DIETA e DIETE

"DIETA e DIETE"  favola di Antonio Resta

“DIETA e DIETE” favola di Antonio Resta 

DIETA e DIETE

            Il problema dell’obesità si faceva sentire tra gli abitanti della foresta, con ricadute pesanti sul bilancio della spesa sanitaria: buchi vistosi che, alla luce di chi se ne intendeva, venivano definiti più numerosi e, naturalmente, più larghi e più profondi di quelli del formaggio groviera: l’osservazione fu fatta dal topo, frequentatore abituale di quegli ambienti così invitanti e gustosi: quanto aveva espresso il topo era  più che pertinente e non poteva non essere preso in considerazione: la sua competenza in materia era indiscussa.

Non da tutti fu accolto il riferimento al formaggio (verrebbe la voglia di definirlo…casuale…), ma qualcun altro, volendo fare un accostamento che sapesse meno di un alimento non da tutti gradito, o forse (il verbale della riunione non lo riporta) per un rigurgito di nostalgia per gli anni in cui fu costruito, preferì paragonarlo al “Palazzo delle nazioni”, all’ EUR, a Roma, definito dai romani proprio così: groviera!

            Pensate un po’ se il paragone poteva venire, anche solo lontanamente, alla mente del topo!

            Ci fu un indovinato e opportunissimo suggerimento: chiamiamolo palazzo bucolico, si disse, oltretutto sarà un omaggio a Virgilio, autore di un trattato che reca questo titolo e sommo cantore della romanità.

            Groviera o palazzo, i buchi c’erano e bisognava prendere dei provvedimenti, se si voleva evitare la bancarotta e, soprattutto, dal punto di vista medico, scongiurare il pericolo dell’ “indotto” che inevitabilmente ne sarebbe seguito: malattie di vario genere, con riflessi enormi sulla vita… forestale e non solo a livello economico.

            Bisognava chiamare un esperto dietologo che illustrasse il problema dai vari punti di  vista e dettasse delle indicazioni capaci di arginare il suo espandersi, suggerendo o, nel caso, imponendo un comportamento alimentare che gradualmente riuscisse a convincere chi soprattutto ne avrebbe avuto bisogno.

Si indisse un congresso dove a tutti sarebbe stato possibile esprimere il proprio pensiero.

            E qui cominciarono le difficoltà o, se vogliamo dirla in una maniera più volgare, cominciarono i guai.

Chi lo avrebbe detto?

Si mise in discussione perfino il termine “dieta”: le motivazioni non mancavano ed erano storicamente fondate: non altrettanto, a dire la verità, lo erano i suoi significati terminologici, anche se difesi da chi li aveva avanzati.

Era un pendolare o, comunque, un viaggiatore che, recandosi ogni giorno a Bari per il suo lavoro, aveva modo di leggere, lungo la via che costeggia i binari, il nome della strada, scolpito sulla lapide, con la dicitura facilmente leggibile perché il treno rallenta in vicinanza della stazione: “Via Dieta di Bari”.

Che significa? L’interrogativo, se non tutti i giorni, ritornava spesso e con insistenza e, mai come adesso, si presentava l’occasione di poter ricevere dilucidazioni in merito (…non doveva parlare il dietologo? Non era uno specialista della materia?).

Alle domande sul significato di quella “dieta”, il nostro pendolare aveva tentato di dare una risposta per conto suo e l’aveva, almeno apparentemente, trovata, attraverso soluzioni che erano nate nella sua mente e che, lo sentiva, erano palesemente insufficienti.

La prima si rifaceva al significato stesso di dieta, in genere legato ad una alimentazione ridotta. Ci poteva entrare con Bari? E come? Col significato di ridurre la presenza o il potere di Bari nella nostra regione? Impossibile: è il capoluogo e non può aver questo significato, ammenocché non ci si riferisca al rapporto con Lecce, sempre segnato da una certa, sottile rivalità, all’origine di una non sempre celata difficoltà a sottostare a quanto Bari decide, fino al punto di ventilare l’idea di costituire una regione-Salento (Grande Salento), con l’opzione ovvia di Lecce a capoluogo…

Si ricorse all’altra ipotesi: una ricetta di cucina, tipica di questa Città: anche questa risposta non risultava soddisfacente perché, al di là di qualche aggiunta o leccornia locale, il “piatto” barese non si differenziava poi molto da quello di tutta la regione.

