INCONTRO TRA UN VOLATILE E UNA TERRESTRE

INCONTRO TRA UN VOLATILE E UNA TERRESTRE

INCONTRO TRA UN VOLATILE E UNA TERRESTRE 

La favola bella… (D’Annunzio)

INCONTRO TRA UN VOLATILE E UNA TERRESTRE

C’era una volta…

Parlando di tanti millenni fa, un evoluzionista incallito aggiungerebbe subito, due scimmie, anzi, precisamente un gabbiano e una scimmia…

Ve lo garantisco: era proprio così!

Il solito, immancabile chiosatore domanderebbe immediatamente: e tu come lo sai? Non eri scimmia anche tu? Certo, anche se non mi sento di vantarmene o, per lo meno, non riesco a farlo con troppo entusiasmo.

Comunque, è questo il particolare importante.

Essendo essendomi sviluppato molto prima dei due succitati animali, ho avuto il privilegio (magra consolazione, a dire il vero!) anzitutto di poter diventare anticipatamente essere umano e poi di poter…parlare e ragionare con altrettanto anticipo!

La precisazione era necessaria agli effetti della continuazione di questa storia che, non abbiate paura! durerà solo una puntata!

I due animali, (anche se di specie e di sesso differenti!) parlavano una loro lingua: io li capivo, anche se loro non se ne accorgevano! Vammi a tradurre tu un “ti amo!” con un “bh-bh!”, eppure cominciavo a percepire che, tra di loro, stava nascendo qualche cosa di tenero: anche quel “bh-bh!” lo pronunciava, soprattutto lui, il gabbiano, con un tono differente…

Il discorso si allungava sempre più: spesso, lui soprattutto, (il gabbiano) cercava di imitare, lo stile scimmiesco! Perfino durante il pranzo che…la foresta magnanimemente gli offriva, pensava a saltare di albero in albero: insomma, era innamorato: solo che, non conoscendo il Cantico dei Cantici (non si poteva pretendere che conoscesse la S. Scrittura se, perfino lo stesso uomo non riuscì a dare un nome agli animali). Invece, perciò, del più romantico Vieni colomba mia! riusciva ad esprimersi con un’altra frase, equivalente nel contenuto, ma decisamente differente termino logicamente, in quanto ad eleganza letteraria: insomma, lo avrete capito, ripeteva continuamente: Vieni, scimmia mia!

Non perchè la scimmia fosse proprio scimmia, ma perché il Dizionario della lingua…forestale era ancora povero di vocaboli…umani. Ma poi, lo sapete, quando si è innamorati un bh! scimmiesco diventa un…verso di Dante!

Solo sorge, legittimo e fondato, un dubbio. E se la scimmia, sempre secondo il testo del Cantico dei cantici, avesse avanzato la richiesta, come la fidanzata biblica: mettimi come sigillo sul tuo cuore, sarebbe stata sicura di trovare una piattaforma ben solida e sicura, senza il pericolo di cadere… e…di annegare, comunque, di fare una brutta fine?

Penso che si sarebbe assicurata prima.

D’accordo sull’amore, ma da non trascurare la pelle!…E’ legittimo, tuttavia, pensare che il gabbiano l’avrebbe sicuramente prevenuta, pur di soddisfare una richiesta così delicata, per la quale avrà mostrato il suo caloroso gradimento.

Debbo aggiungere che la scimmia di un tempo, io l’ho conosciuta molti millenni dopo: mi fece piacere vederla su un pullman di linea, in compagnia di esseri umani (a scanso di equivoci, c’ero pure io…non era un’ arca stipata di animali!). Godetti soprattutto nel vedere come la scimmia che avevo visto nella giungla (non dimenticate che ero diventato di un’altra specie anch’io !) beh! sì, era già bella come scimmia, ma era diventata molto più bella come ragazza e come donna.           Cominciai a mettere in discussione la teoria di Darwin, se mai ci avessi creduto…

Diaciamocela tutta: davanti a una sì bella ragazza non era possibile pensare a un suo tale genere di antenati!

Per essere sicuro che era lei, stavo per rivolgerle il saluto con qualche parola che ricordavo di quando ero…scimmio anch’io: me ne guardai bene dal farlo, per non ricevere qualche sdegnata e imprevedibile reazione: non mi sarebbe piaciuto sentirmi dire: scimmia sarai tu! con quel che normalmente segue, umanamente parlando.

Le scimmie, onestamente, almeno secondo un mio vago ricordo di quando lo sarei stato, si comportano meno…animalescamente!

Salto tutto il resto. Starei ma, soprattutto, stareste freschi se dovessi raccontare tutto quello che è seguito nei  successivi…millenni!

