Una proposta decente – La Postilla n. 199

LA POSTILLA N. 199

Una proposta decente

Si è concluso il percorso “Quattro passi nella Città del Galateo”. Un viaggio nella vita politica e sociale della Città, a raccogliere umori e propositi, critiche e progetti, in una realtà mai così travagliata e problematica. I partiti, non più monadi leibniziane, hanno porte e finestre spalancate; vivi e vegeti, si mostrano finalmente disposti alla concretezza e a discutere di problemi reali; la maggioranza consiliare, secondo copione, è sotto il costante fuoco concentrico degli oppositori che nella diuturna opera di demolizione trovano le ragioni di una sorprendente, e per tanti versi, positiva convergenza. Il sindaco, naturalmente, è il bersaglio privilegiato: festaiolo, presentista, poco attento ai problemi sociali e alla solidarietà. Il problema ambientale, poi, per le note questioni della Centrale a biomasse, per la nave transoceanica carica di rifiuti, per la discarica sempre più mega e per le balle, reali e non supposte, si è coperto dell’effetto alone, oscurando o mettendo in secondo o terzo piano ogni altro capo d’accusa. Giunta festaiola? Diciamo che le feste non sono semplice edonismo o svago, ma anche bancarelle, mercatini, negozi illuminati e dunque gente, visitatori, lavoro, turismo. La tanto bersagliata “Notte glamour”, promossa e coordinata magistralmente dall’assessore Antico, ci ha portato sulle pagine del celebre fashion magazine francese “Rendez Vous de la Mode” e quindi sulle piazze di New York, Londra, Milano, Parigi. Ha portato alla ribalta una pletora di amanti della fotografia che nella nostra città sembrano quasi costituire una classe di artisti, ma soprattutto ha esaltato, sull’ampia e prestigiosa platea, l’arte sublime e originale di Tommaso Filieri e Nadia Musco che ormai travalica i confini dei nostri territori. Oggi abbiamo ulteriore conferma del “genio galateo” sempre più radicato e diffuso, sul quale probabilmente poter contare nell’auspicato riscatto economico e sociale. Presentismo? Meglio che assenteismo direi: un sindaco visibile, vicino, col quale poter liberamente parlare è senza dubbio preferibile a chi, ostentando potenza e arroganza, se ne resti chiuso nel palazzo, irraggiungibile. E per quanto riguarda la solidarietà sociale, debbo dire che mi sono imbattuto, nel corso delle interviste, in un assessorato dove essa è perseguita con particolare sensibilità e significative aperture alla collaborazione. Certo, è sempre possibile fare di più e fare meglio, ma non è facile far fronte alle tante necessità della popolazione in un periodo così difficile come quello che stiamo vivendo. Il protagonismo delle associazioni, la rete sociale, la giusta ribalta che viene concessa a personaggi capaci di cambiare la stessa immagine della città, sono cose che non possono sfuggire all’occhio di chi guardi a fondo e con obiettività. Sulla questione ambientale, invece, le cose stanno diversamente e forse il sindaco ha qualcosa da rimproverarsi. La centrale l’ha solo ereditata, è vero, ma ciò non lo assolve del tutto; la discarica se l’è vista crescere sotto gli occhi quasi per magia; le balle sono arrivate per decisioni che non l’avrebbero visto coinvolto. Grave, inoltre, aver sottovalutato il problema delle acque, inquinate nei comuni limitrofi e stranamente pure e cristalline da noi, almeno secondo quanto risulta dalle velocissime rassicurazioni dell’AQP, intervenute dopo solo due giorni dalla richiesta. Un cambio di passo, dunque, s’impone per la questione dell’ambiente, che lo faccia uscire dalle secche di una polemica defatigante e sterile, che si esaurisce in accuse e difese d’ufficio, in un contesto di netta contrapposizione, quasi che il problema ambientale abbia una qualche coloritura politica. E a giudicare dalle presenze e dalle assenze alle manifestazioni e ai convegni si ha il sospetto che una parte del paese si senta immune dai pericoli di un ambiente inquinato. Sarebbero certamente utili i confronti pubblici, più volte richiesti dai partiti d’opposizione e dal Comitato per l’ambiente e la salute, quanto meno per verificare le opposte tesi e cercare possibili punti d’incontro. E a tal proposito non capisco perché si è così restii ad accogliere gli inviti e si cerchino tutti i pretesti per potersene sottrarre. Ma forse si dovrebbe andare anche oltre ai confronti dialettici, pensare a organismi stabili di confronto e approfondimento, sdoppiare l’assessorato come oggi strutturato, magari assegnando all’attuale titolare “spettacolo e turismo” e l’assessorato “ambiente e territorio” a persona particolarmente competente e vocata per le questioni ambientali, un assessore tecnico da ricercare anche al di fuori della maggioranza o dell’appartenenza a un partito politico. E mentre dico questo, ho chiaro in mente un nome, che rappresenterebbe certamente la soluzione ideale per dare rigore e slancio alle politiche del settore. Debbo dire che mi hanno favorevolmente colpito, nel corso dell’intervista a lui dedicata, le espressioni di autocritica del sindaco di non aver sufficientemente informato e coinvolto la cittadinanza in alcune occasioni, così come l’auspicio, più volte reiterato in questi ultimi giorni, di una diversa relazione tra i partiti, non più conflittuale e distruttiva, ma caratterizzata da intese e impegno comune. Bene, è questa la via maestra per l’auspicato cambio di passo, una scelta strategica di responsabilità e di impegno democratico. Occorre anzitutto riconoscere alla cittadinanza il diritto all’informazione e la facoltà di incidere nelle scelte decisionali. Il problema ambientale, e quello del diritto alla salute che ormai è purtroppo ad esso collegato, non può restare esclusività del Consiglio o della Giunta. Le migliaia di persone in piazza, nei convegni, all’interno dei comitati sono la più chiara testimonianza di come esso sia profondamente presente nella sensibilità generale. Se ne faccia dunque una questione sociale, si creino le relative strutture di partecipazione. Si dia vita a un comitato trasversale costituito da rappresentanti di tutte le forze politiche, anche non presenti in Consiglio, da esponenti dei Comitati e da cittadini competenti e interessati. Un Comitato ufficiale, riconosciuto e raccordato con l’assessorato, che eserciti regolari funzioni di analisi, di studio, di comunicazione sociale, che nei confronti della Giunta e del Consiglio esprima pareri obbligatori, anche se non vincolanti. Un comitato che si adoperi per rendere provinciale, regionale e nazionale la questione ambientale, che collabori con tutte le amministrazioni cittadine della provincia, con le associazioni e i comitati e che faccia sentire la sua presenza dinanzi alle continue minacce dei gasdotti e delle trivelle. Una forma di democrazia partecipata, nulla di rivoluzionario o di utopistico. Si tratta di coinvolgere, di restituire sovranità al cittadino, di riconoscergli il diritto di esser parte attiva e responsabile in questioni che lo toccano da vicino. Non so quale attenzione sarà rivolta a questa mia proposta, sono certo comunque che sarebbe una svolta decisiva nella politica cittadina e un importante tassello sulla strada di quella città ordinata e responsabile che certamente fa parte di ogni illuminato programma politico. Una proposta decente in fondo, l’invito a far prevalere di contro all’ostinata ricerca dei motivi di contrapposizione e di dissenso le ragioni della collaborazione e del bene comune. In perfetta sintonia con il clima della festa che ci accingiamo a vivere. Auguri, amici della Postilla, di serenità e di pace. Buon Natale, Felice Anno nuovo e arrivederci a presto!

Enrico Longo

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