Sì, c’era il pesce alla marinara, ma mi veniva in mente la stranezza di una tale dicitura (la tenevo solo per me, a scanso di qualche giudizio sull’equilibrio delle mie facoltà mentali): il pesce, pensavo, è impossibile che non sia, comunque, alla marinara: la sua origine, il suo habitat naturale lo richiedono: non credo che alla carne, in genere, si possa aggiungere un tale aggettivo: avete mai sentito dire un pesce “alla terrestre”? direte che sono sottigliezze, ma la circostanza era buona per poterlo rilevare.

Si consultò un esperto, come si conviene in queste circostanze. La risposta “scientifica” fugò ogni dubbio, con la chiarificazione che quel “Dieta di Bari” si riferisce alla riunione (allora si chiamava così) avvenuta nel medioevo (nel 1195) per risolvere delle questioni di interesse popolare e che fece seguito all’incoronazione di Palermo di Enrico VI di Svevia: come atto più importante è da annotare l’indizione di una crociata.

Quanto lontana, dunque, da quella immaginata dal nostro viaggiatore che sicuramente, ma solo con la fantasia, l’ avrà ricostruita e…condita per lo meno con qualche…cornetto e con un saporoso “cappuccino”, data la presumibile ora in cui era costretto, ripercorrendola ogni giorno, a rileggere quella lapide ogni mattina!…

Il dotto professore, per dare ulteriore “spessore” al suo intervento (oltre al prestigio personale, c’era di mezzo…la prebenda finale…) richiamò una celebre Dieta (riunione) ben più importante di quella di Bari, quella che, dalla città tedesca in cui si svolse, Worms precisamente, prese il nome (siamo nel 1521): c’era di mezzo la posizione contestatrice di Lutero che poi sfociò nella crisi protestante, definita comunemente Riforma.

Tutte belle cose, ma il nocciolo della questione era un altro: era la dieta alimentare su cui bisognava intervenire: chiarirne la dinamica e orientare il comportamento dei cittadini, illustrandone i vantaggi e i pericoli.

Si era arrivati alla conclusione che la dieta mediterranea era la più adatta e la più efficace. Era un enunciato cui si era giunti dopo faticose ed estenuanti discussioni.

Anzitutto il nome: “mediterranea”.

Non fu facile far accettare quell’aggettivo ristretto a un mare limitato rispetto agli altri mari.

Chi si oppose con decisione fu, e chi poteva essere altrimenti? l’elefante. Era, peraltro, presidente del sindacato denominato Confederazione generale grasso integrale (Cggi), dove “integrale”, sia ben chiaro, non si riferiva alla composizione del pane, e derivati, finalizzata alla riduzione del loro apporto calorico, quanto alla “totalità” del consumo di qualsiasi cibo che capitasse…a tiro di bocca…

Di conseguenza, non chiedete, si raccomandava, di che tendenza politica sia: quando si mangia, le tendenze si “omologano” e diventano oggetto di …problematiche individuazioni: immaginate un congresso con preparati distinti secondo certi presupposti ideologici! Il grasso non ha confini o steccati geografici o politici…

Lui (l’elefante) sì, (con il suo segretario ippopotamo) era interessato alla dieta: si profilava, infatti, lo spettro di adeguare il suo cibo alla proporzione di un catino, quale ai suoi occhi risultava il Mediterraneo, rispetto, diciamo, a una diga ben capiente quale offrivano, chi più, chi meno, gli altri mari.

Perché non chiamarla dieta “pacifica”, in omaggio alla più ampia distesa d’acqua del globo?

La proposta fu scartata, oltretutto per la discussione animata che ne era seguita, tanto poco pacifica da far rinunciare del tutto alla denominazione, anche solo simbolica, dell’oceano…Con tali precedenti, un futuro di pace sarebbe stato non del tutto assicurato.

Era logico che per par condicio altri proponessero di chiamarla “atlantica”, ma, anche per questa denominazione non ci furono titubanze per scartarla.

Motivi? Anzitutto, c’era già il patto “atlantico”: anche se ora non aveva più il compito di un tempo, al solo nominarlo, richiamava sempre quell’atmosfera di difesa e, larvatamente, di guerra che aveva avuto nel recente passato. Senza dire che il privilegio di due titoli riservategli, poteva suscitare qualche inevitabile gelosia…oceanica.

Non restava che rifarsi all’Oceano indiano.

