I 105 anni di Salvatore Gatto

Galatone (Le) – 29 gennaio 2015 – Galatone si stringe intorno al suo cittadino più longevo: Salvatore Gatto, che ha spento le 105 candeline. Classe 1910, ha iniziato giovanissimo a lavorare come contadino per poi divenire un’abile calzolaio. Nella sua lunga vita ha preso parte alla Seconda Guerra Mondiale ed è stato anche prigioniero in Africa – Nel video l’intervento del Sindaco e alcuni momenti dei festeggiamenti – Video di Mauro Longo

I 105 anni di Salvatore Gatto - Ph. Vanessa Chirivì

I 105 anni di Salvatore Gatto – Ph. Vanessa Chirivì

Album fotografico a cura di Vanessa Chirivì:

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.724362551004874.1073741916.557386517702479&type=1

EMANUELE ARCIULI L’AMERINDIO DI GALATONE E DELLA PUGLIA

EMANUELE  ARCIULI L’AMERINDIO DI GALATONE E DELLA  PUGLIA

EMANUELE ARCIULI L’AMERINDIO DI GALATONE E DELLA PUGLIA

In questi giorni è uscito un libro del concittadino onorario EMANUELE ARCIULI, il grande pianista e musicista, che ha come titolo PER I SENTIERI DELL’ARTE NATIVA AMERICANA (Caratteri Mobili E.16). E’ un percorso che si snoda per libri ed opere dei nativi americani con i più noti dei quali il pianista pugliese intrattiene da molto tempo intensa collaborazione. Al di là dei films e dei racconti letterari sugli indios d’America, Arciuli penetra discretamente nella memoria delle loro origini, nella loro più intima identità, nel loro folklore. Si tratta di un excursus attraverso le violente invasioni militari dei bianchi dentro i territori dei Sioux, dei Cheyenne, degli Arapho. Ma con la grazia di un miracolo di arte povera che fa sì che le frecce puntute si trasformino in pennelli. Un libro di solidarietà e di conoscenza, anche turistica, del genius musicale di queste miti ma oppresse minoranze amerindie cui il nostro Arciuli vuole un gran bene.

 Vittorio Zacchino

Giuseppe Catozzella al Liceo Classico di Nardò

Nardò (Le) – 22 gennaio 2015 – Giuseppe Catozzella, vincitore “Premio Strega Giovani” 2014, incontra gli alunni del Liceo Classico di Nardò – Foto di Marialaura Cordella e Roberta D’Andria – Video di Mauro Longo

LICEO CLASSICO, OFFICINA DI INGEGNI

       È stato emozionante per gli alunni del Liceo Classico “Galileo Galilei” di Nardò accogliere nella loro scuola lo scrittore Giuseppe Catozzella, autore del romanzo “Non dirmi che hai paura”, edito da Feltrinelli e già tradotto in molte lingue. Laureato in Filosofia (ha studiato con Carlo Sini, tra l’altro), Catozzella ha scritto anche  poesie, romanzi-inchiesta (“Alveare”sulla presenza della ‘ndrangheta al Nord d’Italia, ad esempio), racconti e reportage per importanti riviste italiane e internazionali ed è attualmente docente in una prestigiosa università degli Stati Uniti.  Gli alunni lo attendevano da alcuni mesi, impazienti di incontrarlo a conclusione dell’esperienza di lettura dell’opera. E così è stato: il 22 gennaio, in un clima di grande attenzione e partecipazione, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di conoscere e, soprattutto, di dialogare con il vincitore del premio Strega giovani 2014, candidato, tra l’altro, come finalista al Premio Strega “senior”. Con la collaborazione di alcuni docenti hanno organizzato con cura la mattinata,  felici di aver letto il romanzo incentrato sulla vicenda di Samia Yassuf Omar: atleta somala, a 17 anni partecipò alle Olimpiadi di Pechino del 2008 e sognava di partecipare a quelle di Londra, ma trovò la morte nel 2012  per annegamento,  in seguito al rovesciamento del barcone su cui aveva intrapreso uno  dei  tanti viaggi della “speranza” verso l’Occidente conclusosi tragicamente. Numerose le sollecitazioni, gli spunti di riflessione e le curiosità dei ragazzi, a cui Giuseppe Catozzella ha risposto con la vibrante profondità che ha “incantato” la platea. Gli alunni del Liceo Classico, ancora una volta, hanno approfittato non solo per allargare l’orizzonte dello studio alla produzione letteraria contemporanea, ma anche per confrontarsi , attraverso gli strumenti critici offerti dalla lettura, con la   realtà socio-politica, che mette spesso a dura prova sentimenti , scalfisce le certezze e costringe a interrogarsi sul proprio modo di stare al mondo;  e a cambiare – come molti di loro hanno affermato – il proprio sguardo sugli altri e sull’umanità.

