istituti preposti alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio artistico, storico e culturale del territorio, per i quali si è tutti concordi nel chiedere sempre più cospicui investimenti statali e regionali. Accade invece che spesso tali istituzioni, non solo non si spendano nell’assolvimento della propria mission, ma addirittura, un po’ per desiderio del quieto vivere dei suoi operatori e tanto per un malinteso senso di onnipotenza e voglia di protagonismo, finiscano per rappresentare veri e propri ostacoli per quanti, animati dal desiderio di conoscere o per preciso compito di ricerca, chiedono soltanto un minimo di disponibilità e di collaborazione. Tutto questo si è regolarmente verificato, appunto, nel caso di specie, nel corso del quale la prestigiosa équipe, formata dalle giornaliste scientifiche Anna Rita Longo e Lisa Signorile e dal fotografo Nicola Destefano, hanno dovuto fronteggiare una serie infinita di ostacoli e difficoltà, creati evidentemente a bella posta per scoraggiare e impedire il lavoro e che, invece, per fortuna, hanno finito soltanto per ritardare i tempi di attuazione e messo a dura prova la pazienza degli inviati. In aiuto dei quali si è per fortuna speso il Museo civico di Maglie che, con la passione e la disponibilità dei suoi operatori, ha contribuito in maniera determinante a ripianare i tanti ostacoli artificiali e a risolvere i problemi.
Se oggi, dunque, sul numero di gennaio 2016 di National Geographic il Salento può offrire al mondo uno dei suoi più importanti tesori, lo si deve alla fede nel proprio lavoro di persone competenti e responsabili e per un salutare sodalizio al quale da ultimo si è aggiunto il principale quotidiano salentino. “Ora nel Dossier Unesco”, grida la direttrice del Museo Civico di Maglie dalle colonne del Quotidiano di Lecce, volendo richiamare cittadini e istituzioni a una maggiore attenzione nei riguardi del sito e a un responsabile impegno perché venga adeguatamente valorizzato.
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Parole chiare e forti del presidente Emiliano su due questioni di grande rilievo per il territorio e l’economia della regione. La prima riguarda l’approdo del gasdotto della Tap che un’incomprensibile e antieconomica scelta vuole nella marina di Melendugno, una delle più belle località del versante adriatico salentino, che impone, peraltro, un percorso aggiuntivo di circa 41 Km su superfici coltivate. Perché non a Brindisi, dice Emiliano, in un tratto di mare già pesantemente inquinato, dove era stato previsto il gassificatore, in una zona portuale e quindi raccordabile con le altre strutture industriali e di collegamento? Troppo giusto il discorso di Emiliano per essere ascoltato, mentre sale il timore che sulla logica e sul buon senso finiscano per prevalere gli egoismi territoriali di un Grande Salento che appare sempre più soltanto un’icastica espressione. Altra questione che vede protagonista il presidente a difesa del territorio pugliese è quella legata alla scellerata decisione del ministro dello sviluppo economico Guidi di concedere alla Petroceltic il permesso di “ispezionare” (un eufemismo che sta per “trivellare”) il mare al largo delle Isole Tremiti alla spasmodica ricerca dell’oro nero.
“Scegliere le Tremiti, patrimonio naturalistico che il mondo ci invidia, come potenziale sito di estrazione del greggio la dice lunga sullo stato di confusione mentale che regna” – tuona il presidente – che aggiunge: “Trovo questo atteggiamento del governo irresponsabile con le regioni e con il popolo italiano. Da un lato mandano in gazzetta ufficiale lo stop alle trivellazioni e dall’altro, poche ore prima, autorizzano nuove ricerche, tra l’altro nei posti più belli d’Italia: le Tremiti, Pantelleria, il Golfo di Taranto.”
Ebbene, cosa dire sulle politiche economiche del governo se non ripetere le parole del presidente? Aggiungendo se mai che il Sud per questi signori fiorentini, amici delle banche e della finanza, continua a contare poco più del nulla. Terra di conquista, da sfruttare e consegnare alle scorrerie delle multinazionali del petrolio. Questo appare ormai chiaramente il disegno politico di Renzi, al di là delle promesse e delle fantasticherie che si lascia sfuggire di tanto in tanto. Un disegno che, giorno dopo giorno, gli sta facendo perdere, nei nostri territori, la fiducia delle teste pensanti e libere.