Qualche “dottore sottile” (non mancano mai!) sentenziò come questa denominazione avrebbe corso il rischio, da esperto quale era, di poter ricorrere a delle furbizie di una interpretazione perfino distorta della dieta: si sarebbe fatti gli…indiani, davanti a certe prescrizioni che avrebbero richiesto qualche rinuncia, facendole passare, magari, come elemento indispensabile agli effetti della sua riuscita. Perfino un’abbuffata sarebbe potuta diventare dieta…

La votazione finale scelse la dicitura “mediterranea” e fu, bisogna riconoscerlo, un vittoria della delegazione italiana.           Sarebbe risultato impensabile il contrario per una nazione che è circondata per tre quarti dalle sue acque cariche di storia e di civiltà, indiscutibilmente patria di un popolo di santi, di navigatori, di eroi…e l’elenco non finisce qui, potrebbe continuare a lungo, stando all’affollatissimo prontuario di personaggi illustri che qui hanno avuto i loro natali, in ogni campo!

Immaginate voi in che situazione si sarebbero trovati gli animali italiani (gli abitanti uomini) a doversi cibare di prodotti esclusivi della foresta (inesistente) o di altre specie di cibi che sono fuori della nostra portata ma, soprattutto, a livello di salute: era provato che i prodotti dei paesi che si affacciano sul mare nostrum sono i più efficaci per raggiungere lo scopo per cui ci si incontrava.

Mare “nostro”, aveva detto qualcuno e in questo ci aveva messo una punta di legittimo orgoglio. I Romani lo avevano definito così nell’antichità, come anche in tempi certamente molto più recenti di quel periodo. L’animale, autore di queste note, frequentava le scuole elementari durante la guerra, ed era costretto e quasi abituato, a cantare un inno “mediterraneo” in cui si allargavano i confini geografici di “Roma imperiale”, accampando la rivendicazione o la restituzione di luoghi anticamente “romani”: Nizza, Savoia, Corsica fatal, Malta baluardo di Romanità, Tunisi…ecc.

Fu in quella circostanza che si verificò un incidente imbarazzante.

Durante un’adunanza con folla “oceanica” (allora erano di moda, in barba a tutte le…scelte dietetiche) mentre un disco, con su incisa una canzone, in cui con l’enumerazione delle località appena elencate, seguiva la necessità di riconquistarle con un verso che iniziava con “è la parola d’ordine…”, il disco si incantò su quel “è una parola…”, incidente che si rivelò profetico, sapendo come le cose andarono a finire!

L’accordo sul nome da dare alla dieta era raggiunto, ma ora veniva il momento più delicato: specificare il contenuto.

Si dovevano creare delle commissioni per studiare il problema: quante, di quanti partiti?

 Non si poteva parlare più di “destra” o di “sinistra”. Per completare la mappa e per stare a un manuale che, per una certa assonanza a quello degli uomini, chiameremo “Manuale fringuelli”, si dovette ricorrere a quell’animale che potesse rendere l’idea delle divisioni in rapporto alle due braccia umane: chi meglio del millepiedi poteva far intravedere la conclusione? Poteva far intravedere…perché di fatto le correnti, le sottocorrenti si moltiplicavano continuamente, tanto che qualcuno cominciava già a pensare a chiamare, in rinforzo, un altro con la medesima disponibilità di braccia e di…orientamenti, con la speranza che bastasse…

Meno male: si stabilì uno sbarramento e fu una fortuna perché mille piedi (braccia) furono appena sufficienti.

Come per ogni commissione che si rispetti, la decisione fu di rimandare il tutto alla prossima riunione.

Il tema della dieta ritornò così in alto mare, da dove era partito, con l’unica differenza che il mare era rigorosamente mediterraneo…

Anche nostrum? Beh! così e così.

L’unico effetto pratico fu quello che il pendolare di tutti i giorni aveva potuto sciogliere l’enigma di quella targa con sopra impresso l’indirizzo della strada di Bari. D’ accordo per l’enigma del nome e della storia, ma il problema della dieta alimentare che pure era stato spesso suscitato da quel termine, rimaneva intatto, anzi, acuito da una conclusione che finiva…nello stomaco, abbuffato del fiotto di acquolina in bocca che spesso gli aveva causato…al solo leggere quel “dieta”.

