In ricordo di Roldano Ruberto

In ricordo di Roldano Ruberto

In ricordo di Roldano Ruberto 

In ricordo di Roldano Ruberto

Dopo venti anni dalla sua triste scomparsa credo che si debba ricordare una persona prematuramente strappata alla vita, una persona buona, cordiale, solare, generosa e amica di tutti. Attorno al suo tavolo di lavoro, a scuola, c’era quasi sempre qualcuno intorno, che gli chiedeva qualcosa: come compilare una domanda, calcolare un certo punteggio, un consiglio, un parere. Le prime volte, vedendomi entrare, si sentiva a disagio, pensando forse che mi sarebbe potuto dispiacere che si occupasse di problemi di estranei nelle ore d’ufficio. Ma questo suo sospetto fu subito fugato non appena comprese che quello era un tratto comune ai nostri caratteri. La nostra amicizia si andò rafforzando man mano che si veniva approfondendo la reciproca conoscenza. Nutrivo una grande stima per Roldano, persona intelligente e colta, molto al di sopra del lavoro che svolgeva. Aveva superato un concorso a cattedra col massimo dei voti (40 agli scritti e 40 agli orali) ma per una serie di ritardi e di disguidi burocratici, frequenti allora nell’amministrazione scolastica, non potè mai occupare quella cattedra che aveva stravinto. Quando si dice che era amico di tutti non si commette alcun peccato di esagerazione, conosceva effettivamente l’intera città e tutti ne avevano stima ed amicizia.

Le parole che seguono sono il testo che avrei dovuto leggere quel tristissimo 8 luglio 1995 e che, per svariati motivi, non lessi. Ricordando lui, mi sono tornate alla mente, le ho rilette, e rivissute. Mi sembra giusto che non restino nel chiuso della scrivania. Le dedico, pertanto, queste parole, fedeli ai miei sentimenti, alla signora Marilena, a Renato e a Carmen, nella speranza di far loro cosa gradita.

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“Ti eri affacciato alla vita politica con prudenza, circospezione, quasi non fosse cosa per te; ne temevi le insidie, le falsità, gli opportunismi, le ingiustizie. Ma non potevi lasciar perdere, perché sentivi di doverne, prima o poi, accettare il peso e le fatiche.

Sì, perché non hai mai rinunciato a lottare, in qualunque contesto, in ogni occasione…per gli altri…non per te…sempre, in una continua generosa azione oblativa.

Per la tua famiglia, che nei pensieri e nei sentimenti giustamente occupava il posto privilegiato. Per i tuoi coltivavi le ambizioni e il desiderio costante di farti largo, in questo difficile mondo, profondamente impegnato ad aprire orizzonti, spazi, possibilità.

Sensibile e attento ai progressi dei tuoi figli, ne seguivi con ansia i successi intellettuali e scolastici, preoccupato che fossero accompagnati da una crescita complessiva, dove lo spirito e i valori fossero tratti primari e significativi.

Ma tu eri, fondamentalmente, figlio della tua città, Galatone, dalla quale avevi ereditato attivismo e passione, calore di impulsi e di sentimenti, generosità e apertura d’animo. Eri amico di tutti e tutti ti erano amici, ti era amica la tua gente, la tua città: un amore incondizionato e pienamente ricambiato. E tutto questo era presente nel tuo agire, nella tua attività professionale, dove eri disponibile a tutti, operatori scolastici e non, amici e cittadini qualunque, sempre pronto a prestare conoscenze e impegno, ricerca e consiglio. Così ti abbiamo visto nelle associazioni e negli organi collegiali della scuola, per la strada, nelle conversazioni, nei capannelli.

Non potevi sfuggire alla politica e ne fosti coinvolto, allorchè ti risultò chiara la convinzione che attraverso la politica avresti potuto rendere ulteriori più importanti servigi alla tua gente. Per Galatone decidesti di scendere in lizza, e Galatone capì e ti volle premiare: il primo degli eletti in quel novembre, tanto vicino e oggi tanto lontano. Capirono tutti il senso delle tue parole, la direzione dell’impegno, i progetti, i programmi. Rivoluzionario moderato sembra l’inconciliabile connotato del tuo credo politico: volevi rinnovare nel segno della moderazione e della razionalità.

Non volevi erigere steccati tra le parti, tra la tua gente, tra le persone. “Ognuno ha il diritto di avere le sue idee”- dicevi- “il suo credo religioso, sociale e politico e per la sua originalità e diversità merita rispetto e tolleranza”. Questo andavi ripetendo, nel mentre rivendicavi anche per te il tuo originale e libero sentire. Eri figlio della tua Galatone, ho detto, e ciò confermavi in ogni occasione.

Ti abbiamo avuto accanto nell’attività amministrativa ed abbiamo avuto conferma dell’idea che avevamo di te. Nel pur breve momento amministrativo hai lasciato impronta chiara e netta della tua intelligenza e della  generosa passione per la tua gente.

Roldano, la tua scomparsa, tragicamente prematura, ci lascia costernati, interdetti; tutto sembra irreale, non vero. Sono veri, purtroppo, lo sgomento e il dolore che leggiamo d’intorno, negli occhi di tutti: dei tuoi cari, degli amici, dei compagni nelle vicende sociali e politiche.

Ed è profondamente vero che nel dolore per la tua scomparsa ci sentiamo tutti intimamente coinvolti: ti piange l’intera tua città, Roldano, quella Galatone per la quale avevi assunto l’ultima gravosa fatica.”

Enrico Longo

Il vicesindaco Roldano Ruberto durante un matrimonio civile

Il vicesindaco Roldano Ruberto durante un matrimonio civile

2 pensieri su “In ricordo di Roldano Ruberto

  1. Roldano, una bravissima persona, veramente stimata da tutti. Lo ricordo bene, nella mia infanzia, per relazioni familiari. Giusto è ricordarlo e pregare per la pace della sua anima in Paradiso.

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