Notte Nazionale Liceo Classico Nardò

Nardò (Le) – 16 gennaio 2015 – Liceo Classico – Notte Nazionale degli studi classici – Foto di Marialaura Cordella – Video di Mauro Longo

BRILLA NELLA NOTTE LA STELLA DEGLI STUDI CLASSICI

Nella notte del 16 gennaio 2015 tutti i licei classici d’Italia si sono idealmente uniti per “far vivere” la cultura classica, che orgogliosamente rappresentano, in un modo insolito. Studenti e docenti del Liceo Classico di Nardò, coordinati dalla prof.ssa Alberta Barone, hanno dato vita ad una suggestiva serata per valorizzare alcuni aspetti particolarmente rappresentativi della tradizione classica. Il ricco programma dello straordinario evento       ( prima edizione in tutta Italia) prevedeva un contributo recitativo-musicale per sensibilizzare i giovani contro la violenza sulle donne, contributo realizzato dal liceo in collaborazione con l’associazione FISAC, che ha visto alternarsi l’esecuzione di brani musicali da parte di valenti musicisti, come il Maestro Giusy Zangari, e di letture significative da parte degli studenti sul tema. La serata è poi entrata nel vivo con la lettura di passi scelti dalle tragedie greche riguardanti figure di donne eroiche ed eroi, protagonisti di indimenticabili opere drammatiche, MEDEA, ALCESTI, IPPOLITO,ELENA,ANTIGONE, interpretati dagli studenti e studentesse del Liceo in abiti classici tradizionali. I testi sono stati introdotti da brani musicali  al pianoforte, flauto, violino,chitarra  da alcuni allievi ed allieve del Liceo, giovani promesse anche della musica.  Ancora la recitazione protagonista  della lirica “SOPRA UN VERSO STRANIERO” del poeta greco moderno G.Seferis eseguita da quattro studentesse  e  un estratto dall’ultima fatica letteraria del cantautore Roberto Vecchioni “Il mercante di luce”, magistralmente proposto dalla prof.ssa Barone, hanno sottolineato la validità e il fascino della cultura classica, al di là dei tempi e delle mode passeggere. Gli organizzatori hanno, poi, avuto il piacere di ospitare l’intervento della professoressa Anna Rita Longo, insegnante, dottoressa di ricerca, science writer membro di SWIM – Science Writers in Italy (associazione professionale di giornalismo scientifico) e collaboratrice di diverse riviste a carattere culturale e scientifico. La professoressa Longo ha esordito manifestando la propria gratitudine nei riguardi della scuola che ha frequentato, il Liceo classico di Nardò, verso la quale si sente profondamente in debito per la formazione completa che questa le ha fornito, che le ha consentito, nonostante i suoi studi umanistici, di accostarsi senza problemi al complesso mondo della comunicazione della scienza. Presentando un interessante excursus che metteva in evidenza le strette interconnessioni tra sapere umanistico e universo delle scienze, l’illustre e gradita ospite  ha posto l’accento sul superamento del paradigma delle due culture, una visione illogica e fuorviante, che non rispecchia la reale natura della cultura, che è sostanzialmente unitaria. Figura simbolo di questo intreccio di saperi è Galileo Galilei – al quale, non a caso, il liceo neretino è intitolato –, sommo scienziato, ma anche grande scrittore, musicista, critico letterario, cultore della pittura e del disegno. Il suo esempio rappresenta la concretizzazione dell’adagio terenziano «homo sum humani nihil a me alienum puto»: niente di ciò che riguarda l’uomo può essere, infatti, ragionevolmente escluso dalla nostra indagine e dalla nostra curiosità intellettuale. Il discorso vale per l’arte e la letteratura come per la scienza, e così come sarebbe limitativo considerare la letteratura semplice evasione, sarebbe altrettanto sciocco ritenere le scienze arido tecnicismo. In questo senso, accostarsi alla formazione completa e approfondita del liceo classico può rappresentare una carta in più per inserirsi con profitto nei settori più disparati. La padronanza dei diversi linguaggi e la consapevolezza della dimensione storica, che è anche capacità di cogliere nessi causali, sono, infatti, abilità trasversali, utili allo scienziato come al letterato. La serata è stata suggellata dalla lettura corale del Notturno di Alcmane, in contemporanea con gli altri licei classici italiani, e dal “simposio finale” che ha concluso con la giusta atmosfera briosa e conviviale la magica notte nazionale della cultura classica.