             I buchi della spesa sanitaria si moltiplicarono per le malattie legate alle conseguenze dell’obesità, il bilancio diventò sempre più rosso, la situazione della cassa sempre più verde, avanzò sempre di più il bianco diffuso del vuoto delle entrate…

            Tra la delusione del “pendolare” che a tutto pensava fuorché a una soluzione di questo genere, tra quella degli oceani, privati di un onore che, data la loro importanza, s’aspettavano, con l’orgoglio del Mediterraneo per una insperata promozione, l’onore della bandiera nazionale, almeno nei suoi colori, era salvo.

Il treno, intanto, ritornava a percorrere tutti i giorni, puntualmente e pigramente, quel tratto ferroviario, il mare nostrum continuava ad essere cullato dal fruscio delle onde che si spegnevano, lambendo mollemente la battigia o si frantumavano con violenza sulla roccia degli scogli, con la compagnia del nome di una dieta che ripagava la “mitica” distesa d’acqua dalle amarezze subite prima di uscirne, anche in questa circostanza, vincitrice.

Soprattutto noi, mai ci saremmo aspettato che, a te, mare tanto celebrato, culla e crocevia di civiltà, teatro di tante battaglie, carico di storia, cui è stata associata una dieta ritenuta salutare, fedeli all’alimentazione che da te prende nome, avremmo dovuto inviarti una saluto, beneaugurate d’accordo, ma “condito” con un disadorno, perfino dissacrante e decisamente prosaico: buon appetito!

  Antonio Resta

A.S.D Fulcignano – Presentazione stagione 2015 /16

A.S.D Fulcignano - Presentazione stagione 2015/16 - Foto Vanessa Chirivì

A.S.D Fulcignano – Presentazione stagione 2015/16 – Foto Vanessa Chirivì 

Galatone (Le) – 17 ottobre 2015 – Centro Sportivo degli Ulivi – A.S.D Fulcignano – Presentazione stagione 2015 /16.

Album Fotografico a cura di Vanessa Chirivì:

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.851850338256094.1073741983.557386517702479&type=3

A.S.D Fulcignano – Foto Vanessa Chirivì

A.S.D Fulcignano – Foto Vanessa Chirivì

Incontro con l’autrice Rossella Maggio

Incontro con l'autrice Rossella Maggio

Incontro con l’autrice Rossella Maggio 

Lecce, 17 ottobre 2015.

IL MOVIMENTO CULTURALE “VALORI E RINNOVAMENTO” – CANTIERE DELLA BELLEZZA – INVITA A PARTECIPARE, VENERDI’ 23 OTTOBRE,  A QUESTO GRANDE EVENTO CULTURALE :

PRESENTAZIONE DELLA SILLOGE POETICA “IN AMORE PER AMORE CON AMORE” E DELL’ULTIMO ROMANZO “FATA DEL CUORE MIO” DI ROSSELLA MAGGIO, PREMIATA IN QUESTI GIORNI COL TERZO POSTO A SANTA MARGHERITA LIGURE E COL PRIMO A COSENZA.

Pankiewicz : “Avanti con l’Arte e la Bellezza per costruire una società migliore”. Anche Rossella Maggio condivide l’appello di “Valori e Rinnovamento” per Lecce e il Salento Patrimonio dell’Umanità UNESCO

Venerdì 23 ottobre 2015, alle ore 19,00, presso Art&Co Gallerie, Lecce, Via Salvatore Nahi 27.

Programma :

  • Saluto di Tiziano Giurin, Presidente di Art&Co Gallere
    – Coordina Wojtek Pankiewicz, Presidente di “Valori e Rinnovamento”
    – Dialogano con l’autrice i critici d’arte Mariella Agostinacchio ed Eraldo Martucci
    – Leggerà alcune poesie ed alcuni brani del romanzo Michela Leopizzi

Il presidente di “Valori e Rinnovamento”, Wojtek Pankiewicz, ha affermato : “Proseguiamo con le iniziative dedicate al culto dell’arte e della bellezza, valori che aiutano l’essere umano a vivere meglio, migliorando qualitativamente la propria esistenza. Noi di “Valori e Rinnovamento” incoraggiamo la cultura del bello e quindi dell’Amore in ogni dove e col nostro progetto “Salento Ideale” estendiamo la cultura del bello anche all’economia e allo sviluppo. Rossella Maggio, scrittrice e poetessa, è una delle eccellenze del Salento, la ringraziamo sentitamente per aver accettato il nostro invito e anche per essersi unita  a noi nell’appello che ancora una volta il 23 ottobre rivolgeremo alle istituzioni affinchè si formalizzi l’iter per Lecce e il Salento Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Il Salento vuole correre, non più rincorrere”.