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Quanto possano incidere nella risoluzione dei problemi l’impegno e la condivisione trova conferma nella vicenda della scuola media del secondo polo che fra qualche giorno farà ritorno nella sede ufficiale, che troverà in una veste profondamente rinnovata. Un anno e mezzo di sacrificio per gli studenti, in locali accettabili e poco più, dove soltanto la buona volontà dei docenti e del team dei collaboratori scolastici è riuscita a ricavare spazi utili per assicurare una buona qualità della didattica e la prosecuzione delle attività laboratoriali. Un sacrificio accettato con serenità da studenti, docenti e genitori, con la ferma determinazione di non far segnare alcun arretramento nel progetto che vede la scuola, ormai da diversi anni, impegnata su standard di eccellenza in ogni settore della didattica e dell’organizzazione. Nessuna polemica, quindi, né ostacoli di alcun genere al veloce procedere dei lavori, ma un generale coinvolgimento della comunità scolastica nel far sentire il fiato sul collo a chi di dovere, fosse l’impresa, il direttore dei lavori o l’ufficio tecnico. E un sodalizio diretto tra il docente collaboratore, il prof. Danilo Porco e il sindaco. Un filo rosso, spesso incandescente, che non ha conosciuto orari o convenzioni sociali. Di giorno o di sera, nelle ore di lezione o nel tempo libero non si è fermato un attimo il professore, pronto a cogliere al volo ogni pur minima presunzione di errore o di ritardo e a rilanciarla dall’altra parte del filo. Dove trovava orecchio attento e pronta risposta. Entro la fine del mese si compirà l’ultimo atto della vicenda e agli studenti si offrirà una sede assolutamente confortevole e gratificante, dotata di suppellettile nuova e di ogni utile struttura di supporto alla didattica. Un successo per tutti. Per l’amministrazione cittadina, ancora una volta sensibile e pronta a rispondere alle esigenze della scuola, per i docenti e le famiglie, uniti e solidali nelle scelte, per gli studenti che finalmente troveranno una sistemazione di tutto rispetto.
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Un santo sacerdote, profondamente legato alla città e da questa amato per la sua fede fatta di opere oltre che di preghiera, va ripetendo da tempo l’importanza di adoperarsi, da parte di tutti, – clero, amministratori e uomini di buona volontà- , perché il bel santuario del SS. Crocifisso venga elevato a basilica minore e nel contempo liberato dalle impalcature che da vent’anni ne offendono la bellezza e la solennità.
Un atto d’amore del religioso, veicolato dal nostro sito web, che ha subito incontrato il generale favore della popolazione galatea e dei centri vicini. Migliaia i contatti sul sito e tanti consensi, commenti entusiastici, piena disponibilità a fare quanto necessario e raccomandazioni al clero perché si attivi al più presto possibile. Un grande coinvolgimento, tanta gioia e un generale clima d’attesa, misto forse al timore che qualcosa possa intervenire di negativo. A incoraggiare, però, sul buon esito della vicenda è la posizione del clero, che sembra già in azione e impegnato sui due fronti, la promozione del santuario e la rimozione delle impalcature: tanto risulta al momento secondo le informazioni pervenute. La speranza appare, dunque, fondata e il diffuso ottimismo in parte giustificato. E’ però necessario procedere con cautela e nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità. Nessuno, in particolare, tenti di avocare a sé l’eventuale successo o si erga a protagonista di un processo che invece deve seguire percorsi rigorosi e precisi. Se poi successo sarà, avremo tutti il diritto di festeggiare perché sarà la vittoria di tutti: della gente, dei fedeli, della Chiesa di Galatone e dell’intero Salento.
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Quattro storie che ci riguardano da vicino, come cittadini di Galatone, del Salento o dell’intera regione. Alcune sconfinano su più ampi spazi e rappresentano snodi determinanti per il futuro delle giovani generazioni. A completare il quadro ne resterebbe ancora un’altra, forse la più urgente e la più importante. La tormentata storia dei nostri ulivi, intorno ai quali è in atto tutto un teatrino di ciarlatani, imbonitori, cantastorie e apprendisti stregoni. Nessuno rinuncia a dire la sua e in tanti vanno tessendo le proprie tele e conquistando la scena, incuranti del danno che causano a chi, sugli ulivi, investe la propria esistenza. Senza che alcuno li metta a tacere. Si impone il silenzio, invece, soltanto alla scienza, ma questa è una storia vecchia, è costume atavico del nostro paese. La Postilla non si è mai espressa sull’argomento e continuerà su questa linea. Non vuole aggiungersi al certame folle di chi la spara più grossa. E lo fa per scelta precisa e ponderata, nonostante la sua natura di voce libera e critica e del programmatico proposito di dire la sua in ogni occasione che conta. Senza peli sulla lingua.

  Enrico Longo

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