Ma, almeno permettetemi un salto in avanti, quando io sicuramente non ci sarò: quando i due nostri amici animali saranno vecchi e, poniamo, celebreranno le loro nozze d’oro matrimoniali…

Mi pare di sentirli: lui con la voce non più proprio squillante:, mi ami ancora? E lei: bh! eh! come hai detto? ho capito bene?

E lei: non hai capito proprio niente! È l’emergere inconscio del nostro linguaggio originario, quando bh! significava: ti amo tanto!

Meno male! Lo sai che cosa è, mia cara?

Che io con queste nuove lingue non ci capisco un granché, anzi ti do atto che non mi hai detto love. Io quando sento questa parola penso alle uova, alla gallina che ce le fornisce e, non ti nascondo che qualche volta mi viene da pensare alla frittata!

Una volta, ricordo, mi hai detto “my-mai love” l’ho interpretato come se tu fossi convinta che io avessi il mal di fegato, quindi niente (mai!) uova…Ah! i tempi della giungla, te li ricordi?. Tutto era più semplice, più spontaneo.

 Ma che vorresti ritornare indietro? No, assolutamente! Tanto più che, per essere scimmie, è sufficiente essere creature umane…Conoscete o ricordate, in proposito, la poesia di Trilussa, il celebre poeta romanesco? Rispecchia in pieno il contenuto della mia affermazione:

L’Omo disse alla Scimmia:

Sei brutta, dispettosa:

ma come sei ridicola!

ma quanto sei curiosa!

Quann’io te vedo, rido:

rido non si sa quanto!…

La Scimmia disse: – Sfido!

T’arissomijo tanto!

 

Si sa come, anche nelle coppie più assortite, non mancano i momenti di incomprensione: la solita lite tra coniugi che sfocia spesso al richiamo delle proprie origini e dei propri antenati. Volete che non sia successo o che non sarebbe successo nella vita matrimoniale dei nostri amici?

 Sempre celebrando in anticipo il loro 50º, mi è facile ricostruire uno di questi momenti.

Sempre lui, per primo: ma và australopiteca?  E lei, rispondendo, con non minore reazione e tu chi sei? L’uomo di Neandertal sei, anzi, per essere più vicino a noi, sei proprio l’uomo di Altamura (da poco era stata fatta una scoperta di un ominide, vissuto tanti secoli fa). Ti tradisce il tuo accento sfacciatamente barese, anche se adesso non si sente più.

A proposito, si confezionava anche allora il gustosissimo pane dove il tuo antenato è vissuto tanti secoli fa?

Schermaglie da poco, come si vede e sulle quali non vale la pena dilungarci, anche perché davanti a noi, c’è la fatidica data del loro matrimonio, cui ero stato invitato.

Per quel giorno, rievocando idealmente la circostanza, solenne e gioiosa, del vostro matrimonio, vi inviamo, il nostro grazie per un messaggio che respira tuttora freschezza e luminosità. Trasmettendone la forza, temprata da una comunione di ideali, vissuti con la vostra dedizione , anche se in ambienti di vita, pur così differenti (mare e foresta) e che, chissà, se la voce, inizialmente rauca, ma poi sempre più squillante del galeotto cellulare dell’amore non sia riuscito a fondere, il cielo ed la terra, ad annullarne le distanze.: ad unire per sempre il “cuore” di due esseri viventi… che li rappresentano!

Mi auguro, ma, soprattutto, auguro ai miei e vostri amici animali, che, nel momento in cui hanno pronunciato la formula che li consacrava marito e moglie, a scanso, comunque di un improbabile rigurgito ancestrale, l’abbiano a pronunciata ad alta voce e piena veramente di amore:senza limiti TI AMO!

Noi tutti, da parte nostra,, immaginate se io! partecipanti al rito, lo proclameremo ad alta voce, in tutte le lingue, anche per chi si sente discendente dalla scimmia, (ci sono sempre dei nostalgici!) in scimmiesco: TANTI AUGURI! A TE, VOLATILE, CHE VOLTEGGI NEI CIELI; INEBRIANDOTI DI LUCE E DI AZZURRO SENZA CONFINI E A TE, TERRESTRE,  CHE ABITI E FREQUENTI LA FORESTA. SALTELLANDO TRA GLI ALBERI, VIVENDONE L’EBBREZZA E LA POESIA.

N.B.

E’ vietato qualsiasi Bh! di fondo: potrebbero offendersi le scimmie, soprattutto per un senso di rispetto per tutte quelle che, credendo nella teoria dell’evoluzione darwiniana, si siano ostinatamente decise di rifiutare il proprio passaggio alla specie umana: questione di scelte…o di gusti!

L’augurio,

ancora più bello,

traboccante di poesia,

possa essere quello

di tanti anni fa:

 

 

carissima scimmia,

interpellata sul più grande

desiderio che possa vibrare nel tuo cuore,

la tua risposta

possa essere

la stessa di quel giorno:

 

 

…UN GABBIANO !!!

 

         Antonio Resta

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