 

ROSSELLA MAGGIO

Vive a Lecce, dove insegna nella scuola superiore.  Nel gennaio 2013 è stato pubblicato il suo primo romanzo “In sostanza l’amore” che ha incontrato il favore del pubblico e ha ricevuto numerosi premi letterari. Nel 2014, è uscita la sua raccolta di poesie, circa 150 , tenute insieme da un filo conduttore che ne giustifica il titolo: “In amore per amore con amore”, che ha riscosso notevole apprezzamento e ricevuto premi e menzioni d’onore. Il 10 ottobre scorso, ha conseguito il terzo posto ex-aequo alla 38esima edizione del Concorso Letterario Internazionale “Santa Margherita Ligure “ Franco Delpino” . E’ da poco, uscito il suo secondo romanzo “Fata del cuore mio” che sta avendo larga diffusione e grande successo in tutta Italia e che è stato premiato col primo posto, proprio sabato 17 ottobre , presso il Teatro Comunale di Cosenza, dove Rossella Maggio ha personalmente ritirato il premio, nel 4° Concorso Internazionale di Poesia e Narrativa, organizzato dal “Club della Poesia” di Cosenza.

PRESENTAZIONE

“In amore per amore con amore” (Editrice Albatros)  è una raccolta di poesie che passa in rassegna i diversi stati d’animo che il sentimento dell’amore racchiude. Si va dalle poesie dell’eros a quelle in cui risalta la percezione dell’assenza del sentimento stesso e quindi della presenza del suo contrario, il disamore o la mancanza d’amore. Ci si inoltra nella passione disattesa e in quella pienamente vissuta, nei percorsi oscuri della gelosia e in quelli altissimi dell’amore universale e per gli universi.

 Ci sono riferimenti all’amore per i figli e all’amore inteso come amicizia e trasporto affettivo. Ci sono poesie scritte a quattro mani con l’uomo amato in cui si assiste ad un chiamarsi e rispondersi di note e di accenti messi in parola che è un gioco amoroso, un rincorrersi di melodia, un rispondersi d’anima.

C’è una sezione dedicata al sentimento della compassione che scaturisce da una comprensione infinita e libera, priva di pregiudizio che entra nella sfera dell’amore assoluto, sciolto cioè da ogni vincolo di umana natura. La raccolta si chiude con il ritorno all’amore puro che va oltre i confini della morte e trova il suo momento eterno nell’annullamento dello spazio e del tempo.

FATA DEL CUORE MIO  (Editrice Kimerik) – In sintesi

Il Professor Alberico Diobono, celebre studioso di Storia Medievale, conduce una vita caotica, fatta di studio, di impegni di lavoro e di incontri più o meno passionali orientati più a soddisfare il suo appetito sessuale che a fargli sorgere dentro un vero e proprio sentimento. Dopo il fallimento del suo matrimonio è diventato allergico ai legami troppo intensi e duraturi e preferisce non perdere mai il controllo della situazione. Gli resta, però, un’insoddisfazione perenne, una sete d’anima che non riesce a decifrare con chiarezza finché non s’imbatte in una giornalista dal nome strano, Amo. La totale assenza, nella donna, di ogni forma di pregiudizio e la sua serena solarità lo attirano inesorabilmente. Intanto, tra le tante donne d’occasione, gli capita anche di frequentare una ex modella che ha preso in seria considerazione la possibilità di fare del noto medievista il suo strumento di riscatto personale, sociale ed economico. Lasciando al lettore la curiosità dello svilupparsi della storia tra colpi di scena e conseguenze comiche, ma anche tragiche, l’Autrice conduce l’attenzione sulle dinamiche più profonde che guidano l’agire umano, sulle ferite d’anima, sull’intricato mondo interiore di ognuno dei personaggi, così che il romanzo è sì, una storia d’amore, ma soprattutto è una storia d’amore di ognuno con se stesso. Un percorso teso a conoscere ed amare, sia pure attraverso l’altro e con diverse modalità, la propria fata interiore, la presenza più intima che è la nostra essenza profonda rischiarata, a tratti, solo dai lampi del sentimento e dell’intuizione.

Consegnata a Samantha Cristoforetti la pubblicazione con i lavori degli alunni del Polo 1

Consegnata a  Samantha Cristoforetti la pubblicazione con i lavori degli alunni del Polo 1

Consegnata a Samantha Cristoforetti la pubblicazione con i lavori degli alunni del Polo 1 

Consegnata a  Samantha Cristoforetti la pubblicazione con i lavori degli alunni del Polo 1

Domenica 11 ottobre, presso il teatro San Carlo di Napoli, il sindaco di Galatone Livio Nisi, accompagnato dal prof. Franco Baldassarre e dal col. Francesco BRUNO, ha incontrato la celebre astronauta Samantha Cristoforetti, impegnata in un incontro a due voci con Anton Shkaplerov, l’astronauta russo con cui ha trascorso i suoi 199 giorni nello spazio. Davanti ad una platea ricca di autorità civili e militari, l’astronauta italiana ha raccontato la meravigliosa esperienza della Missione FUTURA, descrivendo come si svolge la vita nello spazio. Durante quest’incontro in cui il Sindaco ha portato il saluto della città di Galatone e invitato ufficialmente Samantha nella nostra cittadina, il professor Baldassarre ha consegnato all’astronauta la pubblicazione “Viaggio nello spazio omaggio a Samantha Cristoforetti” realizzata dagli alunni dell’IC Polo 1 di Galatone.

“Nei pochi minuti che ci sono stati concessi per incontrare Samantha Cristoforetti”, ci ha raccontato il prof. Baldassarre, “ho illustrato tutto il percorso che ha accompagnato la realizzazione di questa pubblicazione, frutto di un intero anno di lavoro, dove i ragazzi del nostro I.C. Polo 1, hanno seguito passo passo la straordinaria esperienza nello spazio dell’astronauta italiana, traducendola in poesia, musica e pittura”.

Grande soddisfazione ha manifestato anche la dott.ssa Adele Polo, Dirigente Scolastico del Polo 1,  entusiasta per la consegna della pubblicazione che corona il sogno di tanti alunni che oggi gioiscono per il fatto che i loro lavori siano stati visionati dall’astronauta italiana.

“Il progetto ‘Viaggio nello spazio omaggio a Samantha Cristoforetti’ ha consentito ai ragazzi delle classi terze della scuola secondaria di primo grado ‘Antonio De Ferraris’ e agli alunni delle classi quinte della scuola primaria dei plessi ‘Don Lorenzo Milani’ e ‘Giuseppe Susanna’, di viaggiare nello spazio con la fantasia, di appassionarsi all’astronomia e all’arte, alla musica e alla poesia”, ha affermato il capo d’istituto, “L’entusiasmo dei ragazzi è stato grande. Il prof. Baldassarre, responsabile del progetto, è riuscito ad attivare tutte le risorse umane ed economiche possibili coinvolgendo autorità nazionali e internazionali per far sentire a quest’umile donna e scienziata tutto il calore della comunità cittadina ed oltre. La scuola oggi deve essere sensibile a questi talenti se vuole creare nei propri alunni quella motivazione che porta a ricercare sempre nuovi orizzonti e significati di vita”.

Grande soddisfazione per gli alunni del Polo 1, quindi, ma anche per l’intera comunità cittadina che si vede rappresentata nei confronti della grande astronauta italiana, attraverso i lavori dei suoi ragazzi. Ed ora si fa sempre più forte la speranza che Samantha possa un giorno venire a Galatone, conoscere la nostra cittadina ed incontrare quei ragazzi che l’hanno accompagnata nella sua missione spaziale attraverso i loro lavori e lo studio. Speranza questa che si legge chiaramente nelle parole del primo cittadino che, oggi più che mai, vede la possibilità di far giungere nel nostro paese la grande astronauta.

“E’ stata una grande emozione per me incontrare Samantha Cristoforetti”, ha dichiarato il sindaco, “un’emozione resa ancor più forte dalla consegna della pubblicazione realizzata dalla parte più bella nostra comunità: i nostri ragazzi. Poterle dare i loro pensieri, le loro emozioni, le loro opere mi ha donato delle sensazioni veramente uniche. Nel poco tempo che abbiamo avuto a disposizione ho portato il saluto dell’intera città di Galatone che l’ha seguita giorno dopo giorno nella sua avventura nello spazio e l’ho invita ufficialmente a farci visita, ad incontrare i nostri studenti. Quel sorriso che ci ha tributato dopo il mio invito mi fa essere ottimista e fa sentire sempre più vicina questa grande possibilità”.

   Mauro Longo